Dietro l'arresto di Emanuel Iannuzzi, eseguito nelle prime ore di questa mattina nell'ambito dell'inchiesta sulla morte della piccola Beatrice, c'è stato un lungo lavoro investigativo condotto dai Carabinieri sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Imperia. A ricostruire le modalità operative dell'intervento è stato il comandante provinciale dei Carabinieri di Imperia, colonnello Simone Martano, intervenuto durante la conferenza stampa convocata dal procuratore Alberto Lari.
Martano ha innanzitutto voluto sottolineare la complessità dell'indagine, non solo dal punto di vista investigativo ma anche umano: “Una riflessione, prima di spiegare le modalità operative. È stata un'indagine particolarmente impegnativa anche sul piano emotivo. Un caso del genere, con una bambina deceduta all'interno di un contesto familiare, ha richiesto un'assoluta e totale dedizione a ogni singolo dettaglio che potesse emergere nel corso dell'investigazione, perché dovevamo cercare la verità in ogni momento”. Il comandante ha quindi rivolto un ringraziamento alla Procura della Repubblica di Imperia e a tutti i reparti dell'Arma coinvolti nelle attività investigative. “Devo ringraziare il procuratore, il dottor Lari, ma più in generale tutto l'ufficio di Procura, perché ci ha garantito una direzione delle indagini costantemente aderente alle esigenze investigative, senza sosta. Devo ringraziare anche i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Imperia, della Compagnia di Bordighera, il RIS di Parma e la Sezione Investigazioni Scientifiche di Genova, che abbiamo coinvolto fin dall'inizio per avere a disposizione le migliori competenze possibili all'interno della nostra organizzazione”.

Martano ha spiegato come l'operazione sia stata pianificata tenendo conto del rischio di possibili reazioni da parte dell'indagato e del contesto emerso nel corso delle indagini. “Questa mattina, tenendo conto del rischio di possibili reazioni e del contesto di violenza che era stato documentato, abbiamo ritenuto necessario far intervenire una Squadra Operativa di Supporto per eseguire l'arresto in condizioni di massima sicurezza”. L'uomo si trovava presso l'abitazione dei genitori, a Vallecrosia. L'intervento è scattato alle prime luci dell'alba. “L'abitazione è stata circondata e poi, alle prime luci dell'alba, siamo entrati per arrestare Iannuzzi e procedere anche ad alcune ulteriori attività di acquisizione di elementi utili alle indagini”. Secondo quanto riferito dal comandante provinciale, l'operazione si è conclusa senza particolari criticità. “L'intervento è stato condotto nella massima sicurezza e fortunatamente senza alcun incidente”.
Martano ha però precisato che il lavoro investigativo non può ancora considerarsi concluso. “Alcune operazioni sono ancora in corso, ma possiamo dire che la fase principale si è conclusa. Ci saranno ulteriori approfondimenti e, sotto la guida della Procura, continueremo a lavorare perché, come ha ricordato il procuratore, l'indagine non è conclusa”. Infine, il comandante ha ribadito la necessità di non lasciare nulla al caso in un'inchiesta tanto delicata. “In casi di questo genere nessun dettaglio può essere trascurato. Ogni elemento deve essere approfondito fino in fondo, soprattutto quando si tratta di vicende così dolorose”. Le parole di Martano si inseriscono nel quadro delineato dalla Procura di Imperia, che contesta a Emanuel Iannuzzi e alla madre della bambina, Emanuela Aiello, il reato di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore. Un'inchiesta che, come emerso durante la conferenza stampa, proseguirà ancora nelle prossime settimane con il deposito delle consulenze tecniche definitive del RIS e del medico legale.
Questa mattina, i Carabinieri hanno anche passato al setaccio la casa di Iannuzzi, sequestrando diverso materiale.























