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Politica | 04 marzo 2011, 15:30

Possibile chiusura dei 'piccoli' comuni: intervento del Sindaco di Dolceacqua

Fulvio Gazzola: "Sembrerebbe che la chiusura dei Piccoli Comuni sia la soluzione ideale per diminuire i costi della politica e dei servizi".

Fulvio Gazzola

Fulvio Gazzola

"Sembrerebbe che la chiusura dei Piccoli Comuni sia la soluzione ideale per diminuire i costi della politica e dei servizi; sento dibattiti e leggo interviste su proposte politiche che vanno nella direzione della chiusura dei Piccoli Comuni, il più delle volte fatte da persone che non ne hanno mai amministrato uno e che quindi non possono conoscere queste realtà. Intanto vorrei sottolineare come queste dichiarazioni vengono fatte in uno Stato in cui i Comuni ne hanno fatto la Storia e determinato la Sua crescita e sono stati la base fondamentale per la creazione dell’Unità d’Italia".

Lo scrive il Sindaco di Dolceacqua, Fulvio Gazzola che interviene sulla possibilità di 'chiusura' dei piccoli Comuni. "Pur essendo Sindaco di una delle realtà più grandi dell’entroterra ligure - prosegue Gazzola - con una crescita demografica ed economica se pur lenta ma costante, e probabilmente in grado di far fronte più facilmente a tanti problemi, mi sento in dovere di esprimere la mia contrarietà a queste affermazioni e la solidarietà a chi Amministra i Comuni più piccoli. Non concordo nell’ eliminare il primo elemento di contatto tra il cittadino e lo Stato quando ci sono un numero elevato di Enti “intermedi” che sostengono costi notevolmente più onerosi, la cui decurtazione di una piccola percentuale dei loro costi, equivarrebbe ad un risparmi molto più elevato che non intervenire sulla chiusura dei Piccoli Comuni. Il Consiglio Comunale di un Piccolo Comune costa all’anno come un singolo Amministratore di un Comune più grande. I costi che sostengono i Comuni per i loro amministratori non coprono minimante le spese che questi sostengono nel loro mandato. Il più delle volte le spese telefoniche, di viaggio, di materiale, vengono sostenuti direttamente da questi 'volontari della politica' ed in molti casi, proprio per evitare costi ai Comuni, svolgono anche funzioni di operai. Togliere il 20% degli Amministratori, decurtare del 10% gli emolumenti di questi, non può essere usato come strumento per dichiarare che sono stati fatti i 'tagli ai costi della politica', se mai sono un danno ed un aumento dei costi stessi. Chiudere un Comune vuol dire spegnere un presidio sul territorio, annientare una risorsa di controllo e di mantenimento del territorio e dei nuclei abitativi che svolgono una importante ed insostituibile azione di salvaguardia, proprio a favore dei paesi della costa; ma di questo ce ne ricordiamo solo durante le alluvioni o gli incendi boschivi. Oltre alla perdita di tradizioni, di storia, di cultura dalla quale invece dovremmo trarre insegnamento per il futuro e preservare con cura. Un presidio sul territorio costituisce uno fondamentale riferimento identitario ed una concreta condizione di tenuta e coesione della comunità locale. Senza parlare dell’importante aspetto turistico che questi Paesi su tutto il territorio nazionale. E’ vero, ci sono Comuni con meno di 100 abitanti e molti altri con meno 500 e su questi condivido che sia opportuno fare degli interventi, ma non di chiusura, ma di una gestione diversa delle risorse e dei servizi. Allora, non solo a parole, ma con fatti concreti, attraverso leggi e finanziamenti, occorre promuovere l’esercizio delle Convenzioni o delle Unioni per far sì che nascano le gestioni associate. E’ importante valorizzare l’esperienza delle forme di cooperazione per la gestione delle funzioni e costruire sistemi a rete di servizi e funzioni, dove ogni parte, ogni Comune, abbia un suo ruolo autonomo da svolgere contestualmente alla condivisione di servizi e funzioni unificati. Si tratta di acquisire una nuova identità territoriale dell’Unione o dell’Associazione nel contesto delle aree vaste. La condizione è che questa funzione sia loro riconosciuta in un patto territoriale chiaro con i Comuni più popolosi, con le Province, con la Regione in modo tale che si eviti la loro marginalizzazione e si calibrino le perequazioni nell’ambito del federalismo fiscale e degli accordi sulla regolazione della spesa. In questi termini i Piccoli Comuni rappresentano una risorsa di presidio territoriale e democratico, di legante e riequilibratore che mantiene la varietà delle identità territoriali. Certo, più semplice sarebbe riunire tutti sulla costa, attorno alle principali arterie stradali e così sarebbe più semplice e meno oneroso affrontare i problemi della sanità, dei trasporti, delle scuole, e tutti gli altri servizi. Si otterrebbe con facilità un risparmio economico, ma fino a quando le attuali risorse non saranno più sufficienti ed allora occorrerà di nuovo tagliare. La strada non è quella di tagliare solo i costi ma di costruire un percorso virtuoso, una nuova politica dell’amministrazione pubblica; certo è un percorso più difficile, più impegnativo, ma è proprio questo il ruolo che la politica deve svolgere, ed questo l’impegno che deve impegnarsi a svolgere ogni persona eletta in qualsiasi ruolo istituzionale ella ricopre".

Carlo Alessi

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