I bambini della III A della scuola primaria di via Pelloux sono stati protagonisti di un cortometraggio girato dalle insegnanti Serena Signorelli, Clara Bergamaschi e Luciana Gilli, un progetto video come alternativa alla ‘classica’ recita natalizia.
I protagonisti sono loro, i bambini, che si mettono sulle tracce di un Babbo Natale datosi alla macchia come forma di protesta verso i colossi della distribuzione, Amazon per primo. Nel film girato tra la scuola e alcune attività della zona vediamo gli alunni della III A in veste di investigatori, giornalisti, manifestanti e molto altro. Tra capacità attoriali notevoli e le immancabili ‘papere’ finali il risultato è un ‘corto’ di tutto rispetto che ha avuto il grande apprezzamento delle famiglie.
La ‘prima’ mercoledì pomeriggio, proprio nell’aula della III A, con tanto di red carpet come ogni grande film che si rispetti. Tra gli applausi di bambini e genitori e la comprensibile emozione di chi ha lavorato al progetto l’apprezzamento è stato unanime per un progetto che, a suo modo rivoluzionario, ha lavorato sul piano dell’inclusione permettendo a tutti i bambini di dare il proprio contributo secondo le loro caratteristiche e capacità. I bambini della III A e le loro insegnanti Clara Bergamaschi, Luciana Gilli e Serena Signorelli hanno dato un bell’esempio di creatività e modernità.
E Buon Natale a tutti!
Per chiudere, ecco il messaggio per i genitori da parte di bambini e insegnanti: “Cari genitori, vi ringraziamo per la partecipazione. Qualcuno si starà chiedendo “Ma come mai non partecipano al coro?” “Come mai gli altri sì e loro no?” Noi siamo una classe, facciamo le cose insieme. Se cerchiamo “insieme” sul vocabolario troviamo una bellissima definizione “l’aggiungersi di una qualità a un’altra” e noi siamo così, tutti insieme aggiungiamo le nostre qualità a quelle degli altri, proviamo a riconoscerle e apprezzarle. Tutti insieme ci muoviamo. Se qualcuno è stanco, ci riposiamo, se qualcuno rimane indietro, ci fermiamo e lo aspettiamo, se qualcuno è avanti raccogliamo le forze e lo raggiungiamo. Abbiamo deciso di non prendere parte al coro perché volevamo fare qualcosa insieme e non perché a Natale siamo tutti più buoni, lo abbiamo fatto perché qui dentro funziona così. Abbiamo fatto una scelta che si chiama inclusione, un cammino quotidiano che ci sta facendo diventare i bei bambini che avete di fronte (ovviamente anche voi avete buona parte del merito!). E poi, se abbiamo voglia di cantare, possiamo farlo anche qui e state sicuri che neanche quest’anno ve la siete scampata con i canti di Natale. Abbiamo detto tutto, non ci resta che augurarvi buona visione”.
























