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Politica | 15 aprile 2013, 11:46

Dalle elezioni di maggio sarà possibile esprimere sulla scheda elettorale due preferenze, un uomo ed una donna

La Legge in questione prevede inoltre che il 33% dei nomi inseriti nelle liste che le varie forze metteranno in campo sia costituito da candidati donne.

Dalle elezioni di maggio sarà possibile esprimere sulla scheda elettorale due preferenze, un uomo ed una donna

Le elezioni amministrative ormai alle porte, in programma i prossimi 26 e 27 maggio, proporranno una piccola rivoluzione relativa al sistema di votazione. Si tratta della doppia preferenza che sarà introdotta proprio in occasione di questa tornata elettorale. Lo stabilisce la Legge numero 215 del 23 novembre 2012, entrata in vigore il successivo 26 dicembre, relativa alle “Disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali - Disposizioni in materia di pari opportunità nella composizione delle commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni”.

In pratica gli elettori potranno indicare sulla scheda due nomi di candidati consiglieri comunali, a patto che siano di genere diverso, quindi un uomo ed una donna. Questo in seguito all’intento di garantire una maggiore rappresentatività delle donne all’interno della Pubblica Amministrazione. Il testo della Legge recita: “Ciascun elettore può esprimere,  nelle  apposite  righe  stampate  sotto  il medesimo contrassegno, uno o due voti  di  preferenza,  scrivendo  il cognome di non più di due candidati compresi nella  lista  collegata al  candidato  alla  carica  di  sindaco  prescelto.  Nel   caso   di espressione di due preferenze, esse devono  riguardare  candidati  di sesso diverso della stessa lista, pena l'annullamento  della  seconda preferenza”

In caso di doppio nome maschile o femminile indicato dagli elettori, la scheda non sarà ritenuta nulla ma sarà valida solo la prima preferenza espressa. I due nomi dovranno ovviamente essere della stessa lista. La Legge in questione prevede inoltre che almeno un terzo dei nomi inseriti nelle liste, che le varie forze metteranno in campo, sia costituito da candidati donne.

Ad Imperia, per esempio, una lista composta da 32 persone dovrà contenere almeno 11 nomi di donne, o in caso di lista da 21 nominativi 7 devono essere donne. La Legge non parla espressamente di donne ma di sesso minoritario, ma si presuppone che la maggioranza dei candidati sia composta da uomini. Il discorso però vale per tutti.

Federico Marchi

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