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Cronaca | 24 maggio 2022, 12:00

Camporosso, campagna d'odio sui social contro il pompiere morto per salvare il loro padre: due fratelli condannati dal giudice di Imperia

Il giudice Bossi ha inflitto 1 anno e 2 mesi di carcere, pena sospesa, a Mauro e Roberto accusati di diffamazione. Il processo è scaturito dalla denuncia del figlio del vigile del fuoco deceduto nel 1992

Camporosso, campagna d'odio sui social contro il pompiere morto per salvare il loro padre: due fratelli condannati dal giudice di Imperia

Sono stati condannati a un anno e due mesi di carcere, pena sospesa, così come come aveva richiesto l’accusa, i fratelli Mauro e Roberto Zantedeschi, rispettivamente di 57 e 56 anni originari di Bordighera e Camporosso, ritenuti responsabili dal giudice monocratico di Imperia, Marta Maria Bossi, del reato di diffamazione anche attraverso l'uso dei social media.

Il processo è scaturito dalla denuncia presentata da Angelo Bernardinello, figlio di Roberto, il vigile del fuoco che perse la vita nel tentativo di salvare il padre dei due imputati, l’imprenditore Vittorio Zantedeschi. Entrambi morirono il 5 aprile del 1992 a causa della piena del torrente Nervia a Camporosso dove si stava svolgendo una gara di pesca sportiva. Zantedeschi, con altri due pescatori, si trovava su un isolotto, che la piena del corso d’acqua aveva cominciato a ricoprire pericolosamente, al punto da impedire ai tre di fare ritorno verso la riva. Sul posto si recarono i vigili del fuoco che tentarono un disperato tentativo di soccorso e solo due pescatori riuscirono ad essere salvati.

Bernardinello Rizziero venne insignito della medaglia d’oro al valor civile dal presidente della Repubblica nel 1992. Nel 2017 Angelo Bernardinello, figlio di Roberto, si è rivolto alla magistratura denunciando i due fratelli per i contenuti pubblicati su un canale YouTube e sulla pagina Facebook del chiamata ‘La Honte’ – ossia 'La vergogna' – riconducibile ai due imputati. Angelo Bernardinello perse suo padre quando aveva solo 4 anni e ha sporto denuncia affinchè venga intrapreso il giusto rispetto per la memoria del defunto padre. Su questa pagina social sarebbero infatti, riportati ben 80 scritti dal contenuto - oggi riconosciuto dal giudice - diffamatorio.

Nel mirino dei due imputati  anche la consorte del pompiere definita ‘falsa moglie’ e ‘impostore’ e gli eredi qualificati come ‘ricompensati’ e ‘eredi di una falsa identità e che per favorirli era stato fatto un montaggio finanziario tipo scatole cinesi’. Sui social è stato messo anche in discussione il decreto con cui il vigile del fuoco è stato insignito della medaglia d’oro al valor civile e nel commentare questo provvedimento è stato scritto che lo stesso recava una “falsa identità e una falsa motivazione” aggiungendo che “24 anni or sono sta banda di massoni impuniti e rappresentanti delle istituzioni da strapazzo hanno falsificato per arrangiare le cose secondo un loro tornaconto personale”. Parole queste che oggi hanno portato a una condanna per i due fratelli Zantedeschi.

Roberto Zadenteschi era difeso dall'avvocato Alessandro Gallese mentre il fratello Mauro dal legale Alessandro Ramò e la parte offesa, Angelo Bernardinello,  dall'avvocato Giulio Bettazzi.

Angela Panzera

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