L’immagine classica dell’asta con il banditore, la sala gremita e i rilanci fatti alzando una paletta esiste ancora, ma oggi rappresenta soltanto una parte di un sistema molto più ampio, internazionale e soprattutto digitale. Negli ultimi anni il mondo delle case d’aste è cambiato profondamente: Internet ha trasformato modalità di partecipazione, visibilità delle opere e rapporto tra venditore e acquirente, aprendo il mercato anche a chi si trova dall’altra parte del mondo.

Un’evoluzione che si riflette anche nell’esperienza della Casa d’Aste Martini di Sanremo, realtà fondata nel 2004 dalla famiglia Martini e diventata negli anni un punto di riferimento nel Ponente ligure per la vendita di opere d’arte, antiquariato e collezioni. Ma come funziona concretamente oggi un’asta? Una delle novità più importanti riguarda le offerte anticipate. Prima ancora che l’asta inizi, infatti, è possibile presentare offerte direttamente alla casa d’aste oppure attraverso le piattaforme online dedicate. “Esistono offerte prima dell’asta. Si possono depositare presso di noi oppure online”, spiegano dalla Casa d’Aste Martini. Un sistema che permette a collezionisti e acquirenti di partecipare anche senza essere presenti il giorno della vendita.

Ed è proprio il digitale ad aver cambiato radicalmente il settore. “L’online ha ormai preso il sopravvento rispetto alla presenza fisica grazie alla comodità di Internet”, raccontano ancora dalla casa d’aste sanremese. “Oggi basta richiedere più fotografie alla casa d’aste e non c’è neanche più bisogno di vedere l’oggetto dal vivo”. Una trasformazione che ha allargato enormemente il pubblico delle aste, permettendo a collezionisti italiani e stranieri di seguire le vendite da remoto in tempo reale. Questo non significa però che la dimensione tradizionale sia scomparsa. “Poi ovviamente qualcuno preferisce vedere l’oggetto dal vivo perché ha sempre un altro sapore”. Oggi infatti le modalità di partecipazione sono molteplici e convivono all’interno della stessa asta. “Le offerte si possono fare prima dell’asta oppure durante l’asta in presenza, al telefono o online”.
Una flessibilità che ha reso le vendite all’incanto molto più accessibili rispetto al passato. Non è più necessario essere un mercante d’arte o un collezionista storico per partecipare. “Tutti possono partecipare all’asta previa autorizzazione”. Una volta conclusa la vendita, il meccanismo entra nella sua fase amministrativa e logistica. “Una volta terminata l’asta l’acquirente deve saldare l’acquisto entro un determinato numero di giorni e successivamente il proprietario viene pagato”. Ma uno degli aspetti che più raccontano l’evoluzione internazionale del settore riguarda il trasporto delle opere. Oggi un lotto battuto a Sanremo può raggiungere praticamente qualsiasi parte del mondo. “Per le opere di dimensioni contenute spediamo in tutto il mondo. Per opere di grandi dimensioni ci appoggiamo invece a nostri trasportatori di fiducia”. È il riflesso di un mercato sempre più globale, in cui un’opera presentata in una casa d’aste locale può attirare l’interesse di collezionisti internazionali grazie alla visibilità garantita dalle piattaforme online e dalla diffusione digitale dei cataloghi.
Un cambiamento che ha modificato anche il concetto stesso di “asta locale”. Oggi infatti la dimensione territoriale resta importante per il rapporto diretto con clienti e collezionisti, ma il pubblico potenziale è internazionale. Ed è proprio questa combinazione tra presenza fisica, tecnologia e rete globale a rappresentare una delle grandi trasformazioni del mercato dell’arte contemporaneo. Negli ultimi anni le aste online hanno infatti abbattuto distanze e confini, rendendo molto più immediata la partecipazione alle vendite e aumentando il numero di potenziali acquirenti per ogni lotto. Un meccanismo che, come dimostrano anche alcune recenti aggiudicazioni della Casa d’Aste Martini, può incidere in maniera significativa sui risultati finali, grazie alla competizione tra più compratori collegati contemporaneamente da città e Paesi diversi.
E se il fascino della sala d’aste continua a mantenere intatta la sua atmosfera fatta di rilanci, tensione e colpi di martello, oggi il vero centro del mercato passa sempre di più attraverso schermi, piattaforme digitali e connessioni globali.

















