/ Politica

Politica | 04 marzo 2011, 07:11

Imperia: Zagarella e Verda sul 'Capannone' parafrasando Govi: "Che faccia, Gigia!"

"Il provvedimento non si pronuncia sull'abuso perché l'abuso c'è. Si pronuncia sul permesso di costruire in variante e lo respinge. E' diverso. Sull'abuso (che c'è) si esprimeranno altri".

Imperia: Zagarella e Verda sul 'Capannone' parafrasando Govi: "Che faccia, Gigia!"

"Come diceva il buon Govi 'Che faccia, Gigia!'. La Regione non approva la variante per la parte capannone e la Porto di Imperia, impeccabilmente solidale con Acquamare, si affretta a specificare che detto provvedimento darebbe loro ragione circa l'assenza di abuso. Il provvedimento non si pronuncia sull'abuso perché l'abuso c'è. Si pronuncia sul permesso di costruire in variante e lo respinge. E' diverso. Sull'abuso (che c'è) si esprimeranno altri".

Lo scrivono Paolo Verda e Giuseppe Zagarella Consiglieri Comunali del PD ad Imperia, che proseguono: "Per citare illustri perizie il capannone è abusivo dal punto di vista urbanistico, paesaggistico, ambientale e demaniale. Tanto che la Porto di Imperia presentò istanza di sanatoria (sanatoria di cosa se non vi fosse stato abuso?), procedura peraltro di dubbia legittimità su demanio. Sulla questione volumi la situazione è molto chiara: per la Porto di Imperia e l'Acquamare, e per i loro legali, parrebbe sostenibile il concetto di 'coitus interruptus' in urbanistica... ovvero 'se l'abuso non è terminato non costituisce abuso'. Il concetto è quantomeno stravagante, interessante argomentazione per future elucubrazioni di giurisprudenza, tanto più su demanio, e per chiarezza il capannone progettato da loro ('interruptus'...) supera di circa 4500-5000 metri cubi (a secondadelle differenti versioni e metodologie di calcolo...) l'autorizzato e fa sforare anche i volumi massimi ammessi dal PRP (come detto nelle carte da loro e dal loro progettista e dal Comune di Imperia). Questo è quanto, al di là delle incredibili facce toste dimostrate in questi anni dagli amministratori di entrambe le società. Siamo però lieti di scoprire che dopo anni di 'muro di gomma' si dicano pronti ad ottemperare pienamente e rapidamente alla rimozione del manufatto abusivo (rimozione e non 'rimodellazione' perché il vecchio capannone approvato era differente per forma, tipologia, sagoma, materiali di costruzione e materiali di finitura). Ne siamo lieti perché ne guadagnerà certamente la città tutta, visto che quello 'scatolone' è orribile, senza se e senza ma. Siamo certi che troveranno luogo idoneo, altrove, per collocare il prefabbricato abusivo. Spieghino invece perché, invece di farci perdere tutto questo tempo, non abbiano con uguale sollecitudine provveduto a rimuoverlo 2 anni fa, evitando di creare danno alla città, agli operatori, alla cantieristica".

Carlo Alessi

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A NOVEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium