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Al Direttore | 16 ottobre 2014, 14:34

Unione ligure-piemontese, la proposta dell'associazione Alpazur al sindaco di Sanremo Biancheri

Enrico Berio invia una lettera a sua volta recapitata all’attuale Sindaco della città dei fiori perché – dice - "solo con le grandi trasformazioni si potranno risolvere i problemi contingenti"

Unione ligure-piemontese, la proposta dell'associazione Alpazur al sindaco di Sanremo Biancheri

"La Fondazione Agnelli propone la riduzione delle Regioni Italiane da 20 a 12 con la fusione di quelle non autosufficienti finanziariamente con quelle confinanti che lo sono.

Per quello che riguarda noi lo studio in parola suggerisce la fusione della Liguria col Piemonte, ma, si badi bene, fusione non vuol dire incorporazione o assorbimento! Infatti l’apporto della Regione più piccola a quella più grande è proprio quello che favorisce i progetti di sviluppo.

Si tenga conto che le dimensioni di Stati e Regioni tendono ovunque ad ampliarsi per adeguarsi ai mezzi di comunicazione moderni che hanno praticamente abolito le distanze.Il formarsi della Federazione Europea implica un analogo adeguamento nelle circoscrizioni interne agli Stati Nazionali.

Di conseguenza anche le dimensioni interne debbono essere ampliate affinché i problemi comuni di aree più vaste che in passato possano meglio essere studiati, dibattuti e decisi da organismi fissi che si riuniscono periodicamente e NON trattati solo saltuariamente e trascinati per lunghissimi periodi !

Pertanto, in una grande ‘mesoregione’ delle Alpi Occidentali (formata dalla Liguria e dal Piemonte) si potrebbe prevedere, sul modello francese, la ripartizione in Dipartimenti, Circondari (sia pure conservando il nome di Province) e CANTONI con tutti i necessari aggiustamenti territoriali in base ai poli di attrazione (ad es. per noi Ormea e Garessio col Circondario di Imperia)

Per fare qualche ipotesi La Regione Alpi Occidentali potrebbe essere suddivisa in quattro Dipartimenti:

Dipartimento Alpi Marittime con le attuali province di Imperia, Savona e Cuneo, 
Dipartimento Alto Piemonte prov.Torino
Dipartimento Est Piemonte prov. , Biella, Novara, Verbania e Vercelli
Dipartimento Appennino Ligure con Genova, La Spezia, Alessandria e Asti e fissando il Capoluogo Regionale in ASTI per la maggiore centralità come sede del Consiglio Regionale, mentre la Presidenza verrebbe assunta a rotazione (es. due anni ciascuno) dai Presidenti dei Dipartimenti, così come avviene a livello europeo (Rotazione temporale delle cariche elettive)

Ma ora, dopo le negative esperienze dei successivi 40 anni di stentato regionalismo, specialmente per le c.d. ‘microregioni’ quale è la Liguria, dato che l’apertura europea delle frontiere nel 1993, dal lato anche soltanto organizzativo – burocratico ci pone in una posizione di inferiorità rispetto alle Alpes Maritimes francesi con cui ormai ogni giorno dobbiamo confrontarci e che trattano, spesso separatamente con le due Province di Cuneo e di Imperia, che quasi sempre agiscono l’una all’ insaputa dell’altra, il problema di una maggiore unità funzionale del territorio delle Alpi Marittime Italiane è riemerso, immutato, sia pure sotto nuovi profili.

Per questo il Circolo Ligustico di Sanremo che da anni propugna, oltre agli aspetti socio economici dell’ interregione delle Alpi Marittime franco – italiane anche la riaffermazione della sua Ligusticità nel ricordo delle antiche tribù liguri stanziate dal Sinus Ligusticus fino alle valli del Monte Bianco, nell’aprile del 1991, con l’appoggio dell’Amministrazione Comunale dell’epoca, indisse nel Teatro della Federazione Operaia in via Corradi, un convegno di studio e di proposta cui presenziarono poco meno di un centinaio di persone, politici di tutti i partiti, amministratori, docenti universitari, insegnanti, sacerdoti provenienti da tutti i centri delle province di Imperia, Savona e Cuneo, nonché da Torino ed Aosta.

Tralasciando di riportare tutta una serie di iniziative degli anni successivi specialmente attorno al tentativo di rilanciare il discorso della ‘Provincia Lunga’ ( ampliamento della Provincia di Imperia sino all’albenganese), ricordiamo l’incontro ad Albenga del 14 luglio 1995 in cui il Senatore Andrea Guglieri presentò le sue proposte di legge appunto per la ‘Provincia Lunga’ e quella assieme con i colleghi senatori Rosso di Cuneo e Cappelli di Savona, per la Regione Alpi Azzurre, peraltro ormai superata dagli studi per le meso-regioni, ma comunque valido strumento di pressione per gli sviluppi da conseguire.

 Infatti, del maggio 1996, su iniziativa del Gruppo Alpazur, aderente al Circolo Ligustico, ricordiamo ancora l’ invio a tutti i Sindaci delle Province di Imperia, Savona e Cuneo, nonché ad una settantina di aderenti e simpatizzanti, del riassunto del volumetto ‘Autonomie Regionali e Federalismo Solidale’ edito dalla Commissione Giustizia e Pace della Diocesi di Milano con le relative considerazioni a nostro riguardo.

Il 6 luglio dello stesso anno, l’assemblea del Comprensorio sanremese del Partito Popolare Italiano, in seduta nella sala convegni dell’ Hotel Nazionale, visto il predetto studio, approvava all’unanimità, meno un astenuto, il voto ‘perché nell’ ambito di una Nuova Regione Ligure-Piemontese’ il territorio frontaliero della Provincia si Imperia, assieme con quelli confinanti di Cuneo e di Savona, venga accorpato in un unico dipartimento delle Alpi Marittime capace di condurre alla pari il confronto e la collaborazione con il Departement des Alpes Maritimes confinante.

La successiva domenica 14 luglio al 1° Congresso Provinciale del Partito Popolare Italiano di Imperia, a Diano Marina, la mozione conclusiva comprendeva questa esplicita determinazione: 'Sul piano politico l’assemblea dei delegati chiede l’apertura di un dibattito sulla costituzione di un dipartimento delle alpi marittime (Imperia, Savona e Cuneo ) all’interno di una nuova Regione formata dalla Liguria e dal Piemonte'.

Dal programma elettorale (di parecchi anni fa) della lista civica ‘Sanremo Insieme’ del prof. Luigi Ivaldi riportiamo il seguente brano: E’ nostra convinzione che i problemi di Sanremo non possano completamente risolversi in modo avulso da una auspicabile riforma dello stato italiano e del sistema delle autonomie locali in particolare. Conseguentemente quindi è opportuno, anche in sede di programma amministrativo comunale dichiarare la propria posizione sul problema tanto dibattuto del federalismo. Si tratta perciò di esprimere con chiarezza, nella prospettiva di una futura vera e propria Federazione Europea e di una Europa delle Regioni, il proprio favore alla creazione, all’interno della Repubblica Italiana,di ‘meso-regioni’ funzionali formate da territori omogenei e complementari pensando, in particolare, ad una Regione delle Alpi Occidentali comprendente Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta'

Enrico Berio
Alpazur".

Redazione

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