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Attualità | 04 marzo 2026, 16:30

Gasolio alle stelle, l’autotrasporto al collasso: CNA chiede aiuti immediati per le imprese liguri

Tra tensioni internazionali, rincari fino al 25% e cantieri infiniti, ogni camion rischia oltre 13mila euro di costi annui in più

Gasolio alle stelle, l’autotrasporto al collasso: CNA chiede aiuti immediati per le imprese liguri

Il nuovo aumento del prezzo del gasolio, legato alle tensioni internazionali e al conflitto in Iran, rischia di mettere ulteriormente in ginocchio il settore dell’autotrasporto. Secondo le stime di CNA Fita, l’incremento registrato negli ultimi giorni comporta un aggravio di oltre 2.400 euro l’anno per ogni mezzo pesante che percorre circa 100mila chilometri. Una situazione che, in territori complessi come la Liguria e la provincia di Imperia, assume contorni ancora più critici. Alle dinamiche internazionali del mercato energetico si sommano infatti le difficoltà strutturali della viabilità, con una rete autostradale segnata da cantieri permanenti, rallentamenti e tempi di percorrenza sempre più lunghi, che incidono direttamente sui costi delle imprese.

Se le tensioni nello Stretto di Hormuz dovessero proseguire, si stima un ulteriore rincaro fino a 0,445 euro al litro (+25%), che significherebbe per ogni camion oltre 13mila euro di spese aggiuntive all’anno. Un colpo durissimo per le imprese di autotrasporto, già alle prese con l’aumento dei costi energetici, la pressione fiscale e gli investimenti richiesti dalle nuove normative ambientali e tecnologiche. “Per le imprese di autotrasporto della nostra provincia la situazione rischia di diventare insostenibile”, sottolinea CNA Imperia. “In Liguria i tempi di percorrenza si allungano a causa dei cantieri autostradali e delle criticità della rete viaria, con un conseguente aumento dei consumi e dei costi operativi. Ogni aumento del carburante pesa quindi più che altrove”.

CNA ribadisce la richiesta, avanzata a livello nazionale da CNA Fita, di introdurre un credito d’imposta straordinario immediato, destinato a tutte le imprese dell’autotrasporto, indipendentemente dalla classe ambientale o dalla massa dei veicoli, estendendo il sostegno anche ai costi per gasolio, AdBlue e gas per autotrazione. Le risorse, evidenzia l’associazione, potrebbero arrivare dall’extragettito IVA generato proprio dall’aumento dei carburanti. A questo si aggiunge il tema delle speculazioni: non è accettabile, secondo CNA, assistere a rialzi immediati dei prezzi alla pompa su carburanti acquistati e raffinati mesi prima.

Per le imprese con mezzi sopra i 75 quintali che rispettano le più recenti classi ambientali, il rimborso delle accise resta uno strumento fondamentale, ma il meccanismo attuale presenta forti criticità: il rimborso viene richiesto trimestralmente e incassato solo molti mesi dopo. Con un aumento di 20 centesimi al litro, un’impresa che percorre 100mila chilometri all’anno si trova così ad anticipare allo Stato circa 6mila euro per ogni camion. “È una situazione paradossale – conclude Luciano Vazzano, segretario di CNA Imperia – perché in un momento di forte tensione finanziaria le imprese sono costrette a fare da banca allo Stato. Servono risposte rapide e concrete: senza interventi urgenti, il rischio è compromettere la tenuta di un settore strategico per l’economia del nostro territorio”.

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