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Attualità | 16 maggio 2012, 06:15

97° anniversario dall'entrata dell'Italia nella prima guerra mondiale, ne scrive il nostro lettore Andrea Gandolfo

97° anniversario dall'entrata dell'Italia nella prima guerra mondiale, ne scrive il nostro lettore Andrea Gandolfo

Vicini al 97° anniversario dell’entrata dell’Italia nella prima guerra mondiale, che cadrà il prossimo 24 maggio, ho pensato di inviarle un mio articolo sulla storia di Sanremo durante il periodo bellico. Ecco il testo del contributo del nostro lettore Andrea Gandolfo.

Il 24 maggio 1915, dopo l’infuocata campagna tra neutralisti e interventisti, l'Italia scese ufficialmente in guerra contro l'Austria e anche molti sanremesi dovettero partire per il fronte. Nello stesso mese a Sanremo si svolse una nuova tornata di elezioni amministrative, da cui uscirono ancora una volta vittoriosi gli esponenti del partito costituzionale, che elessero sindaco per la seconda volta Gio Ernesto Balestreri. Durante il conflitto la città attraversò un periodo di stasi economica dovuta soprattutto al consistente calo della clientela turistica, mentre gli abitanti seguivano con un certo distacco le vicende belliche a causa della lontananza della zona di operazioni. Nel periodo bellico, inoltre, molti alberghi cittadini vennero requisiti per essere trasformati in ospedali destinati ad accogliere feriti e mutilati provenienti dal fronte. Tra i vari istituti ospedalieri cittadini attivi nel corso della guerra si distinsero l'Ospedale della Croce Rossa, il Deposito di Convalescenza, e, in particolare, l'Ospedale Territoriale West-End, dove, tra il 1° aprile 1916  e il 1° aprile 1918, furono curati complessivamente 3559 degenti. Il numero dei feriti e degli sfollati aumentò tuttavia considerevolmente dopo la rotta di Caporetto dell'ottobre 1917, quando furono dirottati in Riviera moltissimi profughi in cerca di una sistemazione lontana dalla linea del fuoco, diventata ormai troppo pericolosa, e in attesa di rientrare nelle proprie abitazioni, che avevano dovuto abbandonare a causa degli eventi bellici. Per fornire un'adeguata ospitalità ai numerosi profughi giunti in città, l'Amministrazione Comunale allestì allora, con il patrocinio della Società Nazionale Dante Alighieri, la Casa del profugo, ubicata in un edificio situato in zona Arenella, che venne realizzata grazie anche a sovvenzioni governative e private. Questa casa venne adibita a centro di raccolta dei profughi che affluivano soprattutto dal Veneto e dal Trentino, ai quali erano forniti vitto e alloggio in attesa di una migliore sistemazione. Molti di questi sfollati si sarebbero quindi inseriti nell'ambiente socio-economico locale stabilendosi quindi definitivamente in Riviera, mentre altri avrebbero fatto ritorno nelle loro terre d'origine al termine del conflitto.

Particolarmente rilevante fu anche il contributo fornito dalla comunità locale alla causa della vittoria finale in termini di vite umane. I caduti sanremesi nel primo conflitto mondiale ammontarono infatti complessivamente a 308, di cui alcuni vennero anche decorati per atti di eroismo. Tra i vari soldati, sottufficiali e ufficiali sanremesi caduti al fronte italiano e decorati al valore, si ricordano: il capitano Guglielmo Gregori, perito sul Monte Piana il 15 luglio 1915 e insignito di medaglia d'argento al valor militare; il maggiore Ettore Calvini, caduto presso il Bosco Cappuccio sul San Michele il 18 luglio 1915 e decorato di medaglia d'argento; il sottotenente Salvatore Fossati, ucciso a Santa Lucia il 22 agosto 1915 e insignito di medaglia d'argento; il capitano Stefano De Andreis, caduto a quota 118 del Monte Sei Busi il 25 agosto 1915 e decorato di medaglia d'argento al valor militare; il sottotenente Cesare Mombello, figlio dell'ex sindaco Augusto, perito a Podgora sul Carso l'11 novembre 1915 e insignito di medaglia d'argento; il sottotenente medico Emilio Garaccioni, caduto eroicamente il 2 febbraio 1916 mentre prestava cure ad alcuni soldati feriti sotto il fuoco nemico, e decorato di medaglia d'argento al valor militare; il sottotenente Enrico Natta Soleri, figlio dell'ex sindaco Alfredo, caduto sul Carso il 10 ottobre 1916 e insignito di medaglia d'argento; il sottotenente Edoardo Butta, ucciso a Castagnevizza il 14 maggio 1916 e decorato di medaglia d'argento; il soldato Giorgio Novella, caduto a Dosso Fàiti il 4 giugno 1917 e insignito di medaglia d'argento al valor militare; il tenente Vittorio Cesare Vivaldi, perito a Korite sul Carso il 7 ottobre 1917 e decorato di medaglia di bronzo al valor militare; il sergente Giovanni Allegranza, caduto a Fagarè di Piave il 16 novembre 1917 e insignito di medaglia d'argento; il colonnello Carlo Bosio, comandante del 14° Reggimento dei Bersaglieri, falciato a Monte Sisemol il 27 novembre 1917 e decorato con due medaglie di bronzo e una d'argento al valor militare; il tenente d'artiglieria e osservatore d'aeroplano Vittorio Emanuele Carli, volontario di guerra, caduto a Castelgomberto il 23 agosto 1918 durante un volo di guerra e insignito di medaglia d'argento; il sottotenente Carlo Parodi, ucciso a Casa Bidoggia, nei pressi del Piave, il 27 ottobre 1918 e decorato con medaglia d'argento; e infine il sottotenente Francesco Bianchi, caduto a Monte Valderoa sul Grappa il 30 ottobre 1918 e insignito di medaglia d'argento al valor militare. Tutti i caduti sanremesi sarebbero stati quindi sepolti nell'Ossario dei Caduti presso il cimitero monumentale della Foce. Il 3 novembre 1918 venne firmato l'armistizio di Villa Giusti tra i plenipotenziari italiani e quelli austro-ungarici, che pose fine alle ostilità sul fronte italiano ed entrò in vigore il giorno successivo. L'annuncio dell'armistizio venne accolto in tutta Italia con grande giubilo popolare e anche a Sanremo si tennero numerosi festeggiamenti per celebrare la vittoria dell'Italia sull'Austria-Ungheria.

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