Un nostro lettore ci ha scritto in relazione alle notizie da noi pubblicate sui 'falsi ispettori' dell'Enel sul territorio provinciale:
"Nel Novembre del 2013 anche io ho fatto un giorno di prova per questa fantomatica sotto-azienda che lavora per l’Enel. La giornata di lavoro consisterebbe nel recarsi lì con mezzo proprio, decidere dove andare (si ha da Ventimiglia a Savona a disposizione) e partire, sempre con mezzo proprio, nella speranza di trovare persone ingenue che ti aprano la porta. Le vorrei raccontare rapidamente la mia esperienza. Leggo l’annuncio che dice che per una nuova apertura di un negozio di vendita di lampadine a led si cerca un dipendente. Dal momento che dietro al banco ci so stare (praticamente ci sono nato) rispondo all’annuncio e vengo contattato. Mi viene detto che mi sarei dovuto presentare il giorno 'X' ad Imperia, di fronte ai giardini Vittorio Veneto. Mi presento il giorno 'X' alle 8 del mattino, parlo con la direttrice che mi espone la sua rapida carriera in ascesa, cerca di intortarmi con la sua storia, che come me è partita facendo porta a porta a Pavia ed altro. Bene, sono le 9, si parte. Dove andiamo? Ventimiglia. Va beh, è lontanuccia, ma ci si va. Ricordo che il mio responsabile, quello che avrebbe dovuto spiegarmi il lavoro, era un mio amico ed ex compagno di liceo. Arriviamo a Ventimiglia intorno alle 10:30 e iniziamo il nostro giro. Partiamo da qualche casetta indipendente, dove nessuno è disposto ad ascoltarci. Il mio responsabile mi spiega che la cosa che proponiamo è un cambio di contratto che farebbe risparmiare al cliente 14 euro a bolletta (circa 7 euro al mese). Arriviamo in una serra dove troviamo il titolare che, visto il dispendio di energia elettrica che comporta il suo lavoro, è disposto ad ascoltarci. Legge i contratti, il mio responsabile gli parla, noto che cerca di deviarlo un po’, cerca di intortarlo con le parole, ma avevo già capito che non ci trovavamo davanti a un idiota. L’uomo chiede di visionare i nuovi contratti, di leggerli. Permesso accordato. Li prende, li sfoglia rapidamente e alla fine chiede a me: 'Ascolta, mi togli 14 € a bolletta, giusto?' io naturalmente rispondo di sì, e lui prontamente mi fa notare una piccola scritta sul contratto che avrebbe dovuto firmare: 'Qui c’è scritto che, firmando questo contratto, mi viene concessa questa nuova assicurazione a soli 6 euro al mese, quindi 12 a bimestre. Ora, fammi capire, mi togli 14 euro per mettermene 12? Io questa roba non te la firmo'. A testa bassa usciamo dalla serra di quest’uomo tutt’altro che sprovveduto e sommessamente chiedo al mio responsabile: 'Ascolta, ma quello che ha detto quest’uomo è tutto giusto?' La risposta è stata più o meno questa: 'Vedi Fede, per fare questo lavoro devi avere un po’ la faccia come il culo'. Questa frase mi è bastata".
"Ho atteso la fine della giornata - prosegue il nostro lettore - abbiamo pranzato a spese nostre prendendo due cose al supermercato più vicino e siamo tornati alla sede, dove la direttrice ha sottoposto me e un’altra ragazza che era in prova quel giorno ad un breve questionario. Prima di entrare in sede però il mio responsabile mi aveva parlato del questionario, ma non sommariamente, nel dettaglio! Mi aveva fatto imparare a memoria le risposte che avrei dovuto dare alle domande! Prendo il mio questionario, rispondo come mi è stato spiegato, e all’ultima riga trovo scritto 'Esprimi le tue idee per questo lavoro e scrivi perché pensi di essere adatto'. Ho semplicemente risposto che non mi ritenevo adatto a quel lavoro, dal momento che non avevo 'la faccia come il culo', e me ne andai. Ovviamente deluso. Le lampadine a led dell’annuncio però c’entravano! A chi chiudeva il contratto venivano regalate due o quattro (ora non ricordo con precisione) lampadine a led! Che furboni…".














