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Economia | 21 aprile 2021, 15:28

Riaperture, l'appello della Confartigianato: "Servono regole chiare. Tutti devono lavorare non solo chi può avere un dehor"

La presidente Vivaldi evidenzia anche che la sigla sindacale ha dato l'ok per il piano varato dal comune di Imperia mentre a Sanremo è stato avviato un tavolo tecnico poiché "manca la documentazione definitiva"

Riaperture, l'appello della Confartigianato: "Servono regole chiare. Tutti devono lavorare non solo chi può avere un dehor"

“Che si prevedano regole chiare e precise di sicurezza, ma che si dia la possibilità di lavorare a tutti i pubblici esercizi e non solo a chi può avere un dehor a disposizione”. E’ questo l’appello della Confartigianato di Imperia, per voce del proprio Presidente provinciale Donatella Vivaldi, in vista della parziale riapertura prevista per il 26 aprile.

“Questo per non creare discriminazioni – ha spiegato. Ci sono molti esercizi che, pur volendo strutturarsi per osservare le necessarie misure di sicurezza, non hanno logisticamente la possibilità fisica di dotare la propria attività di un dehor. Pensiamo a tutti pubblici esercizi che si trovano negli stretti vicoli storici oppure lungo i marciapiedi che non hanno gli spazi adeguati per allestire strutture esterne. La nostra economia si trova in una situazione difficilissima, che prosegue da più di un anno, ed ha quindi la necessità di iniziare a lavorare anche solo a regimi ridotti. Pur essendo ormai in primavera, le temperature serali non sempre permettono inoltre di godersi all’aperto un momento conviviale come la cena. Il nostro appello alle Istituzioni e a tutti coloro che stanno governando questo delicato periodo di pandemia – conclude Donatella Vivaldi - è quello di studiare misure di sicurezza, che riguardino anche la limitazione delle capienze massime, ma di dare la possibilità a tutti di lavorare”.

Intanto la Confartigianato ha dato il proprio parere favorevole al piano dei dehor del comune di Imperia. Per quel che riguarda il regolamento di Sanremo, la Confartigianato ha già avviato un lavoro tecnico, ma non si esprime ancora mancando la documentazione definitiva da parte del Comune. Per essere concreti e propositivi, si attende infatti di conoscere gli indirizzi precisi per poi poter fare una propria analisi e proporre eventuali indicazioni su dati certi e reali.

Redazione

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