Il Sindaco Alberto Biancheri ha incontrato questo pomeriggio la cooperativa di dealers che si è recentemente formata, dopo l'interruzione dei rapporti tra la Pagano Events e la Casa da gioco, che ha fatto registrare la perdita dell'European Poker Tour e ha gettato un'ombra di incertezza sul futuro dell'organizzazione dei tornei settimanali.
Ma andiamo con ordine: dopo la rottura del rapporto tra la precedente società organizzatrice si è reso necessario l'ingaggio di una cooperativa di dealers che si è recentemente formata: la T.T.G.T nata proprio con l'intento di occuparsi, come hanno fatto da sempre i suoi membri per la Pagano Events, dell'organizzazione dei principali tornei, nonché dei più contenuti tornei settimanali.
“C'è stato proposto dal Casinò di stipulare un contratto con loro dai primi di gennaio – ha detto Paolo Masselli, membro della cooperativa - per iniziare a gestire questi tornei, ma ad oggi non abbiamo ancora trovato la formula giusta per ottenere questo incarico. Succede però, che veniamo a scoprire dai giornali che sono arrivate altre persone ad offrirsi per gestire questi tornei settimanali, siamo qui per chiedere chiarimenti al Sindaco nella speranza che possa prendere le nostre parti e che apra un tavolo di confronto con Casinò S.p.A.”
Alla base di questa difficoltà nell'instaurare un rapporto vi è principalmente quello che giuridicamente viene definito un problema di “imposizione di manodopera”, ovvero che se la Casa da gioco instaurasse un rapporto con la cooperativa, questo possa rischiare di essere considerato un appalto fittizio, che sul lungo periodo creerebbe i margini di rivalsa dei membri della cooperativa su Casinò S.p.A. In altre parole deve essere chiaro che coloro che lavorano per T.T.G.T. non sono affatto dipendenti della Casa da Gioco e devono essere assicurati tutti i presupposti perché questo accada.
Perché il rapporto tra le parti sia chiaro e non via sia alcun rischio di “imposizione di manodopera” devono essere rispettati tre principi: la cooperativa deve lavorare con materiali suoi e non di proprietà del committente; ci deve essere autonomia gerarchica, ovvero un responsabile della cooperativa che mantenga i rapporti, in questo caso con Casinò S.p.A., dunque il dirigente preposto non dovrà, nella fattispecie, avere contatti diretti con i membri della cooperativa, né tanto meno dare indicazioni, ma solo far capo al rappresentante responsabile. L'ultimo problema si riscontrerebbe nel momento in cui la cooperativa avesse un solo committente, cosa ovviamente non concessa dalla legge che sarebbe sintomatica allora di un effettivo appalto fittizio.
Nel caso specifico però, come riferiscono gli stessi membri della cooperativa, queste problematiche sono assolutamente sfatate: la cooperativa ha materiali di lavoro propri, ha un responsabile diretto e soprattutto ha già all'attivo un pre accordo con una delle società organizzatrici di uno dei grandi tornei e probabilmente ne siglerà altri con gli eventuali futuri committenti che avranno sicuramente necessità di avvalersi di dealers locali nell'organizzazione dei loro eventi, perché molto meno dispendiosi di quelli provenienti da fuori, a cui dover pagare non solo il loro lavoro svolto, ma anche vitto e alloggio.
L'Amministrazione è mostrata molto disponibile nei confronti della cooperativa che rappresenta certamente una possibilità per i membri di lavorare in modo molto più dignitoso e sicuramente lontano da ogni tipo di precarietà, come di fatto è avvenuto in questi anni. La cooperativa serve a tutelare i ventotto dealers che ne fanno parte e a far sì che questi possano strappare ad eventuali committenti un compenso maggiore di quello che hanno singolarmente ottenuto in questi anni.
Il Sindaco ha preso a cuore la situazione, e ha manifestato la volontà di incontrare il Cda di Casinò S.p.A. per invitare le parti a trovare un accordo che sia vantaggioso per entrambi. E' evidente che il ritardo nella definizione del contratto con la cooperativa dipenda da problemi giuridici ed è per questo che l'Amministrazione ha intenzione di invitare la Casa da gioco non ad aggirarli, ma a risolverli per il bene soprattutto di tutti coloro che in questi anni si sono occupati della gestione dei tornei, che hanno deciso ora di strutturarsi in cooperativa e che rappresentano giovani sanremesi per cui l'Amministrazione stessa vuole impegnarsi affinché possano ottenere un lavoro, il meno precario possibile.
L'impegno è certamente quello di far sì che si possa trovare la formula giusta di contratto per affidare l'organizzazione di questi tornei alla cooperativa.
















