Un nuovo e pesantissimo sviluppo nell'inchiesta sulla morte della piccola Beatrice, la bambina di due anni deceduta lo scorso 9 febbraio a Bordighera. Questa mattina la Procura della Repubblica di Imperia ha convocato una conferenza stampa per illustrare, nelle linee generali, l'arresto di Emanuel Iannuzzi, compagno della madre della bambina, Emanuela Aiello, già arrestata nelle scorse settimane. Entrambi sono accusati del reato previsto dall'articolo 572, comma 3, del Codice Penale, ovvero maltrattamenti aggravati dalla morte della minore.
Ad annunciarlo è stato il procuratore della Repubblica Alberto Lari, che ha spiegato come la richiesta della misura cautelare sia stata avanzata prima ancora del deposito definitivo delle consulenze tecniche del RIS di Parma e del professor Francesco Ventura. “Nel prosieguo delle indagini, compiute tramite il RIS di Parma e la consulenza del dottor Ventura, non sono ancora state depositate né la relazione del RIS né quella del dottor Ventura, ma abbiamo ugualmente chiesto la misura cautelare perché ritenevamo, ed evidentemente anche il giudice lo ha ritenuto, che vi fossero gravi indizi di reato. Il giudice parla addirittura di gravissimi indizi di reato, anche prima di aver ricevuto questi atti che sono fondamentali”.
Lari ha spiegato che la Procura ha deciso di accelerare i tempi dell'inchiesta. “Avendo già materiale probatorio abbastanza ampio, abbiamo preferito accelerare il più possibile la richiesta perché ci sembrava una situazione che non potesse più essere tollerata. Avevamo elementi che dimostravano, secondo la nostra ricostruzione e fermo restando il principio della presunzione di innocenza, che questa persona avrebbe maltrattato più volte una delle minori e ne avrebbe cagionato la morte”. Secondo la ricostruzione accusatoria, il decesso della bambina non sarebbe un episodio isolato, ma l'epilogo di un contesto di maltrattamenti reiterati. “Questo decesso si inserisce in un ambito di una situazione di maltrattamento continuato”.

Entrando nel merito delle contestazioni, Lari ha riferito che, secondo la Procura, Iannuzzi avrebbe agito ripetutamente nei confronti della bambina. “Si sostiene che Iannuzzi avrebbe in più occasioni percosso Beatrice con schiaffi, pugni al volto e al corpo, le avrebbe tirato i capelli, l'avrebbe afferrata per i capelli, l'avrebbe fatta sbattere contro il muro, l'avrebbe colpita con una ciabatta e l'avrebbe buttata a terra in più occasioni colpendola con schiaffi”. La Procura sostiene inoltre che il compagno della madre avrebbe minacciato la donna affinché non intervenisse e avrebbe convinto Aiello a lasciare sole le tre figlie durante la notte. “Avrebbe convinto la madre a lasciare sole le bambine più volte durante la notte, nonostante il fatto che la più grande delle tre sorelle avesse soltanto nove anni”. Secondo quanto emerso dalle indagini, le bambine avrebbero più volte cercato aiuto telefonando alla madre. “Quando le ragazzine si trovavano in situazioni di grande difficoltà, soprattutto la più grande, Gaia, che aveva nove anni, in più occasioni ha chiamato la madre per cercare assistenza e la risposta, spesso suggerita o imposta da Iannuzzi, era che le bambine dovessero rimanere da sole tutta la notte perché loro due dovevano stare insieme”.
Particolarmente drammatico il passaggio relativo alle ore precedenti la morte della bambina. “Anche nell'occasione del 9 febbraio, quando poi si è verificato il decesso, ci sono state richieste di intervenire. Le bambine più volte hanno visto Beatrice stare male e, nonostante abbiano sollecitato più volte l'intervento del pronto soccorso e di portarla all'ospedale, né Aiello né Iannuzzi hanno accompagnato la bambina in ospedale”. Secondo la consulenza preliminare citata dal procuratore, vi sarebbe stata una lunga agonia. “Vi è stata un'agonia, vi è stato un protrarsi della situazione della bambina per ore e ore e ore e, ragionevolmente, anche il semplice fatto di accompagnarla prima in ospedale, magari la sera precedente, avrebbe potuto salvarle la vita”. Lari ha inoltre parlato di un quadro definito dalla Procura e dal giudice come un “regime di vessatoria prevaricazione” e di una “intollerabile prosecuzione della convivenza. Il giudice ha accolto anche la parte in cui descriviamo le condotte parlando di sevizie e di crudeltà nei confronti di Beatrice”.

