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Attualità | 04 luglio 2026, 09:46

Credito, CNA Imperia: "Le piccole imprese continuano a pagare il prezzo più alto. Servono banche più vicine al territorio e un ruolo sempre più forte dei Confidi"

Vazzano: "Chi chiede 30 o 40 mila euro per investire paga interessi sproporzionati rispetto ai grandi gruppi. È un sistema che rischia di frenare lo sviluppo delle imprese artigiane"

Credito, CNA Imperia: "Le piccole imprese continuano a pagare il prezzo più alto. Servono banche più vicine al territorio e un ruolo sempre più forte dei Confidi"

"Le piccole imprese continuano ad essere le più penalizzate nell'accesso al credito". A denunciarlo è CNA Imperia, che rilancia l'allarme emerso dall'analisi del Centro Studi CNA Nazionale sui tassi applicati dalle banche alle imprese al 31 dicembre 2025.

Il quadro che emerge è chiaro: il costo del denaro diminuisce molto lentamente e continua a colpire soprattutto chi richiede finanziamenti di importo contenuto, proprio quelli più utilizzati da artigiani, commercianti e piccole imprese per acquistare macchinari, innovare, sostenere la liquidità aziendale o affrontare momentanee difficoltà finanziarie.

I dati parlano da soli. Per un finanziamento destinato alla liquidità fino a 50 mila euro il TAEG medio nazionale raggiunge ancora l'8,73%, mentre per operazioni superiori ad un milione di euro scende al 3,54%. Una differenza di oltre cinque punti percentuali che rappresenta una vera e propria penalizzazione per le micro e piccole imprese.

Anche per gli investimenti permane un forte squilibrio: si passa dal 3,58% per i finanziamenti oltre un milione di euro al 6,08% per quelli fino a 50 mila euro.

La Liguria registra il tasso medio regionale più contenuto d'Italia (3,43%), ma questo dato non deve indurre a facili ottimismi. Anche sul nostro territorio il piccolo credito continua infatti ad avere costi elevati e rappresenta uno dei principali ostacoli agli investimenti delle imprese artigiane e delle PMI.

Una situazione che interessa da vicino anche la provincia di Imperia, caratterizzata da un tessuto economico composto prevalentemente da micro e piccole imprese, imprese familiari e attività artigiane che, nella maggior parte dei casi, non chiedono grandi finanziamenti ma hanno necessità di accedere rapidamente a risorse comprese tra i 20 e i 100 mila euro per crescere, innovare e mantenere competitività.

"I dati del Centro Studi CNA confermano ciò che denunciamo da tempo" - dichiara il segretario territoriale di CNA Imperia Luciano Vazzano - "Il sistema del credito continua a premiare chi ha già grandi capacità finanziarie e penalizza chi rappresenta la vera ossatura dell'economia italiana. È un paradosso che non possiamo più accettare".

"Nella nostra provincia - prosegue Vazzano - la quasi totalità delle imprese è costituita da micro e piccole realtà. Sono aziende sane, che producono occupazione, valore e servizi per il territorio, ma che spesso necessitano di finanziamenti contenuti per acquistare un macchinario, rinnovare un laboratorio, digitalizzare l'attività o semplicemente sostenere il capitale circolante. Non è ammissibile che proprio queste imprese siano chiamate a sostenere i costi più elevati".

Per CNA Imperia il credito rappresenta oggi uno dei principali fattori di competitività del sistema produttivo. "Quando il costo del denaro resta così elevato - continua Vazzano - molte imprese rinunciano agli investimenti, rinviano l'acquisto di nuove tecnologie, rallentano l'innovazione e, in alcuni casi, rinunciano perfino ad assumere nuovo personale. Tutto questo produce effetti negativi sull'intero sistema economico locale".

CNA ribadisce la necessità di rafforzare gli strumenti pubblici di garanzia, semplificare le procedure bancarie, accelerare i tempi di istruttoria e valorizzare maggiormente il ruolo dei Confidi, che rappresentano uno strumento fondamentale per favorire l'accesso al credito delle imprese di minori dimensioni.

"I Confidi sono un patrimonio del sistema produttivo italiano e devono tornare ad essere protagonisti delle politiche per il credito. Conoscono le imprese, ne valutano la storia, la capacità imprenditoriale e il radicamento sul territorio. È una logica profondamente diversa rispetto a modelli che si limitano ad analizzare algoritmi e parametri standardizzati" - afferma il Segretario Territoriale che conclude con un richiamo al ruolo dell'associazione - "Mai come oggi essere associati a CNA significa avere al proprio fianco un'organizzazione che rappresenta, tutela e accompagna concretamente le imprese. Difendere il diritto al credito significa difendere il diritto delle piccole imprese a investire, innovare e competere. Continueremo a portare questa battaglia ai tavoli istituzionali, con le banche e con la politica, perché senza un sistema creditizio realmente vicino alle PMI non esiste crescita economica né sviluppo dei territori. Il credito non può diventare un lusso riservato a chi è già forte. Se il sistema bancario considera più rischioso finanziare un artigiano che investe 40 mila euro rispetto a una grande impresa che ne chiede un milione, significa che qualcosa non funziona. Le piccole imprese non chiedono privilegi, chiedono pari dignità".

CNA Imperia continuerà a monitorare l'evoluzione del mercato del credito e a sostenere le imprese attraverso la propria rete di consulenza specialistica e gli strumenti del sistema CNA, affinché nessuna impresa sia lasciata sola nell'accesso alle opportunità di finanziamento e agli strumenti di garanzia.

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