Emanuel Iannuzzi nel carcere di Ivrea. Secondo quanto rimbalza dal capoluogo ligure, il trasferimento sarebbe stato disposto per ragioni di incompatibilità con la casa circondariale di Marassi, a Genova, in relazione alla particolare natura dei reati contestati. L'uomo è accusato, insieme a Manuela Aiello, della morte della piccola Beatrice, la bimba di due anni trovata senza vita il 9 febbraio scorso a Bordighera. Secondo le indagini condotte dai Carabinieri, su delega della Procura di Imperia, la bambina sarebbe stata vittima di reiterati maltrattamenti all'interno dell'ambiente familiare. Nei confronti di entrambi gli indagati viene contestato il reato di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore, una fattispecie che prevede pene particolarmente severe.
Negli ultimi giorni l'inchiesta ha conosciuto una svolta significativa con l'arresto di Iannuzzi. Secondo quanto illustrato dalla Procura, il quadro accusatorio sarebbe stato ricostruito attraverso l'analisi di telefoni cellulari, immagini, tabulati e soprattutto grazie alle dichiarazioni delle due sorelle maggiori di Beatrice, ritenute dagli inquirenti spontanee e riscontrate dagli altri elementi raccolti. Le bambine avrebbero descritto un contesto familiare caratterizzato da violenze, umiliazioni e continue richieste di aiuto rimaste senza risposta.
Nel corso dell'interrogatorio di garanzia davanti al gip del Tribunale di Imperia, Iannuzzi si è avvalso della facoltà di non rispondere. I suoi difensori hanno spiegato che la scelta è stata dettata esclusivamente da ragioni processuali e dalla necessità di esaminare integralmente gli atti dell'inchiesta. L'indagato continua comunque a professarsi innocente. "Assolutamente sì", hanno dichiarato i legali rispondendo alle domande dei giornalisti. La famiglia di Beatrice, attraverso i propri avvocati, continua invece a chiedere che venga fatta piena luce sulla vicenda. "Ora emerga tutta la verità", è il messaggio ribadito nei giorni scorsi dai rappresentanti della famiglia Rao, che hanno anche evidenziato la gravità del quadro emerso dalle indagini.
Sul trasferimento a Ivrea non vi sono al momento comunicazioni ufficiali. È noto però che all'interno degli istituti penitenziari esistono particolari misure di tutela per detenuti coinvolti in procedimenti riguardanti presunte violenze sui minori. Proprio la delicatezza delle accuse contestate potrebbe aver reso opportuno il trasferimento in una diversa struttura detentiva, dove garantire adeguate condizioni di sicurezza e ordine interno. Da fonti interne al carcere, comunque, Iannuzzi non avrebbe subito minacce.














