Continuano le interviste di Sanremonews ai candidati imperiesi in vista delle elezioni politiche del 24-25 febbraio. Abbiamo proposto a tutti i candidati imperiesi/dianesi in corsa per un posto alla Camera dei Deputati o al Senato di rispondere a domande che hanno come tema centrale Imperia e le sue problematiche ma anche temi di carattere nazionale. Nei giorni scorsi hanno risposto alle nostre domande Giuseppe Fossati (FLI), Eugenio Minasso (Pdl) e Pasquale Indulgenza (Rivoluzione Civile).
Oggi vi proponiamo l'intervista a Carla Nattero candidata capolista nelle fila di Sinistra Ecologia e Libertà (in coalizione con il Partito Democratico, ndr) per il Senato.
Chi è Carla Nattero?
“Fin dagli anni del liceo mi sono impegnata nelle lotte studentesche e poi ho seguito il lungo percorso delle formazioni politiche della sinistra. Dal 1985 fino a pochi mesi fa sono stata consigliere comunale del comune di Imperia; dal 1996 al 1999 sono stata assessore nella giunta del sindaco Berio. Da consigliere comunale sono stata sempre all’opposizione del potere scajolano, prima direttamente, quando Scajola è stato sindaco, e in seguito a chi di volta in volta lo rappresentava. Una delle mie battaglie più importanti e recenti, è quella legata allo scandalo del porto di Imperia.
Laureata in Lettere, insegno nei licei classico e scientifico della mia città, dove ho vissuto e sono stata impegnata nelle lotte per la difesa della centralità della scuola pubblica. Ho due fratelli e un nipote, molti amici e molti libri”.
1) Perché ha deciso di candidarsi per il Senato nelle fila di Sinistra Ecologia e Libertà?
“La mia lunga esperienza politica ha fatto nascere in me il desiderio di proiettare le mie conoscenze in un ambito più vasto, perché per uscire dalla crisi che ha colpito la nostra provincia, che è ancora peggiore di quella nazionale, il nostro territorio va rappresentato da persone che non hanno nulla in comune con il sistema di potere berlusconiano, uno dei principali responsabili della situazione attuale. Inoltre, il buon successo ottenuto alle consultazioni regionali del 2010, anche se non sono stata eletta, mi ha dato la spinta a cimentarmi con le primarie, il metodo attraverso il quale SEL ha scelto le sue candidate e i suoi candidati. Il risultato è stato molto soddisfacente, sono arrivata seconda a una incollatura dal segretario regionale. Gli organi di SEL hanno seguito letteralmente le indicazioni delle primarie, per cui Quaranta è stato indicato come capolista alla Camera e io capolista al Senato”.
2) Questione porto di Imperia: Di chi è la responsabilità di quello che è successo? Ha in mente una proposta di soluzione legata al completamento e alla gestione dello scalo turistico?
“Di chi siano le responsabilità è sempre più chiaro. Dal processo in corso a Torino emerge con nettezza quello che io, insieme con tutta l’opposizione, avevamo denunciato per anni, dal 2006 in poi. Le responsabilità sono di Caltagirone, un tycon che è venuto a fare a Imperia, quello che ha fatto in tanti altri luoghi di Italia, cioè depredare il territorio a puri fini speculativi. Sono di coloro che a Caltagirone hanno spalancato le porte, Scajola in primis. Sono degli imprenditori locali che hanno pensato al guadagno da rendita di posizione senza rischiare nulla in proprio. Sono del Comune, sia per quel che riguarda alcuni funzionari, sia soprattutto la parte politica, che si è assoggettato agli interessi privati, rinunciando a qualsiasi ruolo di difesa dell’interesse pubblico. L’ultima notizia scandalosa conferma questo giudizio: il Comune aveva fatto scadere la fidejussione che doveva garantire il finanziamento delle opere di urbanizzazione, l’unico tornaconto pubblico in cambio della concessione per la costruzione del porto di Imperia. Questi tre soggetti sono quelli che fanno parte della Porto di Imperia spa. E quindi una fortissima responsabilità l’ha in gran misura la Porto di Imperia. Individuare le responsabilità è importante perché la situazione è gravissima e nessuno deve avere la tentazione di suddividere equamente le responsabilità, magari chiamando in causa la crisi del settore nautico. La soluzione prospettata da Confindustria è in gestazione da mesi ma non trova una soluzione concreta perché mancano di fatto le condizioni finanziarie. Perciò io sono molto scettica che si arrivi a uno sbocco.
