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Attualità | 30 ottobre 2016, 11:15

Ventimiglia: scoperto dal gruppo ricerche archeologiche ‘Archeonervia’ un calendario di pietra (menhir) che dettava le stagioni

Il ritrovamento è stato attuato in località Torri, frazione della città di confine

Menhir inclinato con due coppelle sorretto da un muro a secco

Menhir inclinato con due coppelle sorretto da un muro a secco

Il gruppo ricerche archeologiche ‘Archeonervia’ - composto da Andrea Eremita, Bruno Calatroni, Stefano Albertieri, Paolo Ciarma e Aldo Ummarino - segnala la scoperta di un menhir. Si tratta di un calendario di pietra (menhir) che nei millenni passati dettava le stagioni convertito per nuove esigenze a scandire le ore.

"E' ormai consuetudine - spiega Andrea Eremita - che escursionisti, cercatori di funghi, cacciatori ci segnalino di aver notato tra i boschi reperti archeologici e ci invitano a recarsi sul luogo per accertamenti. Suggerimenti che vengono sempre accolti che nella maggior parte dei casi dopo verifiche risultano attendibili, segno evidente che dopo anni di pubblicazioni di immagini e descrizioni dei reperti archeologici, molti dei lettori hanno pienamente percepito i caratteri distintivi della cultura materiale e religiosa megalitica che ha dominato per alcuni millenni nell'estremo Ponente Ligure.

Questo per dire che recentemente, affidandoci al suggerimento e alla guida del signor Mario Balestra, che ci aveva segnalato la possibile presenza di un menhir in un terreno di sua proprietà, ci siamo recati in località Torri frazione di Ventimiglia dove abbiamo lasciato la macchina per poi risalire il primo tratto della mulattiera che conduce a Monte Pozzo fino a raggiungere una sua proprietà coltivata ad olivi dove abbiamo potuto constatare l'effettiva presenza di un menhir leggermente inclinato a forma piramidale di cm. 168 di altezza con sulla parte frontale 2 coppelle sovrapposte, particolarismo prettamente locale già riscontrato su altri monoliti. Uno dei primi calendari di pietra dell'umanità eretto per mirare il sole, un modo per rilevare i solstizi e gli equinozi e seguire il ritmo delle stagioni. Dopo di che ci siamo diretti in una vicina zona pianeggiante dove si notava un grande roccia emergente e abbiamo scoperto una vaschetta di cm 32 di diametro e l'incisione di una coppella, altri elementi che si legano alla cultura megalitica.

Fatte le debite misurazioni e fotografie eravamo pronti per riprendere la strada del ritorno quando il signor Balestra ci ha ricordato che quando era un ragazzino suo padre, con lo stesso principio della meridiana, gli aveva insegnato infilando un bastoncino dentro una coppella del menhir a ricavarne le ore. Testimonianza che l'usura del tempo ha cancellato la funzione che nei millenni passati vedeva il menhir scandire le stagioni attraverso i solstizi e gli equinozi, oggi per nuove esigenze, complice sempre il sole, convertito a dettare le ore”.

C.S.

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