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Politica | 10 dicembre 2010, 16:08

Porto di Imperia: nuovo lungo intervento di Pasquale Indulgenza (PRC)

Porto di Imperia: nuovo lungo intervento di Pasquale Indulgenza (PRC)

Nuovo intervento di Pasquale Indulgenza (PRC) sul porto di Imperia:

"Nonostante il misurato e civilissimo tenore politico delle dichiarazioni degli esponenti dell'Opposizione cittadina, che tutti hanno potuto riscontrare, il Sindaco Strescino leva contro gli stessi accuse di 'sciacallaggio' e 'killeraggio', dicendosi persino 'disgustato' dal loro comportamento, che sempre a suo dire sarebbe esclusivamente volto a speculare malignamente, sul porto come sul caso Lanteri. Poiché faccio parte dell'Opposizione, mi domando se colui che è stato scelto come Sindaco di Imperia si renda ben conto del significato delle parole che usa. L'esponente del PdL locale, sempre più chiaramente affetto dalla 'sindrome di Berlusconi', malattia che ad ogni  esternazione provoca un'enormità, si dice 'stanco' per le malefatte dell'Opposizione. Posto che il suo compito istituzionale non è quello di duellante con il 'partito dell'Opposizione', ma l'esercizio di una carica pubblica che risponde ad un intero consiglio comunale, si convinca, siccome non gli ha ordinato il dottore di fare il sindaco, che forse è il caso di riposare un pò e lasci il suo impegnativo ufficio, come già avevo chiesto dopo aver appreso della 'gloriosa' performance dal palco (forse quella, tale da suscitare un pò di disgusto....) durante la manifestazione pro Scajola.  Ad ogni buon conto, se il 'primo cittadino' - che malgrado l'evidenza disconosce la correttezza, la serietà  e la propositività dell'Opposizione cittadina - vuole misurarsi su scelte, contenuti e programmi, sono ben disponibile a confrontarmi con lui nella sede pubblica ritenuta. Così vedremo  quale sostanza c'è dietro le parole e le invettive criminalizzanti e offensive. Ritengo infatti che sia sempre più evidente e consistente  lo scarto che passa tra la sovrabbondanza  dei consensi elettorali della Destra locale e la capacità dell'uomo di guidare l'amministrazione di un comune che non è esattamente un piccolo villaggio e di rappresentare adeguatamente l'intera  città e il suo pluralismo sociale, culturale e politico.
Nel contempo, ribadisco il nostro pensiero e i nostri giudizi:
- i vertici della "Porto di Imperia", tra inchieste, denunce, ispezioni e avvisi di garanzia, dovrebbero ritirarsi subito per una chiarissima ragione di etica pubblica e il Comune, parte in causa, dovrebbe senz'altro esigere ciò, come chiedo nella mia mozione;
- il vicesindaco Lanteri, accusato in un'aula giudiziaria di concussione,  non dovrebbe autoassolversi, dicendosi certo della propria innocenza, come oggi va tanto di moda all'interno di un ceto politico che 'se la suona e se la canta' - posto che non è stato già condannato dagli avversari politici - e, per dirla con Totò, essendo quella richiesta nei suoi confronti una misura cautelare, dovrebbe avere la sensibilità istituzionale e il buon gusto di rinunciare a tutti i suoi incarichi  (e non già solo, eventualmente, a quello di assessore, come ipotizza l'ineffabile sindaco di Imperia!).
Chiedo anche ai cittadini imperiesi di riflettere su un paradosso che si sta facendo insostenibile nella sua volgarità: se  la magistratura  produce un avviso di garanzia a carico di un amministratore o esponente politico, lo stesso è definito subito 'un atto innanzitutto a favore dell'inquisito'  tipico di una democrazia liberale e garantista; se la stessa magistratura, invece, propone - a seguito di un'inchiesta o di esiti dibattimentali- l'interdizione dai pubblici uffici per motivi intrinsecamente gravi (a meno di non volerne mettere contraddittoriamente in dubbio la serietà dell'operato), essa allora fa un qualcosa che potrà trovare riscontro nell'azione dell'istituzione politica, stando al sublime ragionamento del sindaco di Imperia, solo se i giudici 'costringeranno' a farlo con una ingiunzione!"

Carlo Alessi

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