Il fallimento della Porto di Imperia e il ritiro conseguente della concessione sicuramente aprirebbero moltissimi problemi,allungherebbero i tempi, però non ritengo che, se accadesse, non ci sarebbero più strade . La concessione ritornerebbe al Demanio che, direttamente o attraverso il Comune, potrebbe finalmente indire una gara pubblica per l’affido del completamento del porto. Un porto turistico rivisto nella sua progettazione, più ridimensionato, soprattutto nelle opere a terra, con più spazio alla cantieristica, senza edilizia abitativa e commerciale”.
3) Occupazione giovanile e non: come creare nuovi posti di lavoro?
“E’ ovvio premettere che la risposta a questo punto implica un indispensabile cambio di rotta nella politica economica a livello nazionale ed europeo. D’altra parte è proprio questo il cuore della nostra proposta in campagna elettorale. Il centrosinistra vuole andare al governo per cambiare politica economica. Spostare i pesi del sistema di tassazione e ritornare a fare investimenti. Una politica ben differente da quella recessiva di Monti che infatti sta facendo di tutto per avere un risultato elettorale che possa condizionare il centrosinistra. Gli investimenti devono essere mirati verso settori ad alta innovazione e ad alto contenuto di lavoro, come ad esempio la green economy.
I giovani dovrebbero essere i primi beneficiari di questa politica economica. Però gli anni di Berlusconi e Monti hanno devastato la scuola pubblica e la formazione. È notizia di questi giorni la diminuzione del calo di iscrizioni all’Università di circa 50.000 unità. La povertà delle famiglie causata dalla crisi ha fatto diminuire le iscrizioni. Ha anche contribuito a questo risultato l’idea nefasta che “con la cultura non si mangia”. Occorrono invece grandi investimenti sulla scuola a tutti i livelli per dare una formazione ai giovani all’altezza dei tempi, introdurre misure che disincentivino il precariato. Occorre introdurre il reddito di cittadinanza, come in tutta Europa, per permettere ai giovani di cercarsi un lavoro senza dipendere totalmente dalla famiglia”.
4) Economia: su cosa puntare e come rilanciare quella esistente?
“In piena crisi forse è diventato chiaro a tutti come il refrain ventennale del centrodestra “una provincia a vocazione unicamente turistica e commerciale” si sia rivelato miope. Il terziario è massacrato, non a caso il PIL della provincia di Imperia è quello che è calato maggiormente in Liguria (-5,6%). Ovviamente non occorre abbandonare al proprio destino turismo e commercio, anzi è necessario rilanciarlo e suggerimenti utili sono venuti dalla recente assemblea di Reteimpresa. Occorre però sia affrontare sotto una nuova ottica questi settori, sia diversificare gli interventi, sapendo che la storia e le caratteristiche del nostro territorio ci permettono di pensare a uno sviluppo in molte direzioni: penso all’agro-alimentare, alla cantieristica e alla componentistica, alla green economy, al rilancio dell’agricoltura e alla valorizzazione dell’entroterra, alle attività ambientali in campo marino. Si deve dunque pensare a un’economia che non vada in una unica direzione ma sia multifunzionale. L’edilizia non deve più essere l’unico traino ma deve concorrere alle attività economiche operando nella risistemazione e nella messa a norma dell’esistente. Occorre lavorare per scoraggiare la rendita fondiaria e dare più incentivi alla produzione”.
