È un duro affondo quello di Ventimiglia Progressista contro l’assessore Serena Calcopietro, finita al centro delle polemiche per alcune dichiarazioni sul recente referendum. Nel comunicato diffuso dall’ufficio stampa – firmato da Gianni Cappelletti, Luca Donzelli, Salvatore Mastroieni e Maria Spinosi – il gruppo parla senza mezzi termini di “Affermazioni che superano ogni limite della dialettica politica”.
Secondo Ventimiglia Progressista, non si tratterebbe di un episodio isolato o di uno scivolone: “Non si tratta di una caduta di stile, né di una parola fuori luogo dettata dalla stanchezza”. Al contrario, si legge nella nota, le dichiarazioni sarebbero “pensate, pubblicate e poi rilanciate”, inserendosi in una linea comunicativa già in precedenza ritenuta “al limite del rispetto dovuto nel confronto pubblico”. Il punto più critico, evidenziano i firmatari, riguarda il contenuto delle parole attribuite all’assessora, giudicate lesive nei confronti di una parte dell’elettorato e delle istituzioni. “Sono parole gravi e consapevoli, che delegittimano una parte del corpo elettorale e colpiscono uno dei pilastri dello Stato di diritto”, si legge ancora.
Da qui la richiesta netta: le dimissioni immediate. Per Ventimiglia Progressista, infatti, “chi ricopre un incarico istituzionale non può permettersi di insultare i cittadini né di screditare le istituzioni”. Il comunicato si chiude con un richiamo ai principi istituzionali: “Il rispetto delle istituzioni non è una facoltà. È il presupposto minimo per poterle rappresentare”. La vicenda apre così un nuovo fronte di tensione politica in città, destinato a far discutere nei prossimi giorni.














