Con i vari interventi in aula è stata ufficialmente sancita la scissione tra il Pdl ed i cinque consiglieri, entrati a far parte del gruppo misto, rimasti fedeli al sidnaco Paolo Strescino.
"Spero che ci venga riconosciuta almeno la buona fede - ha detto Gian Luca Lanteri del Pdl - eravamo fiduciosi che la nostra Amministrazione avrebbe potuto risolvere i problemi. Il dolore più grande non è stato tanto il licenziamento della giunta, ma il non sapere il perchè. Eravamo coesi ed uniti con il sindaco e con la sua giunta e al momento di mettere mano alla situazione lui ha preso questa decisione. Il Pdl non ha ora fiducia in questo sindaco e ritiene che un commissario possa fare meglio. Non condividiamo quello che ha fatto il sindaco, soprattutto perchè lo ha fatto da solo. L'ordine del giorno di oggi era solo per vedere se il sindaco avesse ancora i numeri per amministrare. Il sindaco non ha più la legittimazione politica per governare e quindi deve rassegnare le dimissioni. Strescino non è più il nostro sindaco".
"Voglio chiedere scusa per i miei interventi fatti in quest'aula in merito al porto, che però erano dettati dalla voglia di vedere completata quest'opera - ha detto Stefano Pugi, anche lui come Mattioli uno dei fedelissimi di Strescino - Io continuo a credere in questo porto come occasione occupazionale. Non capisco come i miei ex colleghi di avventura abbiano dubbi sul chiedere la decadenza della concessione, specialmente dopo la relazione del sindaco che ha illustrato le mancanze gravissime della Porto di Imperia spa. Non so come si possa continuare a remare da quella parte. Al sindaco dico: resisti e andiamo avanti".
"Io non ho mai avuto deleghe o assessorati sul porto - ha detto Ida Acquarone del Pdl - chiedo a Fossati come mai non abbia sollevato questi problemi quando era capogruppo del Pdl. Chi sapeva doveva dirlo, noi avevamo il diritto di venirlo a sapere. Questa situazione ha creato anche problemi interpersonali molto spiacevoli. Credo veramente che forse ce ne dovremo andare tutti a casa".





