Prende forma il palazzetto dello sport di Pian di Poma, finalmente uscito dal buco nero in cui era precipitato il cantiere durante la fase iniziale dei lavori, che ne ha causato l'interruzione per oltre due anni. Tanto da spingere il sindaco Alessandro Mager ad auspicare che l'infrastruttura possa essere ultimata intorno alla metà del 2027: «Premesso che la cautela è d'obbligo quando si tratta di opere pubbliche, il ritmo con cui si sta procedendo adesso lascia intravedere la possibilità di concludere l'intervento nella tarda primavera prossima, salvo imprevisti».
Il paradosso è che l'accelerata, dopo il lunghissimo stop, sia arrivata in assenza di una formale ratifica dell'intesa tra le parti che ha messo fine all'estenuante braccio di ferro sulla revisione dei costi, nel solco dei gravi problemi accusati dall'impresa che aveva iniziato i lavori. «C'è un patto fiduciario raggiunto con l'Ati e all'interno della stessa, la cui formalizzazione dovrebbe avvenire entro luglio. Da qui la vigorosa ripresa dell'attività nel cantiere», spiega il sindaco, che ha tenuto per sé la delega alle grandi opere, ereditando il progetto concepito dalle amministrazioni guidate dal predecessore Alberto Biancheri durante il doppio mandato a Palazzo Bellevue.

Si è passati in breve tempo dalle fondazioni da cui spuntavano i pilastri, desolante immagine d'immobilismo che ha segnato gli ultimi anni, alla prima sagoma grezza del palasport fuori terra, in attesa di una forma più ampia e definita. C'è ancora molto da fare, ma l'impressione è che davvero si sia imboccata la strada giusta per cancellare l'opera dall'elenco provvisorio delle incompiute.
È la Giò Costruzioni che sta portando avanti l'intervento, subentrata nel gennaio 2024 alla Sicrea Cantieri Srl, estromessa alla fine del 2022 per inadempienza contrattuale a fronte del misero avanzamento dei lavori (ma la ditta ha reagito, intentando una causa tuttora in corso), dopo che la consorella Sicrea Spa era stata costretta a farsi da parte per essere finita in liquidazione. La nuova affidataria è entrata in azione con determinazione a fronte della definizione dell'aspetto determinante: il surplus di circa 3,2 milioni di euro per rendere sostenibile il peso dell'opera da portare a termine.
L'amministrazione Mager ha percorso tutte le vie possibili prima di accordare l'aumento della spesa, cercando di limarla al massimo, richiedendo vari pareri e attivando il comitato tecnico consultivo. Il maggiore impegno finanziario viene coperto con l'utilizzo di fondi prudenzialmente accantonati dai precedenti inquilini di Palazzo Bellevue, che hanno scelto la formula del leasing in costruendo, impegnando il Comune a pagare l'opera in vent'anni a partire dalla consegna delle chiavi.

Nel 2019 si era partiti con un quadro economico complessivo di circa 14,5 milioni di euro, Iva esclusa ma comprendendo spese tecniche e interessi bancari, cresciuto intorno al 35% soprattutto per effetto dell'extra budget riconosciuto: si arriva così a sfiorare quota 20 milioni di euro tutto incluso.
Il progetto, che completa la cittadella dello sport nell'area strappata al mare alla periferia occidentale di Sanremo, prevede un impianto polifunzionale dislocato su tre piani e con un avancorpo, due piscine (una piccola), palestra polivalente (basket, volley, calcio a 5), spazi per arti marziali, bar e ristorante, sala stampa e ampio parcheggio esterno.























