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Al Direttore | 15 maggio 2012, 14:53

Evasione fiscale in Italia, una lunga riflessione del lettore Stefano Musso

Il lettore di Diano Marina si pone alcuni interrogativi sul sistema di rilevazione degli evasori fiscali

Evasione fiscale in Italia, una lunga riflessione del lettore Stefano Musso

"L'evasione fiscale in Italia. Da anni non faccio che sentire che l'Italia ha il primato dell'evasione fiscale. Ogni politico sciorina i suoi dati, e si lamenta del fatto che sitratti di dati enormi, sia in punti percentuali sul PIL sia in valori assoluti. Insomma, gli Italiani sarebbero delle bestiacce insensibili, eticamente inqualificabili, il cui sport preferito non è il calcio, come si è sempre creduto, bensì il nascondere al fisco i propri introiti. Chiaramente, dato che tali dichiarazioni vengono avvallate da istituti ben più prestigiosi di quelli rappresentati dai politicanti, debbo crederci, però a questo punto mi sorge un dubbio, che è poi il seguente: dato che l'evasione è quantificata in centinaia di miliardi di euro all'anno, frutto di centinaia di migliaia di comportamenti fiscalmente disonesti e reiterati anno dopo anno, e non di poche decine di sporadiche eccezioni, non sarà che i nostri cari politici, che dal dopo guerra in poi si sono assunti l'onore di guidare il Paese, non sono mai stati capaci di inventarsi un sistema fiscale che abbia la minima possibilità di funzionare, per chiunque non sia a reddito fisso?

Io credo che, bene che vada, per quanto in cuor suo sappia che i servizi di cui gode vanno pagati da tutti, il cittadino dovrebbe essere un vero e proprio auto lesionista, per godere nel pagare le tasse. Io non credo che il Tedesco, lo Statunitense, il Francese paghino le loro tasse volentieri. Io credo che costoro evadano meno, in percentuale, semplicemente in quanto cittadini di Stati che hanno saputo dotarsi di un sistema migliore, più agile, meno ingiusto, meno dannoso del nostro, ma anche più vigile, ai cui controlli è più difficile sfuggire, e che puniscono gli evasori, i grandi evasori, non quelli che sbagliano una dichiarazione dei redditi per malintesi, con pene che, per esempio negli Stati Uniti, arrivano a decenni di galera, senza sconti e senza guardare in faccia nessuno.

A questo proposito, perchè solo recentemente si è ricominciato ad andare a ficcare il naso nel livello di vita degli appartenenti adiverse categorie di cittadini? Perchè non lo si fa con tutti? Perchè non lo si è fatto prima? E già che ci siamo, perchè non aumentiamo il numero delle aliquote IVA? C'è differenza tra l'IVA applicata per l'acquisto di una Fiat 500ed una Ferrari? E se c'è, di quanto é? E qual è la differenza di imposta sul cavolo nostrano e la pera, o la pesca, che arrivano dall'Argentina, fuori stagione? E tra il sale di salina nostrano e quello rosa dell'Himalaya? E tra una fede nuziale minimamente decente ed un collier di brillanti? Insomma, tra le cose necessarie, o che appena costituiscono un minimo di soddisfazione e decoro, ed il lusso sfrenato?

Stefano Musso".

Redazione

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