I lavori per il Palasalute a Imperia mi ricordano un po’ quelli del raddoppio ferroviario. Inaugurerà tra due mesi, in autunno, all’inizio del prossimo anno, dopodomani, chi lo sa. L’edificio di via Acquarone è quasi pronto, ma sull’effettivo trasferimento di ambulatori e servizi sanitari nella struttura dell’Asl 1 imperiese resta un bel punto interrogativo.
Tra gennaio e aprile 2016, scriveva Diego David su La Stampa del 13 gennaio 2015, «esattamente tra un anno, potrebbe esserci, dunque, il tanto atteso taglio del nastro». Stava parlando del Palasalute e di tutto quello che serviva per farlo entrare in attività. Collaudi, traslochi, allestimento dei locali e soprattutto l’annoso problema del rio Artallo. Quest’ultimo, infatti, scorre interrato sotto la costruzione nuova di zecca. Il Comune avrebbe già dovuto realizzare le cosiddette “opere di mitigazione” rendendo così accessibile il complesso, che ha la sfortuna di essere stato progettato e costruito in un’area esondabile (tanto che il cantiere s’è allagato a più riprese in questi anni, dopo forti piogge). La tombinatura del rio Artallo è vetusta e non può assicurare la portata d’acqua che sarebbe necessaria per scongiurare ogni rischio idrogeologico. Per quanto riguarda i lavori di adeguamento idraulico, l’assessore competente Guido Abbo spiegava qualche giorno fa su Imperia Post che «risultano necessari per procedere all’apertura in sicurezza del Palasalute. L’intervento dovrebbe terminare entro cinque mesi […]».
Ora, però, si legge sul Secolo XIX che per mettere piede nel nuovo polo sanitario bisognerà attendere la primavera del 2017. Tra gli interventi mancanti c’è la condotta che dovrà raccogliere l’acqua piovana e convogliarla verso via Martiri (circa mezzo milione di euro è la spesa prevista tra fondi regionali e cofinanziamento del comune). Chissà, magari la Regione concederà di utilizzare gli ambulatori di via Acquarone con qualche mese d’anticipo, in deroga al completamento della messa in sicurezza. Per le opere pubbliche venture, sarebbe certamente più semplice individuare zone meno soggette a potenziali alluvioni, ma questo è un altro paio di maniche. In Liguria, a Imperia in particolare, i ritardi nell’esecuzione di certi lavori vanno di moda quasi quanto le incompiute.
PS: «[…] le previsioni di inaugurazione e piena operatività dei vari ambulatori e servizi sanitari ospitati nel Palasalute parlano della primavera 2016».
Da un articolo del Secolo XIX del 13 aprile 2015














