Il Circolo PD di Ventimiglia interviene con durezza sulla vicenda che coinvolge l’assessore Calcopietro, giudicando le sue scuse pubbliche “non convincenti” e più simili a “un alibi, peraltro debole e poco credibile” che a una reale assunzione di responsabilità. Secondo il Partito Democratico, il riferimento a settimane di pressione e a un forte coinvolgimento sul referendum non trova riscontro concreto. “Non si ricorda un impegno tale da giustificare uno sfogo di quel tipo”, si legge nel comunicato, sottolineando come proprio questa sproporzione renda la giustificazione inconsistente.
Il PD pone poi l’attenzione sulle parole del Sindaco, ritenute particolarmente significative sul piano politico. La presa di distanza “a titolo personale e a nome dell’Amministrazione”, insieme al richiamo a tensioni interne già presenti e al giudizio sulle deleghe dell’assessore — “aspettative ben maggiori rispetto a quanto visto fino ad oggi” — vengono interpretati come la conferma di uno scontro interno e di una evidente mancanza di fiducia. In questo quadro, anche il riferimento dell’assessore a presunte pressioni e attacchi assumerebbe, secondo il PD, un significato diverso, riconducibile più a dinamiche interne alla maggioranza che a fattori esterni.
Il Circolo Dem è netto anche sulla responsabilità istituzionale: “Non si tratta di un errore ingenuo”. Chi ricopre un ruolo pubblico da anni, viene evidenziato, dovrebbe essere pienamente consapevole dei limiti e delle responsabilità del proprio ruolo. Se certe dichiarazioni vengono fatte, “è perché quello è il pensiero reale e manca il senso della responsabilità”. Per il PD, il nodo centrale resta il danno reputazionale per l’intera amministrazione: una maggioranza attraversata da tensioni, con assessori che insultano cittadini e un Sindaco costretto a prendere le distanze pubblicamente, rischia di perdere credibilità.
Da qui la richiesta politica finale: non bastano scuse o prese di distanza formali. Serve una scelta chiara da parte del Sindaco: ristabilire autorevolezza, autonomia e coerenza nell’azione amministrativa, oppure accettare che episodi simili diventino la normalità, risolti solo con comunicati stampa per non compromettere equilibri interni già fragili.














