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Sport | 20 settembre 2022, 07:21

Pallanuoto: l'imperiese Giulia Emmolo dice addio alla calottina "Si chiude un capitolo enorme"

La mancina, nativa di Pontedassio, era stata tra le protagoniste dello scudetto vinto dalla Rari Nantes Imperia nel 2014. Il papà Carmelo ha indossato la calotta giallorossa per anni, così come il fratello Matteo, arrivato in A1

Pallanuoto: l'imperiese Giulia Emmolo dice addio alla calottina "Si chiude un capitolo enorme"

Giulia Emmolo appende la calottina al chiodo. La mancina, nativa di Pontedassio, ha affidato al profilo Instagram personale iil suo addio alla pallanuoto ringraziando le società che le hanno permesso di percorrere una prestigiosa carriera in acqua.

Dalla Rari Nantes Imperia che l’ha fatta crescere vincendo i suoi primi titoli nazionali (lo scudetto del 2014 su tutti) ed internazionali.  Conquistando, inoltre, le prime chiamate nel Setterosa. Giulia arriva da una famiglia di pallanotisti: il papà Carmelo ha indossato la calottina giallorossa per tanti anni, quando ancora le partite si giocavano in mare, e diventando poi lo storico bagnino negli impianti gestiti dalla Rari. Ed il fratello Matteo è stato un ottimo atleta della formazione imperiese per la quale ha anche disputato la Serie A1 maschile.

Poi la ribalta internazionale arrivata con le greche dell’ Olympiakos, di pari passo con i successi nella Nazionale, ed infine un’esaltante chiusura di carriera a Catania, segnando peraltro il rigore decisivo nell'ultima finale-scudetto. Ecco le parole della mancina:

Ebbene sì, dopo una lunga meditazione è arrivato il momento di lasciare la mia comfort zone e salutare colei che mi ha seguita, accompagna e plasmata negli anni. La Pallanuoto. Se mi guardo indietro posso affermare con certezza di essere orgogliosa della persona e dell’atleta che sono. Di tutte le medaglie e trofei vinti, ricordo ogni singolo momento, e di tutte le battaglie perse, ogni attimo. Dove rialzarsi è stato difficile, ma ogni volta ho trovato la motivazione per farlo.
Di quest’anno che dire. Ho vinto un altro scudetto con la squadra più cazzuta del mondo, ci siamo mangiate ogni gradino per arrivare lassù ed è stato magico.
E per quanto riguarda la Nazionale, non ho rimpianti. Ho dato tutto per la mia bandiera. Emozionata ogni volta che ho cantato l’Inno di Mameli. Con le farfalle nello stomaco ad indossare quel numero 9 che mi ha accompagnata dal 2007 a Melbourne fino ad oggi, ed essere 'la mancina del setterosa'. Si chiude un capitolo enorme, bello cicciotto e ricco di emozioni. Ora la cosa interessante è vedere com’è il mondo là fuori, facendo tesoro di tutto quello che la pallanuoto mi ha dato.
C’è una legge non scritta che recita 'un bravo atleta è anche una brava persona' e io ne sono fermamente convinta".

"Ringrazio tutti, dalla società in cui sono nata, a quelle che mi hanno accolta durate il mio percorso permettendomi di fare della mia passione il mio lavoro. L’Olympiakos dove ho lasciato un pezzo di cuore, l’Orizzonte Catania dove ho concluso di gran carriera e so che sarà sempre 'casa'. Un grazie anche alla mia famiglia, sempre al mio fianco. E tutte le persone che sono state tasselli fondamentali per la costruzione di un sogno durato più di 16 anni. Spero di aver lasciato un po’ di Magica Emmy in ognuno di voi. E ora pronti-via, incuriosita di come sarà vivere senza cloro sulla pelle ma eccitata dal voler provare tutto quello che non ho mai fatto prima. Chissà che poi non mi scatti la competizione anche lì, quella non credo di poterla perdere. Ci nasci e te la porti dietro. Con fierezza".

Alberto Ponte

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