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Attualità | 09 febbraio 2026, 07:21

Festival di Sanremo, cambia la gestione del centro: via Palazzo senza varchi e flussi pedonali più fluidi

Stop ai controlli su via Palazzo e nuovo assetto delle “bolle” tra Ariston, piazza Colombo e Palafiori. L’obiettivo è ridurre gli assembramenti e distribuire meglio il pubblico in una città sempre più coinvolta dalla kermesse

Festival di Sanremo, cambia la gestione del centro: via Palazzo senza varchi e flussi pedonali più fluidi

Sanremo si prepara a cambiare volto durante la settimana del Festival, con modifiche significative alla gestione dei flussi pedonali nel centro cittadino e un’impostazione che punta a rendere la città più vivibile, sicura e fluida nei giorni di massimo afflusso. La novità più rilevante riguarda l’assenza dei varchi di controllo su via Palazzo, che lo scorso anno avevano creato rallentamenti e congestioni, soprattutto nelle serate più affollate.

L’obiettivo dell’amministrazione e degli apparati impegnati nell’organizzazione è quello di alleggerire la pressione sulle vie più strette, favorendo una migliore distribuzione delle persone e riducendo gli assembramenti che, oltre a complicare la viabilità pedonale, possono generare criticità anche sul piano della sicurezza. La volontà è quella di superare il modello sperimentato nel 2025, che aveva mostrato alcuni limiti proprio nella zona compresa tra via Palazzo, via Mameli e piazza Colombo.

Il nuovo assetto prevede che via Palazzo resti libera al transito pedonale, senza controlli con metal detector, uscendo di fatto dalla cosiddetta “bolla” dell’Ariston. I controlli principali verranno concentrati su via Mameli, mentre restano confermati quelli nell’area del Palafiori – come negli anni precedenti – e nei punti strategici di accesso alle altre zone sensibili del Festival. In questo modo, chi si muove a piedi potrà attraversare il centro con maggiore continuità, sfruttando anche il marciapiede di piazza Colombo e i collegamenti naturali tra le varie aree.

Una scelta che nasce dalla consapevolezza delle peculiarità urbanistiche di Sanremo, dove il Festival non interessa una singola piazza ma un intreccio di vie, abitazioni private e spazi pubblici. Qui la gestione dell’evento richiede un equilibrio costante tra esigenze di sicurezza e necessità di garantire la sicurezza fisica delle persone, evitando imbottigliamenti in strade strette e densamente frequentate. È un lavoro di mediazione continua, che tiene conto della morfologia della città e dei comportamenti reali dei flussi.

Accanto a queste modifiche, il Festival 2026 si presenta come sempre più diffuso, con nuovi punti di attrazione che contribuiscono ad ampliare l’area di interesse ben oltre il perimetro tradizionale dell’Ariston. Tra le novità, una nuova location nel piazzale Dapporto, dove Radio Italia allestirà un palco, affiancandosi alle radio già presenti sotto l’Imperatrice e nei pressi del Casinò. A questo si aggiungono i poli storici come Palafiori, piazza Colombo, Villa Nobel e Villa Ormond, che continueranno ad attrarre migliaia di persone.

L’idea di fondo è che allargare il perimetro degli eventi possa aiutare a distribuire meglio il pubblico, riducendo la concentrazione eccessiva in pochi punti critici del centro. È una strategia che guarda all’evoluzione del Festival negli ultimi anni, caratterizzati da una crescita costante delle presenze, difficili da quantificare ma evidenti per chi vive la città durante la settimana sanremese.

Resta comunque una parte di sperimentazione: Sanremo è un organismo complesso e ogni modifica va verificata sul campo, soprattutto nelle serate più delicate come il venerdì e il sabato. L’assenza dei varchi su via Palazzo e la riorganizzazione dei controlli rappresentano un tentativo concreto di migliorare la gestione dei flussi, nella consapevolezza che non esiste una soluzione perfetta, ma solo aggiustamenti progressivi basati sull’esperienza.

Il Festival, ancora una volta, diventa così anche un banco di prova per la città: una sfida logistica, urbana e sociale, in cui l’obiettivo non è solo garantire la sicurezza, ma rendere Sanremo più accessibile e vivibile mentre accoglie decine di migliaia di persone provenienti da tutta Italia.

Andrea Musacchio

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