Nuovo grido d’allarme dal profondo entroterra della nostra provincia. Ci arriva da Pigna, piccolo centro della Val Nervia, sempre alle prese con la chiusura di esercizi commerciali e di servizi per la popolazione.
Pigna è uno degli ultimi avamposti della valle, più vicino al confine con la Francia che al mare. Quasi 800 abitanti e un impianto termale che, seppur fermo, un giorno potrebbe diventare un importante luogo di attrazione turistica. Purtroppo, però, tra lo spopolamento dell’entroterra e il Covid, oggi dobbiamo registrare una nuova chiusura. Si tratta del negozio di alimentari (che in un paese vende poi di tutto) che, dal 1° gennaio cesserà l’attività sulla piazza del centro storico. Dopo 25 anni, infatti, i titolari lasciano il lavoro e, non trovando nessuno a cui cederlo, sono costretti alla chiusura.
Fino a pochi anni fa a Pigna c’erano quattro negozi di alimentari o che comunque vendevano generi di prima necessità mentre, dal prossimo anno ne rimarrà uno solo, sulla Provinciale, nella parte bassa del paese. Il grido d’allarme viene lanciato dal Sindaco, Roberto Trutalli, che ama il suo territorio ed è da sempre un difensore dell’entroterra: “Ne ho parlato con altri colleghi dei paesi montani – ci ha detto – e tutti sono nella nella stessa situazione. I piccoli centri stanno morendo e perdono la loro identità”.
Trutalli lancia la sua idea per evitare tutto ciò: “Si stanno aprendo negozi di grande distribuzione ovunque e anche la zona compresa tra Ventimiglia e Bordighera non è esente. Capisco perfettamente che un grosso supermercato apra in zone altamente popolate, ma perché chi vive le alte sfere del commercio e le istituzioni non mettono dei ‘paletti’, costringendo i supermercati ad aprire piccoli negozi con il loro brand, affidandoli a giovani volenterosi”
Trutalli chiede alle Istituzioni di trovare un modo per defiscalizzare e incentivare chi investe nell’entroterra: “Abbiamo una marea di supermercati e ne stanno costruendo altri: perché, in fase di convenzione non facciamo qualcosa per l’entroterra? Si potrebbe trovare qualcuno per gestirli e sarebbe una risposta politica al problema dell’abbandono. Le attività commerciali sono la salvezza per le nostre zone e vorrei capire se gli Assessori regionali e la Provincia intendono fare qualcosa per l’entroterra. Faccio una domanda: la Camera di Commercio non dovrebbe servire proprio a questo?”
Trutalli ricorda che a Pigna, quando era bambino, c’erano addirittura cinque negozi di sartoria e adesso non c’è più nulla: “Avevamo quattro negozi di alimentari – prosegue - e ora, con la chiusura di quello nel centro storico, ne rimarrà uno solo che funge anche da tabacchino”.
Il Sindaco di Pigna è stato anche battagliero, negli ultimi mesi, per mantenere il servizio bancario e la posta: “Abbiamo lavorato a lungo e, alla fine, ho ottenuto che rimanesse almeno il Bancomat. Per fortuna l’ufficio postale lo abbiamo ancora, anche se apre solo tre volte la settimana. Ora chiederemo di avere almeno il servizio Postamat”.
L’entroterra, non dimentichiamo, è in generale parte della nostra storia e, in qualche modo bisogna lavorare per evitare che si svuoti completamente. Chi è oltre gli ‘anta’ ricorda sicuramente che i pranzi per le ricorrenze erano quasi sempre sui monti mentre ora in moltissimi hanno chiuso. Facciamo in modo che il grido del Sindaco di Pigna non rimanga inascoltato.














