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Eventi | 10 febbraio 2015, 17:35

Daniel Dondè, il controverso maestro dei 'Falsi d'autore', in mostra durante il Festival a Sanremo

La mostra terrà aperti i propri battenti alla Galleria d'arte " Bombonniere" di Corso degli Inglesi, vicino al Casinò.

Daniel Dondè, il controverso maestro dei 'Falsi d'autore', in mostra durante il Festival a Sanremo

Singolare mostra d'arte a Sanremo durante la settimana festivaliera, quando gli occhi di tutt'Italia sono catapultati sulla " Città dei Fiori", alla Galleria d'arte " Bomboniere” di Corso degli Inglesi, dirimpetto all'entrata al Teatro dell'Opera del Casinò Municipale. Espone Daniel Dondè, il controverso maestro fondatore, nel 1984, del movimento dei "Falsi d'autore".

Nato a Cremona, terra di inarrivabili liutai, Dondè, sessantaquattro anni,è figlio di grandi collezionisti d'arte. Si può tranquillamente affermare che abbia respirato l'arte sin da infante, sin da quando cioè ancora poppava il latte dal biberon. Nella lussuosa magione paterna spiccavano veri e propri capolavori dipinti dai grandi della pittura italiana del novecento come Sironi, Rosai o Campigli. Disperso in parte, per ragioni finanziarie, tale immane patrimonio alla morte del capo- famiglia, il giovane Dondè decise di cimentarsi a sua volta nei complicati meandri delle arti visive. Autodidatta, nasce artisticamente come copiatore di grandi dipinti del passato, o come falsario per i detrattori. E' celebre a proposito una frase di Picasso, "I geni copiano, i mediocri imitano", con la quale amava presentarsi ai suoi feroci critici.

L'esempio dei dipinti dei grandi maestri novecenteschi, che lo ispirarono per tutta la vita, ammirati nella casa paterna, lo spinsero verso il " Falso d'autore". " Dall'inizio del terzo millennio con l'avvento del falso dozzinale cinese mi sono accorto di non divertirmi più come allora ed ho deciso di cambiare strada", ha affermato una volta il maestro illustrando la sua adesione, risalente ad inizio del ventunesimo secolo, al movimento della New Italian Pop Art. Grande ammiratore di uno dei massimi geni di tale corrente, e cioè di Andy Warhol, si è cimentato così nella ritrattistica pop ed al pari del grande americano ha dato anima ai ritratti di Marylin Monroe, piuttosto che di Liz Taylor o Andry Hapburn.

Con un tocco originale però: rifacendosi all'arte del grande maestro elvetico Gustav Klimt, la capitale svizzera Berna custodisce tra le sue mura un prestigiosissimo museo a questi dedicato, che soleva impreziosire le proprie opere con fili d'oro per attirare visitatori, Dondè ha iniziato ad ornare i propri ritratti con cristalli Swarosky. I tale stato, nella mostra sanremese, se ne possono ammirare alcuni sia appartenenti alla New Italian Pop Art, i ritratti di Marylin Monroe, che al movimento dei " Falsi d'Autore" come una deliziosa " copia" dell'universalmente noto " Urlo" di Munch. Piatto forte della mostra non sono però solamente ritratti ma pure due Violini d'autore, cioè antichi strumenti di liuteria, dopotutto l'artista è pur sempre un cremonese, non più utilizzabili per suonare ma trasformati in vere  e proprie sculture con " cromatismo d'arte gestuale astratta ed arricchiti con foglie dorate e pietre splendenti" come sottolinea il critico d'arte Anna Rita Regis. Dondè, che nel 1999 a Ginevra ha vinto il " Christal Globe", attualmente vive a Lugano.            

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