La guerra sta scaricando i suoi effetti anche sulle imprese agricole liguri, con un aumento dei costi di produzione che arriva fino a 200 euro per ettaro. A pesare sono soprattutto fertilizzanti, energia e gasolio agricolo, con rincari superiori al 30% e picchi del 40% in poche settimane. Si tratta di un’emergenza legata soprattutto a energia e logistica: a mancare non è il prodotto in sé, ma aumentano i costi per produrlo. L’impatto è dunque trasversale e riguarda tutte le filiere.
“Le aziende agricole stanno lavorando con margini sempre più ridotti”, dichiara Gianluca Boeri, presidente Coldiretti Liguria, “e in alcuni casi in perdita. È indispensabile intervenire subito per evitare ripercussioni sulla produzione e sulla tenuta del comparto”.
L’aumento dei costi riguarda tutte le filiere: a partire dall’olivicoltura, la viticoltura, fino agli allevamenti e al florovivaismo, settori centrali per il territorio ligure. Particolarmente critica la situazione dei fertilizzanti e del carburante agricolo, che stanno subendo rincari anomali anche per effetto di possibili speculazioni. Le tensioni internazionali incidono inoltre sulle rotte marittime, aumentando costi e rischi per l’export verso i mercati orientali.
“Non è più sostenibile lasciare le imprese sole ad affrontare una crisi di questa portata”, sottolinea Bruno Rivarossa, Delegato Confederale. “Serve un intervento chiaro e coordinato dell’Unione europea, che finora ha scaricato il peso sui singoli Stati”.
Una crisi meno visibile sul piano delle quantità ma più pesante su quello economico, che comprime i margini e aumenta l’incertezza. Il rischio è un effetto a catena che colpisca tutta la filiera agroalimentare, con possibili aumenti anche per i consumatori e un indebolimento della produzione locale.
“Per questo”, concludono Boeri e Rivarossa, “è urgente attivare misure straordinarie di sostegno, a tutela delle imprese agricole e della sicurezza alimentare”.














