Una storia che, ciclicamente, torna a circolare sui social cambiando città, nomi e luoghi, ma che questa volta ha coinvolto anche il Ponente ligure. Nelle ultime ore su Instagram e WhatsApp è stato, infatti, condiviso un messaggio che mette in guardia da presunti episodi di ragazze drogate con il cloroformio nascosto all'interno di tester di profumo nei parcheggi di alcuni centri commerciali tra Arma di Taggia e Sanremo.
Un allarme che, però, viene smentito dal sindaco di Taggia Mario Conio, intervenuto pubblicamente per invitare i cittadini a non alimentare la diffusione della notizia.
"Nelle ultime ore sta girando sui social un messaggio allarmante che parla di ragazze drogate con cloroformio nascosto in tester di profumo, con riferimento ad Arma di Taggia, Sanremo e alcuni centri commerciali della zona", scrive il primo cittadino.
Secondo Conio si tratta di una notizia falsa, già comparsa in passato in molte altre città italiane: "Si tratta di una bufala, una catena di Sant'Antonio digitale che si ripresenta ciclicamente da anni in tutta Italia, ogni volta con nomi di luoghi diversi".
Prima di intervenire pubblicamente, il sindaco spiega di aver effettuato personalmente le opportune verifiche con le forze dell'ordine competenti. "Ho verificato personalmente con le Forze dell'Ordine competenti sul territorio: non risulta alcuna segnalazione, denuncia o riscontro relativo a episodi di questo tipo. Nessun caso è stato registrato né in forma ufficiale né ufficiosa".
Da qui l'invito a interrompere la diffusione del messaggio, che in poche ore è stato condiviso anche attraverso le storie di numerosi utenti sui social network: "Vi chiedo di non condividere questo messaggio: diffondere notizie false crea allarme ingiustificato, danneggia la percezione di sicurezza della nostra comunità e distoglie l'attenzione da problemi reali".
Il messaggio circolato online faceva riferimento a presunti episodi avvenuti nei parcheggi di alcuni centri commerciali della zona e invitava le persone a non provare tester di profumo perché contenenti cloroformio. Una ricostruzione che, secondo quanto verificato dal sindaco con le autorità competenti, non trova alcun riscontro sul territorio e rientra in una delle tante catene virali che periodicamente tornano a diffondersi sui social cambiando semplicemente località e riferimenti geografici.














