Le elezioni amministrative ormai alle porte, in programma i prossimi 26 e 27 maggio, proporranno una piccola rivoluzione relativa al sistema di votazione. Si tratta della doppia preferenza che sarà introdotta proprio in occasione di questa tornata elettorale. Lo stabilisce la Legge numero 215 del 23 novembre 2012, entrata in vigore il successivo 26 dicembre, relativa alle “Disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali - Disposizioni in materia di pari opportunità nella composizione delle commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni”.
In pratica gli elettori potranno indicare sulla scheda due nomi di candidati consiglieri comunali, a patto che siano di genere diverso, quindi un uomo ed una donna. Questo in seguito all’intento di garantire una maggiore rappresentatività delle donne all’interno della Pubblica Amministrazione. Il testo della Legge recita: “Ciascun elettore può esprimere, nelle apposite righe stampate sotto il medesimo contrassegno, uno o due voti di preferenza, scrivendo il cognome di non più di due candidati compresi nella lista collegata al candidato alla carica di sindaco prescelto. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l'annullamento della seconda preferenza”
In caso di doppio nome maschile o femminile indicato dagli elettori, la scheda non sarà ritenuta nulla ma sarà valida solo la prima preferenza espressa. I due nomi dovranno ovviamente essere della stessa lista. La Legge in questione prevede inoltre che almeno un terzo dei nomi inseriti nelle liste, che le varie forze metteranno in campo, sia costituito da candidati donne.
Ad Imperia, per esempio, una lista composta da 32 persone dovrà contenere almeno 11 nomi di donne, o in caso di lista da 21 nominativi 7 devono essere donne. La Legge non parla espressamente di donne ma di sesso minoritario, ma si presuppone che la maggioranza dei candidati sia composta da uomini. Il discorso però vale per tutti.














