La blue economy, la logistica portuale, l’innovazione e l’export trainano la crescita della Liguria. È quanto emerge dall’analisi di TEHA – The European House Ambrosetti, presentata oggi a Genova, a Villa del Principe, in occasione dell’evento inaugurale della 10ª edizione del Think Tank “Liguria 2030”, nell’ambito degli incontri del TEHA Club. Secondo le stime, nel 2026 il Pil della Liguria crescerà dell’1%, un valore superiore alla media nazionale prevista allo 0,8%. Positivi anche i dati sull’occupazione: nel 2025 il tasso salirà al 69,1%, con un aumento di 2 punti percentuali rispetto al 2024. In netto calo anche i NEET, quasi dimezzati dal 2020 al 2024 e scesi al 12,4%, sotto la media nazionale (15,2%).
Il terzo trimestre del 2025 ha confermato il trend positivo: il tasso di occupazione è cresciuto di +1,9 punti percentuali su base annua, in controtendenza rispetto al dato nazionale, mentre il numero degli occupati è aumentato del 3,4%. La Liguria si conferma prima regione italiana per incidenza della blue economy: il 10,9% delle imprese opera nel settore, che genera il 13,8% del valore aggiunto e assorbe il 15,4% dell’occupazione, tutti primati a livello nazionale. Molto positivo anche il fronte dell’export: nei primi nove mesi del 2025 è cresciuto del 6,6% rispetto allo stesso periodo del 2024, circa 1,8 volte la media nazionale e oltre tre volte il dato del Nord-Ovest. Per l’intero 2025 TEHA stima una crescita complessiva del 9,5%.
Sul piano infrastrutturale, il sistema portuale ligure nel 2024 ha movimentato il 34% dei TEU nazionali, confermandosi al primo posto in Italia. Nei primi nove mesi del 2025 i traffici container sono aumentati del 4,5%. In tema di innovazione, la Liguria è quinta in Italia per spesa in Ricerca e Sviluppo e per addetti in ambito scientifico-tecnologico, oltre a essere settima per numero di startup innovative. «I numeri confermano che la Liguria ha intrapreso la strada giusta – spiega il presidente della Regione Liguria Marco Bucci – Cresce il Pil, cresce la blue economy e crescono gli investimenti, pubblici e privati». Bucci ha poi sottolineato il ruolo strategico di mare, innovazione e infrastrutture, citando tra le opere chiave la nuova diga di Genova, il Terzo Valico, il raddoppio ferroviario a Ponente e le Aurelie bis. Sul tema degli extracosti ha aggiunto: «Vanno sempre valutati con attenzione: non si possono accettare sic et simpliciter».
Soddisfatto anche l’amministratore delegato di TEHA, Valerio De Molli: «L’export ligure cresce circa il doppio rispetto alla media nazionale. Nel 2026 il Pil regionale aumenterà più dell’Italia e le infrastrutture in sviluppo potranno generare fino a 8 miliardi di euro di impatto sul Pil al 2030». All’incontro erano presenti diversi assessori regionali. Nei prossimi mesi sono previsti tavoli territoriali provinciali con il coinvolgimento delle categorie economiche. Confermato infine l’appuntamento conclusivo del percorso Liguria 2030 il 6 luglio 2026 a Rapallo.


















