Come riportato oggi dai giornali, a quanto è emerso nel Consiglio Comunale del 30 dicembre, si va profilando un accordo tra il Comune di Ventimiglia e la Concessionaria nel senso che il primo non disattiverebbe gli autovelox, ancorché non omologati, mentre la seconda si farebbe carico di manlevarlo dal pagamento delle spese legali delle cause perse.
Se fosse confermata l’esistenza di detto accordo, ci troveremmo davanti a uno dei fatti più gravi della recente amministrazione cittadina.
Non si tratterebbe più di un errore tecnico o di una valutazione sbagliata.
Si tratterebbe di una scelta consapevole: amministrare l’illegalità trasformandola in un problema contabile anziché rimuoverla, come la legge impone.
La normativa è chiarissima: gli strumenti di rilevazione della velocità devono essere omologati. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in mancanza di tale requisito, le sanzioni sono nulle. In altre parole: quelle multe non dovevano essere elevate.
In questo contesto, l’ipotesi di un accordo con la concessionaria non è neutra né tecnica.
Sarebbe un tentativo di salvare un sistema illegittimo, continuando a produrre entrate ben sapendo che verranno annullate, scaricando sulla collettività i costi di una scelta sbagliata.
Va detto con estrema chiarezza: nessun accordo amministrativo può derogare alla legge.
Un’intesa che consenta di mantenere attivi dispositivi illegittimi, o che disciplini la “ripartizione” dei danni economici derivanti da sanzioni nulle, sarebbe giuridicamente nulla e politicamente indifendibile.
La Corte dei Conti ha già affermato che, quando un’amministrazione consapevole dell’illegittimità prosegue un rapporto con un privato o stipula accordi per attenuarne gli effetti economici, il danno erariale non è casuale ma deliberato.
Qui il punto non è la sicurezza stradale.
Qui il punto è un altro: si può governare violando la legge e poi “aggiustare i conti” con un concessionario privato?
La risposta, giuridica e politica, è no.
Politica | 05 gennaio 2026, 13:14
Autovelox non omologati, il M5S attacca: “Ipotesi accordo gravissima, si amministrerebbe l’illegalità”
Dopo il Consiglio comunale del 30 dicembre, il Movimento 5 Stelle di Ventimiglia denuncia un possibile patto tra Comune e concessionaria e richiama Cassazione e Corte dei Conti
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