5) Ambiente: Quali proposte al fine di tutelare l'ecosistema?
“Si tratta di una questione centrale e fondamentale per la nostra provincia perché la salvaguardia dell’ambiente è garanzia di qualità della vita e sviluppo. Una provincia che è all’ultimo posto per qualità della vita in Italia non può pensare di trovare sviluppo e occupazione per esempio nel turismo sostenibile. La cementificazione perpetrata negli ultimi 20/30 anni ha portato la nostra provincia a uno stato di profonda devastazione. Quindi bisogna adoperarsi per la sistemazione del territorio( come la messa in sicurezza dei rii, la sistemazione degli impianti fognari, il completamento e l’installazione di depuratori) e per la difesa della costa ( per esempio stop alla costruzione di porticcioli).
La tutela delle coste e del sistema marino sono fondamentali in considerazione del fatto che le nostre acque sono fra le più inquinate in quanto vi affluiscono scarichi di ogni tipo. In provincia di Imperia è aperta da decenni la questione del ciclo dei rifiuti che non è stata mai risolta. Bisogna affrontarla applicando finalmente il piano approvato e partendo da subito con una forte incentivazione della raccolta differenziata perché anche in questo campo siamo fuori legge,con percentuali ridicole di raccolta differenziata. Bisogna mettere in pratica il referendum sull'acqua bene comune, facendo tutte le scelte di gestione conseguenti”.
6) Piano regolatore: Qual'è la sua posizione sul possibile incremento o meno delle costruzioni in città?
“Come ribadito più volte quando ero consigliere comunale, ho presentato in tal senso anche una mozione basata su una presa di posizione di Italia Nostra, il nuovo piano regolatore non deve più prevedere zone di espansione edilizia perché la città è ormai al limite della saturazione e sono ancora non realizzate molte opere di grande cubatura già autorizzate con licenza edilizia ma non ancora attuate per la crisi del settore. Ciò significa che,ancora per parecchi anni , saranno effettuate molte opere, alcune delle quali di grande cubatura, che avranno un forte impatto sul tessuto cittadino. Perciò ritengo che sia necessario fermare la costruzione di nuove residenze, locali per uffici e a uso commerciale perché ce ne sono più che a sufficienza e quelli già autorizzati nemmeno vengono costruiti. Un altro tipo di controllo da introdurre sull’espansione edilizia è quello di abbassare il tempo di validità delle concessioni edilizie da 10 a 5 anni: ciò permetterebbe un maggiore controllo sulla sostenibilità della espansione cittadina. Piuttosto il PUC dovrebbe prevedere interventi di sistemazione dell’esistente che abbisogna di ristrutturazione: i centri storici, gli edifici pubblici, le scuole, etc.. Il punto centrale del nuovo piano regolatore dovrà essere la viabilità: deve presentare una soluzione in primo luogo per il trasporto pubblico in secondo luogo per i parcheggi e la viabilità privata”.
7) Diritti: Gay e coppie di fatto, matrimoni e adozioni. Qual'è la sua posizione su questi temi?
“Siamo sempre pronti a seguire i vincoli dell’Europa per quanto riguarda le politiche economiche, ma mai le indicazioni dell’Europa sulle questioni dei diritti civili, nel rispetto dei quali l’Italia è sempre il fanalino di coda. In sostanza, discutere di diritti in Italia significa affrontare prima di tutto la questione della laicità dello Stato. L’Italia è uno Stato in cui la Chiesa cattolica ha un’enorme influenza sulla morale e sulla vita individuale di ciascun cittadino, invece lo Stato dovrebbe propugnare una morale laica, sganciata da ogni influenza religiosa. Spetta poi a ciascuno di noi seguire liberamente una propria morale, cattolica o di altre religioni, oppure laica. Quindi il Parlamento futuro non dovrà farsi frenare dal Vaticano sulla questione dei diritti. Infatti, essi non sono solo importantissimi, ma imprescindibili in una società che deve adeguarsi e seguire i cambiamenti in atto del vivere comune e della famiglia.
