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Cronaca | 25 aprile 2026, 11:41

Sanremo, 25 aprile tra tensioni e divisioni: associazioni si ritirano dopo il diverbio con gli studenti di 'Papavero Rosso' (Foto e Video)

Corteo segnato da polemiche su simboli e megafoni: mediazione fallita, resta il nodo di una celebrazione sempre più divisiva

E’ stato un 25 aprile diverso dal solito, quello vissuto questa mattina a Sanremo. Una festa della Liberazione che ha diviso più che unire. La partecipazione è stata massiccia, ma ha visto allontanarsi le associazioni combattentistiche, d’arma e patriottiche del Ponente ligure, prima ancora che partisse il corteo.

Le associazioni, infatti, si sono ritirate, nonostante avessero contribuito, come ogni anno, assieme al Comune di Sanremo, alla loro organizzazione. “Alla base di questa sofferta decisione – dicono - una situazione di potenziale tensione con alcuni manifestanti che hanno dato da subito alle celebrazioni una connotazione marcatamente politica, partitica e divisiva. Una linea ritenuta incompatibile con il carattere apartitico e apolitico della cerimonia e delle associazioni stesse. Per evitare strumentalizzazioni e ulteriori criticità, le associazioni hanno quindi deciso di non partecipare alle manifestazioni odierne”.

Cosa è successo? Alle 9, momento del raggruppamento in piazza Borea D’Olmo, il gruppo ‘Papavero Rosso’ composto principalmente da studenti del Liceo Cassini, ha infatti esposto alcuni striscioni e soprattutto bandiere che non sono state gradite, preparando anche casse acustiche e megafoni, da utilizzare nel corso della manifestazione. È subito nato un alterco e, da un esponente delle associazioni d’arma è stato urlato ai ragazzi “Siete fascisti rossi”. Ne è nato un alterco subito sedato dalla Polizia Locale presente sul posto.

Ma, a quel punto è nata una trattativa tra le parti per trovare una mediazione ed avere la totale partecipazione alla manifestazione. È stato chiesto a ‘Papavero Rosso’ di non utilizzare il megafono e di rimuovere un tricolore con la stella rossa al centro. È stato spiegato che la bandiera voleva solo ricordare quella delle brigate ‘Garibaldine’ che hanno operato come resistenza nella nostra provincia ma, comunque, questo non è andato giù alle associazioni. Anche le forze dell’ordine hanno tentato di mediare, senza riuscirvi.

Queste le dichiarazioni di Nicola Longo, a nome delle associazioni combattentistiche d'arma: “Un 25 aprile un po' sui generis. Oggi a Sanremo un gruppo di giovani, un collettivo studentesco, ha esposto una bandiera che alle associazioni d'arma non va bene e queste non parteciperanno al corteo. Ma hanno esposto diverse bandiere: abbiamo la bandiera della Palestina, quella di Cuba, la bandiera italiana con la stella rossa, vilipendio della bandiera e delle istituzioni. Durante le riunioni di coordinamento, le associazioni combattentistiche d'arma avevano chiesto, in modo accorato e pacifico, di non avere simboli di partito. Vediamo la bandiera dei Verdi a sinistra, vediamo altre bandiere che non ci piacciono in una manifestazione istituzionale e quindi noi non sfileremo. Loro sostengono che la bandiera con la stella rossa è la bandiera dei partigiani imperiesi. Può darsi, non lo mettiamo in dubbio; certamente la percezione del vulgo è che sia una bandiera italiana vilipesa.”

Amelia Narciso, Presidente ANPI: “Le associazioni d'arma hanno deciso di abbandonare il corteo mentre voi siete qua per una ragione molto semplice: c'è un collettivo studentesco che ha esposto degli striscioni e delle bandiere che alle associazioni d'arma non sono state bene. Il giorno della Festa della Liberazione, con tutto il significato che è compreso in questo giorno, in questa parola, è proprio assurdo doverci scontrare con delle associazioni che, tra l'altro, dovrebbero ricordare che rappresentano i caduti partigiani delle loro formazioni. Perché tra i partigiani moltissimi erano i militari reduci dal Peloponneso o dalla Grecia o dai vari fronti di battaglia, che sono entrati poi a far parte delle brigate partigiane e hanno difeso e contribuito a tante situazioni di vittoria nei confronti dei nazifascisti che occupavano il nostro Paese. Quindi loro dovrebbero sentirsi fieri di rappresentare, in questa giornata, la liberazione dal nazifascismo, dal fascismo per lo meno per l'Italia, ed evidentemente non hanno ben chiaro questo. Sono rimasti, secondo me, fermi a quella convenzione per escludere la sinistra, i rossi, perché dopo il ’48, quando la guerra era finita, sono cambiate anche le situazioni politiche che prima vedevano i partigiani di tutte le formazioni politiche insieme a combattere contro un nemico comune, poi li hanno visti lavorare insieme per creare la Costituzione; dopodiché, politicamente parlando, la parte della sinistra, i rossi, sono diventati pericolosi. Ora io credo che quelli che stanno opponendosi a una bandiera che rappresenta, con un simbolo, la stella rossa — che era il simbolo delle Brigate Garibaldine che qui nella nostra Prima Zona Liguria hanno dato tanto in termini di sangue, partecipazione e lotta — ora vederli bloccati di fronte a questa stella rossa disegnata da ragazzi… noi li cerchiamo i ragazzi, ci chiediamo perché i giovani non partecipano; quando arrivano con i loro simboli, la loro lettura della storia, li mandiamo via. È assurdo, è assurdo. Se le associazioni d'arma decidono di andarsene — io questo glielo avevo già detto anche quando ci si incontra in Comune — noi dell’AMPI e noi antifascisti festeggiamo il 25 aprile esattamente come avevamo pensato.”

È stata invece confermata la partecipazione dell’ANPI, che ha sostenuto la presenza dei giovani mentre le associazioni hanno espresso un sentito ringraziamento alle forze dell’ordine presenti, alle istituzioni, per il tentativo di mediazione, che non ha però portato a una soluzione condivisa. Le stesse associazioni hanno sottolineato come, nel corso delle scorse settimane si erano svolte un paio di riunioni in Comune, per stabilire regole e modi di partecipazione che, a loro detta, non sono state rispettate e questo è emerso solo all’ultimo. “In vista delle celebrazioni del prossimo anno – sottolineano le associazioni - sarà avviata una riflessione sulle modalità organizzative, con l’obiettivo di prevenire il ripetersi di tali spiacevoli situazioni”.

Non è mancato un piccolo momento di tensione durante un discorso di Amelia Narciso, presidente dell'Anpi, di fronte al monumento per i caduti di Cefalonia in corso Mombello. La presidente, infatti,  tornata sul fatto accaduto in piazza Borea D'Olmo e, durante il discorso, è stato il sindaco Mager ad intervenire, chiedendo di procedere con la manifestazione: "Noi siamo qui e direi che sarebbe opportuno andare oltre" ha commentato. Poi il corteo è proseguito verso Pian di Nave per le orazioni ufficiali. Anche in questa ultima fase della manifestazione non sono mancati commenti piccati, per l'eccessivo spazio dato al colletivo 'Papavero Rosso'. In molti, pur condividendo le tesi dei giovani ragazzi, hanno sottolineato come i loro interventi siano durati molto più dell'orazione ufficiale.

Carlo Alessi

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