L’avvio del 2026 si apre, anche per la provincia di Imperia, sotto il segno della prudenza. L’ultima indagine del Centro Studi CNA restituisce un quadro nazionale dominato dall’incertezza: oltre la metà degli imprenditori non formula previsioni, segnale evidente di un contesto economico ancora instabile, condizionato dalle tensioni geopolitiche, dall’andamento dei mercati internazionali e dai costi di produzione.
Dentro questa incertezza, però, emerge un dato non secondario: gli ottimisti superano i pessimisti, indicando che il sistema produttivo non ha perso fiducia, ma attende condizioni più chiare per tornare a investire.
Imperia: un’economia che resiste, ma non può permettersi immobilismo
Il tessuto produttivo della provincia di Imperia riflette fedelmente questo scenario. I dati più recenti sulla demografia delle imprese mostrano un sistema che tiene, con un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni nel terzo trimestre del 2025. È una tenuta che va letta come resilienza, frutto della capacità delle micro e piccole imprese di adattarsi a fasi complesse, spesso comprimendo margini e rinviando decisioni strategiche.
Ma la stabilità numerica non equivale a serenità economica. Anche a Imperia molte imprese vivono una fase di attesa forzata, nella quale diventa difficile programmare investimenti, assunzioni e innovazione. Il rischio, come segnala CNA, non è la chiusura immediata delle aziende, ma un progressivo raffreddamento della crescita, che può indebolire il sistema nel medio periodo.
Le criticità principali: lavoro, costi energetici e concorrenza sleale
Le difficoltà indicate a livello nazionale dagli imprenditori CNA sono pienamente riscontrabili anche nel nostro territorio.
La carenza di manodopera qualificata colpisce in modo particolare una provincia a forte vocazione turistica e dei servizi, dove la stagionalità rende più complesso fidelizzare personale formato. A questo si aggiungono i costi dell’energia, che continuano a incidere pesantemente sui bilanci delle imprese artigiane e di piccola dimensione, soprattutto nei settori produttivi e nei servizi ad alta intensità energetica.
Infine, un tema molto sentito a Imperia è quello della concorrenza sleale: lavoro irregolare, dumping contrattuale e scorciatoie che penalizzano le imprese sane, alterano il mercato e minano la fiducia di chi investe rispettando le regole.
“Le nostre imprese non chiedono protezioni, ma regole uguali per tutti”, sottolinea il Segretario di CNA Imperia Luciano Vazzano.
“Quando l’incertezza è alta, chi lavora nella legalità è doppiamente penalizzato: dai costi e da chi compete abbassando artificialmente i prezzi. Su questo servono controlli, ma anche una forte azione culturale e istituzionale.”
Investimenti frenati: il vero rischio è perdere il futuro
Uno dei dati più significativi dell’indagine CNA riguarda gli investimenti: una quota rilevante di imprese prevede di ridurli nel corso del 2026. Anche a Imperia questo orientamento è percepibile.
Ridurre o rinviare investimenti significa rallentare innovazione, digitalizzazione, transizione energetica e miglioramento organizzativo, elementi decisivi per la competitività futura delle imprese artigiane.
“La nostra provincia dimostra di saper resistere, ma non possiamo vivere solo di resistenza”, prosegue Vazzano.
“Senza investimenti si rimane fermi, e rimanere fermi oggi equivale a perdere terreno domani. Servono strumenti concreti: credito accessibile, incentivi semplici e stabili, meno burocrazia.”
Giovani: fiducia nazionale, ma a Imperia serve più ricambio
Un segnale positivo arriva dal mondo giovanile: a livello nazionale gli imprenditori under 40 mostrano maggiore fiducia nel futuro dell’economia e della propria impresa.
Nel territorio imperiese, però, il dato strutturale resta critico: le imprese giovanili sono in calo, segno che l’accesso all’impresa resta complesso.
Il tema del ricambio generazionale è centrale per una provincia con una forte presenza di imprese artigiane storiche. Senza strumenti che accompagnino il passaggio d’azienda, la formazione imprenditoriale e l’accesso al credito, il rischio è perdere competenze, mestieri e presidio economico del territorio.
“I giovani hanno idee e motivazioni, ma spesso mancano le condizioni per trasformarle in impresa”, evidenzia Vazzano.
“CNA Imperia lavora perché aprire o rilevare un’attività non sia un percorso a ostacoli, ma una scelta possibile e sostenibile.”
Donne: una presenza strutturale dell’economia imperiese
Quasi un’impresa su quattro nella provincia di Imperia è femminile. Un dato che racconta un protagonismo reale, soprattutto nei settori del commercio, dell’agricoltura, del turismo e dei servizi alla persona.
La sfida oggi non è solo quantitativa, ma qualitativa: favorire la crescita dimensionale, l’accesso al credito e l’innovazione delle imprese femminili, superando ostacoli che spesso si sommano (carichi familiari, minore patrimonializzazione, difficoltà di rete).
Imprenditoria straniera: integrazione economica e regole chiare
Un altro elemento strutturale dell’economia provinciale è rappresentato dall’imprenditoria straniera, particolarmente presente nelle costruzioni, nel commercio e nei servizi.
Per CNA Imperia si tratta di un contributo importante al tessuto produttivo, che va valorizzato e accompagnato, garantendo però il rispetto delle regole e contrastando ogni forma di concorrenza irregolare.
“Integrazione economica e legalità devono camminare insieme”, conclude Vazzano.
“Chi fa impresa rispettando le regole è una risorsa per il territorio, indipendentemente dalla provenienza. Ma la concorrenza sleale va contrastata con decisione, perché danneggia tutti.”
Il ruolo di CNA Imperia
CNA Imperia, che rappresenta gli artigiani e i piccoli imprenditori della provincia, continuerà a sostenere le imprese con servizi, consulenza e rappresentanza, e a chiedere alle istituzioni politiche e amministrative un’attenzione concreta su energia, lavoro, credito, legalità e semplificazione.
Il 2026 si apre con molte incognite, ma anche con una certezza: le imprese artigiane di Imperia vogliono continuare a fare la loro parte, a patto di non essere lasciate sole.














