Via Cascione. A Imperia non si parla d’altro. Nella prima settimana di apertura del cantiere, l’iniziale diatriba urbanistica (automobili vs pedoni, la storia infinita) è diventato uno scontro a muso duro tra l’amministrazione Capacci e i commercianti contrari ai lavori di riqualificazione. Tra ricorsi, esposti, prove di forza del comune, nessuno è esente da errori e incongruenze. L’unica cosa certa è che uno scontro simile non giova proprio a nessuno. Aspettando una pacifica risoluzione del conflitto, ridiamoci su con le dichiarazioni più strane, incomprensibili e divertenti di questi ultimi giorni di ordinaria follia.
MESTIZIA E CIELO PLUMBEO
«Mi ha colpito vedere tanti imperiesi, di tutte le età, che scuotevano amaramente il capo, guardando, attoniti e impotenti, la ruspa che rimuoveva e spaccava le basole secolari di via Cascione. Ho sentito più di uno dire tristemente: “non avevamo capito che sarebbe successo questo”».
Giuseppe Fossati, capogruppo di Imperia Riparte
(Probabilmente gli attoniti imperiesi immaginavano che le basole sarebbero state ricoperte di asfalto. O che il rifacimento della via sarebbe avvenuto “dal basso”, cioè scavando cunicoli).
EGITTOLOGIA DISAPPLICATA
«Non è necessario numerare ogni singola basola, perché non è importante il loro ordine, non si tratta dello spostamento del tempio di Abu Simbel ricostruito sopra la diga di Assuan, in questo caso è sufficiente che le pietre siano ricollocate lungo la via, per la larghezza».
Guido Abbo, assessore ai Lavori pubblici
NEL MEZZO DEL CAMMIN DI VIA CASCIONE
«Mi pare ahimè che il dato fondamentale sia che ha ragione Dante Alighieri, “il modo ancor m’offende”. Credo che il modo sia sbagliato. Perché non si cerca di conciliare, di ascoltare, di trovare comunque le soluzioni percorribili, tanto più in un momento di crisi economica come quella attuale?».
Claudio Scajola in visita al cantiere
(Un colpo al cerchio e uno alla botte. Scajola aveva già detto di non essere contrario in assoluto alla pedonalizzazione, a patto di eseguire prima altri interventi, come la sistemazione di galleria Gastaldi).
ZONA A TRAFFICO UMANITARIO
«È spaventosa la quantità di risorse impiegate dai ricorrenti, che mal si concilia con la veste di “poveri commercianti allo stremo” che si vogliono dare. […] Attendiamo con pazienza anche l’intervento delle Guardie Svizzere Vaticane e dei Caschi Blu dell’ONU, certi che i nostri preziosissimi uffici saranno in grado di dare anche a loro le risposte giuste!».
Guido Abbo, nota stampa dopo la raffica di esposti e ricorsi del fronte del No
VENTO CONTRARIO
«Anche se oggi è il primo giorno, le persone anziane non vengono qua. È la piazza che non è adatta. C’è sempre vento».
Mirella Nocerini, commerciante ambulante, sullo spostamento del mercato da via Cascione a piazza Duomo














