ELEZIONI AMMINISTRATIVE BORDIGHERA
 / Ultim'ora

Ultim'ora | 29 aprile 2026, 19:04

Roma Capitale, primo via libera a riforma costituzionale. Pd si astiene, Meloni: "Amarezza e stupore"

Roma Capitale, primo via libera a riforma costituzionale. Pd si astiene, Meloni: "Amarezza e stupore"

(Adnkronos) - L'aula della Camera ha approvato oggi in prima lettura il ddl costituzionale sui poteri di Roma Capitale con 159 sì, 33 no e 55 astenuti. Il Pd si è astenuto. "Un voto di astensione costruttiva che potrà anche trasformarsi in un voto positivo - ha spiegato Roberto Morassut - Noi sentiamo l'esigenza di risolvere il problema della riforma di Roma Capitale, il sindaco Gualtieri ha proposto la strada migliore per concretizzarlo". 

Voto positivo, ovviamente, da tutta la maggioranza. Per quel che riguarda le altre opposizioni, no deciso di Avs: "Questa riforma crea un grande pasticcio e una profonda lacerazione del tessuto costituzionale", ha detto Luana Zanella. E anche dal M5S: "Questa non è la riforma che serve, occorre una legge ordinaria, questa riforma è scritta male ed è piena di contraddizioni", ha scandito Alfonso Colucci. Sì, invece, da Azione. "Un passo importante e necessario. Siamo contenti del voto positivo ai nostri Odg e voteremo positivamente", ha annunciato in aula Valentino Grippo. Per Iv, come ha detto Roberto Giachetti, "grava il preoccupante punto interrogativo della contestuale legge ordinaria: senza la sostanza delle competenze e dei finanziamenti il provvedimento rischia di diventare una bellissima cornice priva di dipinto". 

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta con una dichiarazione diffusa da Palazzo Chigi. "È stata approvata oggi, in prima lettura alla Camera, la riforma costituzionale per rafforzare il ruolo di Roma Capitale e per attribuire al Campidoglio i poteri legislativi necessari per occuparsi di materie che toccano da vicino la vita dei romani e l’interesse dell’Italia tutta, perché una Capitale che funziona aiuta la crescita dell’intera Nazione - si legge - Con amarezza e stupore dobbiamo registrare la decisione del Partito Democratico di astenersi. È una scelta che colpisce molto perché, com’è noto, il testo del ddl costituzionale ha raccolto nel corso dell'esame parlamentare le proposte presentate dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Oggi, però, il Partito Democratico decide di non rispettare gli impegni presi e di interrompere un processo costituente pienamente condiviso, e che aveva visto finora il pieno coinvolgimento del Campidoglio e della Regione Lazio e che aveva trovato maturazione in Parlamento".  

"È impossibile accogliere l’invito del Pd a fare riforme condivise, se poi è lo stesso Pd a non votare una riforma condivisa e che rafforza il ruolo istituzionale della Capitale, a prescindere da chi la governa oggi e la governerà domani - sottolinea Meloni - Oggi si interrompe un processo costituente, e i responsabili di questa scelta hanno nomi e cognomi. Il Pd e il sindaco Gualtieri dovranno rendere conto di questa scelta di fronte ai cittadini". 

Per il sindaco Gualtieri “l’approvazione da parte della Camera dei Deputati in prima lettura del disegno di legge di riforma costituzionale su Roma Capitale è un fatto positivo che consente l’avvio dell’iter parlamentare per un provvedimento molto importante e atteso da tempo, necessario per dotare la Capitale di un ordinamento, di poteri e di risorse adeguati al suo ruolo. Sarebbe stato auspicabile un consenso più ampio e da questo punto di vista il clima di tensione e scontro costante tra i partiti non è stato di aiuto".  

"Ora è importante che il processo di riforma prosegua, che si definiscano al più presto in modo condiviso i contenuti della legge ordinaria e le risorse necessarie ad attuare il nuovo quadro normativo, e che tutti si impegnino per arrivare a un completamento della riforma entro la fine della legislatura sulla base di un’ampia maggioranza parlamentare”, conclude il sindaco di Roma. 

Il testo ora passa al Senato. Il provvedimento modifica l’articolo 114 della Costituzione inserendo Roma Capitale tra i livelli di governo di cui si compone la Repubblica e stabilendo le materie di competenza legislativa del nuovo ente. L’elemento chiave della riforma è l’approvazione di una legge ad hoc per stabilire forme e principi del decentramento. Comunque, alla Capitale vengono attribuite autonomia amministrativa e finanziaria e ulteriori funzioni amministrative, stabilendo che il territorio dell’ente Roma Capitale si trova all’interno della città metropolitana. In quest’area, Roma Capitale avrà una potestà legislativa concorrente sul governo del territorio; valorizzazione dei beni culturali e ambientali; promozione e organizzazione di attività culturali e potestà residuale su trasporto pubblico locale; turismo; commercio; artigianato; servizi e politiche sociali; edilizia residenziale pubblica; polizia amministrativa locale; organizzazione amministrativa di Roma Capitale. La potestà legislativa di Roma Capitale viene equiparata a quella delle Regioni. Con la nuova legge, di soli due articoli, la prima parte dell’articolo 114 recita: “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, da Roma Capitale, dalle Regioni e dallo Stato”. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MAGGIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium