"Il 29 marzo scorso la Casinò S.p.A. inviava a tutte le Organizzazioni Sindacali una lettera nella quale si impegnava a presentare alle stesse, il 13 Aprile 2012, un documento contenente proposte aziendali, sia normative che economiche, riguardanti il rinnovo del C.C.L. e l’accordo sull’Esodo Incentivato dei Lavoratori della Casa da Gioco. Tale documento, come riportato in quella lettera dalla Casinò S.p.A., rappresenterà la sintesi di tutti i mesi di trattative, sui temi predetti, tra Azienda e le cinque Sigle Sindacali della Casa da Gioco, mai interrotte se non per brevi periodi di festività intercorsi".
Lo scrive il sindacato Uilcom-Casinò che così prosegue: Auspichiamo che in tale data la Casinò S.p.A., per velocizzare i tempi di negoziato, giunga con un elaborato completo nel quale si manifestino chiaramente e nel dettaglio:
- tutti gli aspetti normativi ed economici del C.C.L.
- tutti gli aspetti normativi ed economici dell’Esodo Incentivato.
La necessità di terminare quanto prima le trattative di questi due importantissimi argomenti si evidenzia anche attraverso:
- l’urgenza di dotare tutti i Lavoratori, e la Casa da Gioco stessa, di uno strumento fondamentale, quale il C.C.L., poiché fondamentale per la tenuta dei livelli occupazionali e salariali dei Dipendenti, ed essenziale per la Casinò S.p.A. come proprio mezzo di gestione.
- L’opportunità di formulare quanto prima una proposta di Esodo Incentivato ai Lavoratori, contribuirà a contenere i costi di produzione aziendali che si stanno sempre più pericolosamente avvicinando agli introiti totali. Su questo punto riteniamo che il non aver attivato un nuovo incentivo all’esodo lo scorso anno, da parte della Casinò S.p.A. e della Proprietà, possa compromettere il contenimento dei costi aziendali in quanto la nuova normativa sopraggiunta, in materia di pensioni, potrebbe impedire la fuoriuscita di Lavoratori interessati ad aderire all’esodo.
- L’esigenza di avviare nuovi confronti su altre tematiche urgenti e strategicamente indispensabili per la sopravvivenza stessa ed il rilancio dell’Azienda, rappresenta un obbiettivo sempre più improcrastinabile".
"Riguardo l’aspetto del rinnovo della parte economica del C.C.L. - prosegue la Uilcom - ribadiamo che questo si deve attenere a quelli che sono i dettami degli Accordi tra Governo e Parti Sociali che fissano criteri di rivalutazione economica salariali ben precisi. Proposte provenienti dalla Casinò S.p.A., diverse da questi riferimenti, saranno, come nostra consuetudine, sottoposte e tutti i Lavoratori che esprimeranno le loro necessarie e responsabili valutazioni. A tal scopo si ricorda che la scadenza del contratto dei tre Assistenti alla Direzione Giochi, garantirà a breve alla Casinò S.p.A. un risparmio consistente sul costo del personale. La Uilcom-Casinò si augura che in futuro non sia mai più realizzato un modello di Direzione dei Giochi così pletorico, costoso e poco equilibrato tra i settori produttivi, da noi sempre fortemente criticato. Invitiamo la Casinò S.p.A. a non cedere a qualsiasi condizionamento, posto in essere da qualsiasi entità e sotto qualunque forma, per il mantenimento di questo modello organizzativo che a nostro avviso non ha determinato nessun valore aggiunto, ed il calo continuo in questi anni degli introiti dei Giochi da Tavolo, esercitati dall’Azienda in regime di sostanziale monopolio, né è la chiara conferma. Il Piano di Impresa, nel quale sono indicate le linee guida del rilancio aziendale, da poco presentatoci dalla Casinò S.p.A., pone come condizione principale, per la sua attuazione, il conferimento di risorse economiche da parte della Proprietà".
"Riteniamo - va avanti la UilCom - che in questo periodo estremamente delicato, manifestato dalla crisi di incassi di tutte le Case da Gioco mondiali, la Proprietà debba svolgere senza ulteriori indugi la propria parte anche in virtù del fatto che da sempre usufruisce di ingenti risorse provenienti dagli incassi della Casa da Gioco cittadina. Invitiamo nuovamente gli attuali amministratori comunali tutti, con un senso di estrema responsabilità, soprattutto nei confronti della comunità locale che dalla Casa da Gioco trova giovamenti economici importanti, di dare vita tempestivamente ad ogni iniziativa atta a dotare dei mezzi finanziari occorrenti, reclutati sotto la forma ritenuta possibile, la Casinò S.p.A. per la realizzazione del loro Piano Industriale. Analogamente auguriamo che il Piano di Impresa consegnatoci, nei confronti del quale presenteremo a breve le nostre osservazioni, non sia, come in passato, un semplice ed obbligatorio strumento burocratico-amministrativo, ma un mezzo realmente concepito per l’ottenimento dei risultati prefissati e finalizzati al rilancio dell’Azienda più importante dell’intera Provincia".
"Infine vogliamo ricordare che - termina il sindacato - anche a tutti i Dipendenti della Casa da Gioco, indipendentemente dal valore economico dei salari di cui sono titolari la cui somma è ovviamente il risultato delle specificità tipiche del lavoro di un dipendente di Casinò, va riconosciuto il diritto di attuare tutte le politiche di salvaguardia del loro posto di lavoro e dei loro redditi. Va riconosciuto ai loro rappresentanti sindacali il diritto di legge di mettere in atto qualsiasi forma di lotta finalizzata agli obbiettivi predetti. I Lavoratori della Casa da Gioco hanno la capacità di esercitare continuamente la loro approvazione nei confronti delle organizzazioni sindacali che scelgono il dialogo ed il confronto costruttivo con i vertici aziendali, oppure lo scontro attraverso scioperi che già i Lavoratori stessi potrebbero riconoscere strumentali. I Dipendenti sanno perfettamente valutare se in un momento di grave crisi come quello corrente sia preferibile il continuo confronto dei propri rappresentanti con i vertici aziendali, mai in passato così assiduo come in questi ultimi mesi, oppure l’astensione dal lavoro proclamata da altri rappresentanti, per il raggiungimento degli stessi obbiettivi. L’identikit che spesso si delinea dei Lavoratori della Casa da Gioco, ritenendoli così lontani dalle attuali problematiche della quotidianità, come se vivessero in qualche mondo parallelo, è quanto di più sbagliato si possa sostenere poiché non corrisponde in alcun modo a quella che è la realtà oggettiva dei fatti".