Pongo l’accento quindi sulla necessità di sviluppare una nuova legge di riforma che introduca il divorzio breve; una che permetta il pieno riconoscimento delle coppie di fatto, siano essere etero od omosessuali; è necessaria anche l’approvazione della legge contro l’omofobia. Concordo anche sul matrimonio gay e la possibilità di adozione. Quest'ultimo tema so che suscita nei cittadini molta diffidenza, ma se si abbandonassero i pregiudizi si potrebbe comprendere, sia sulla base dell’esperienza, sia sulla base di studi recenti, che i ragazzi hanno bisogno soprattutto di essere amati e che i figli di coppie gay non sono stati influenzati nelle loro scelte sessuali o nel loro equilibrio dal fatto di avere genitori dello stesso sesso. Infine, ma non ultima, occorre anche approvare una legge sul testamento biologico che consenta a ciascun cittadino di poter scegliere in piena coscienza il proprio fine vita”.
8) La prima proposta in favore del territorio che farà una volta entrata al Senato?
“Non vorrei cominciare con i discorsi stantii di generazioni di politici imperiesi ma la questione dei collegamenti continua a essere fondamentale perché non è stata mai risolta. Quindi per prima cosa vorrei spaccarmi la testa sul completamento del raddoppio della ferrovia. Poi vorrei lavorare per ottenere finanziamenti per la sistemazione del territorio, per la messa a norma dell’edilizia scolastica”.
9) Sanità: favorevole o contraria all'ospedale unico?
“Considerata l’attuale contingenza economica dubito fortemente che l’ospedale unico possa realizzarsi in tempi ragionevoli e non so se mai si farà. Il rischio è che venga svuotato l’ospedale di Imperia, si accentri l’attività su quello di Sanremo, in una struttura non in grado di reggere l’aumento dei pazienti. Ciò comporterebbe nessun miglioramento dei livelli di prestazioni sanitarie e un peggioramento delle condizioni generali di accesso ai servizi. Come SEL saremmo d’accordo su un ospedale centrale se presentasse nuove specialità, se fosse per esempio paragonabile al Santa Corona, ma in ogni caso pensiamo a un ospedale centrale, non unico. Riteniamo che debbano essere mantenuti gli ospedali di Imperia e Bordighera per il pronto soccorso, la medicina e la sanità geriatrica. Riteniamo necessario, in caso di ospedale centrale, mantenere i due presidi ospedalieri perché la viabilità e la struttura del nostro territorio impongono di avere luoghi di cura per gli anziani e per alcune patologie a una distanza abbastanza breve dalla residenza”.
10) Un appello al voto: Perché un cittadino dovrebbe votare lei e non un altro o magari, vista la classe politica esistente, non andare proprio a votare?
“Se mi guardassi dall’esterno (e con occhio benevolo) potrei dire che invito elettrici e elettori a votarmi perché sono una donna imperiese seria e onesta, sempre coerente con le mie idee e con la mia storia nella sinistra ligure. Perché sono uno spirito combattivo che si è sempre battuto nel suo territorio per il bene comune e mai per interesse privato, votando la mia vita al lavoro per la politica e non alla politica per lavoro. Perché il mio mestiere di insegnante mi ha permesso di toccare con mano i devastanti tagli che hanno portato la scuola nell’attuale,drammatica situazione e perciò la ricostruzione di una scuola pubblica di qualità è in cima al mio programma elettorale. Perché se fossi eletta la Liguria e la provincia di Imperia sarebbero rappresentate in Senato da una donna di sinistra del ponente ligure che ha sempre contrastato il sistema di potere scajolano”.