Determinanti per la ricostruzione dei fatti sarebbero stati i telefoni sequestrati, i tabulati telefonici, le immagini di videosorveglianza e soprattutto le dichiarazioni delle due sorelle della piccola. “Uno degli elementi fondamentali in questo tipo di indagini sono state le dichiarazioni delle due ragazzine”. Secondo il procuratore, dopo essere state allontanate dal contesto familiare e inserite in una struttura protetta, le due minori avrebbero iniziato a raccontare una versione completamente diversa rispetto a quella fornita nelle prime fasi dell'inchiesta. “Hanno dato una versione totalmente antitetica rispetto a quella che era stata fornita all'inizio, facendo capire che le dichiarazioni rese in precedenza erano state concordate e suggerite da Iannuzzi e da Aiello per depistare le indagini”. La Procura ritiene che tali dichiarazioni siano perfettamente compatibili con gli altri elementi raccolti. “Le dichiarazioni delle ragazze sono perfettamente corrispondenti a quanto emerge dai telefoni, dalla videosorveglianza e dai tabulati”. Tra gli elementi più inquietanti emersi dall'analisi dei cellulari vi sarebbero anche fotografie della bambina. “Abbiamo nel telefono di Iannuzzi immagini di Beatrice. Sia poco prima della morte sia alcune settimane prima vi sono fotografie della bambina completamente livida”.
Per il procuratore si tratterebbe di prove particolarmente rilevanti. “Sul telefono di Iannuzzi vi sono quelle che noi riteniamo prove schiaccianti dei maltrattamenti”. Tra il materiale sequestrato figura anche un video che, secondo la Procura, rappresenterebbe il contesto nel quale viveva la bambina. “Alla bambina di due anni viene imposto di fumare una sigaretta e la scena viene ripresa in un video. Ovviamente la bambina non ha alcuna intenzione di fumare. Iannuzzi insiste, accende la sigaretta e il risultato è che Beatrice scoppia a piangere. Nonostante questo, sia Iannuzzi sia Aiello continuano a scherzare e a ridere”. Nel corso della conferenza stampa, il procuratore ha spiegato che la versione iniziale secondo cui la bambina sarebbe morta a seguito di una caduta accidentale sarebbe stata, secondo l'ipotesi accusatoria, costruita per depistare le indagini. Le attività investigative, supportate da telecamere, tabulati telefonici, analisi dei cellulari e sopralluoghi tecnici, avrebbero consentito di ricostruire un quadro completamente diverso. Lari ha inoltre confermato che le indagini non sono ancora concluse. Restano da depositare le relazioni definitive del RIS e del medico legale, mentre sono in corso ulteriori approfondimenti investigativi e che, come spesso capita in queste situazioni, via sia la presunzione d'innocenza.
Rispondendo alle domande dei giornalisti, il procuratore ha precisato che al momento non vi sono elementi sufficienti per affermare che i fatti siano stati commessi sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, pur sottolineando che “la droga ha avuto un aspetto molto importante in questa vicenda”. Particolarmente significativo anche il passaggio dedicato alle sorelle di Beatrice, considerate dagli inquirenti decisive per l'accertamento dei fatti. “Le sorelle sono state fondamentali nell'accertamento della ricostruzione della Procura. Hanno reso dichiarazioni genuine, spontanee e attendibili. Non vi sono atteggiamenti di rivalsa. Solo verità in onore di Beatrice”. La Procura contesta ai due indagati il reato di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore, fattispecie che prevede una pena compresa tra 12 e 24 anni di reclusione. Le indagini proseguono ora in attesa del deposito delle consulenze tecniche definitive che dovranno completare il quadro accusatorio delineato dagli inquirenti.
(Nelle foto alcuni momenti della conferenza stampa e la traduzione in carcere di Emanuel Iannuzzi dalla caserma dei Carabinieri di Bordighera)

















