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INFERMIERE E SALUTE | domenica 18 giugno 2017, 06:00

Federico Caligaris Cappio, Direttore Scientifico di AIRC, fa il punto sulla lotta al cancro

Complessivamente, nel nostro Paese ogni giorno circa 1.000 persone ricevono una nuova diagnosi di cancro

Questa settimana abbiamo un'intervista di eccellenza  a Federico Caligaris Cappio, Direttore Scientifico di AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.

 

- Cos'è L'AIRC e di cosa si occupa

Grazie alla fiducia di 4,5 milioni di sostenitori, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro è il principale finanziatore privato della ricerca oncologica in Italia. Nel solo 2017 AIRC ha investito 102 milioni di euro per 602 progetti di ricerca e 78 borse di studio. Circa 5.000 ricercatori stanno così lavorando per rendere il cancro sempre più curabile, in laboratori di università, ospedali e istituzioni in tutta Italia, prevalentemente in strutture pubbliche, con un beneficio tangibile per i sistemi della ricerca e della sanità del nostro Paese.

Oltre a sostenere progetti scientifici innovativi, AIRC diffonde l’informazione scientifica, promuove la cultura della prevenzione nelle case, nelle piazze e nelle scuole, ponendosi come punto di riferimento e fonte autorevole per la collettività.

 

- quando è stata fondata e da chi?

L’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro nasce nel 1965 su iniziativa di alcuni soci fondatori, tra i quali Giuseppe Della Porta e Umberto Veronesi. Grazie a loro, con AIRC nacque in Italia la prima associazione non-profit per il finanziamento della ricerca scientifica, interamente sostenuta dalle donazioni dei privati e dei singoli cittadini, ispirata a un modello diffuso negli Stati Uniti portato per la prima volta nel nostro Paese.

 

- Che numeri abbiamo in Italia di persone malate di cancro?

Complessivamente, nel nostro Paese ogni giorno circa 1.000 persone ricevono una nuova diagnosi di cancro. Si stima che nel 2016, in Italia, siano stati diagnosticati 365.800 nuovi casi, di cui 189.600 (54%) negli uomini e 176.200 (46%) nelle donne.

In Italia vivono circa 3 milioni di persone che hanno avuto una precedente diagnosi di tumore*.  

 

- Quanto è importante la prevenzione?

Si stima che circa il 20-30% dei tumori possa essere prevenuto sottoponendosi con regolarità a visite ed esami di screening e adottando stili di vita corretti, come abolire il fumo, alimentarsi in modo corretto, svolgere una regolare attività fisica, evitare l’esagerata esposizione ai raggi solari senza adeguata protezione.

Il cibo che consumiamo rimane uno dei fattori di rischio più importanti, dopo il fumo e prima della sedentarietà: secondo l’American Institute for Cancer Research tre tumori su dieci sono prevenibili con una sana alimentazione. L’esercizio fisico regolare, come dimostrato da numerose ricerche, diminuisce del 20-40% il rischio di tumore al colon, all’endometrio e del polmone, oltre a contribuire alla prevenzione del cancro al seno.

Per approfondimenti:

http://www.airc.it/prevenzione-del-tumore/cosa-vuol-dire-prevenire.asp

http://www.airc.it/prevenzione-tumore/per-tutti/codice-europeo-contro-il-cancro/

 

- Qual è la percentuale di guarigione oggi per chi si è ammalato?

Grazie ai progressi della ricerca nell’ambito della prevenzione, della diagnosi precoce e della cura, in Italia la sopravvivenza a cinque anni è migliorata rispetto al quinquennio precedente sia per gli uomini (55%) che per le donne (63%)*, ponendo il nostro Paese al vertice in Europa per numero di guarigioni.

 

-  Mi fa qualche esempio di come AIRC investe le donazioni?

Le risorse stanziate da AIRC e FIRC garantiscono ai ricercatori italiani il sostegno continuativo necessario per la lotta contro il cancro. Per vincere questa sfida da tempo siamo impegnati a far crescere una nuova generazione di scienziati, per cui abbiamo studiato percorsi di formazione in Italia e all'estero, creando le condizioni per farli rientrare nel nostro Paese. Agli scienziati di maggior valore sono poi dedicati programmi che offrono un contributo continuativo ma selezionato per merito, che è in grado di sostenere il lungo procedere che porta ai grandi risultati scientifici. Fra i progetti più ambiziosi ve ne sono almeno 14 finanziati grazie agli oltre 1,6 milioni di italiani che ogni anno decidono di destinare ad AIRC il loro 5 per mille. Si tratta di programmi che vedono all'opera il meglio della ricerca oncologica italiana, con l'obiettivo di identificare terapie più efficaci e nuovi strumenti di prevenzione e diagnosi precoce.

Per approfondimenti:

http://www.airc.it/finanziamenti/

http://www.programmi5permille.airc.it/

 

- La ricerca: il punto di partenza di tutto

La ricerca scientifica è una delle protagoniste della lotta quotidiana di medici e ricercatori per sconfiggere il cancro, e in essa sono riposte le speranze di migliaia di pazienti. La ricerca scientifica è infatti la via maestra per arrivare a identificare le caratteristiche molecolari specifiche del singolo tumore e poter scegliere la terapia individualmente più adeguata per il singolo paziente.

Da  quando è nata AIRC, più di cinquant’anni fa,  la ricerca oncologica ha fatto passi da gigante.

L’avere affrontato il problema cancro attraverso la ricerca, studiando i meccanismi alla base della cellula tumorale e della sua deviazione dalla normalità e riuscendo poi a tradurne i risultati in reali benefici per i pazienti, ha portato a importanti successi. Oggi infatti disponiamo di cure che assicurano per alcuni tipi di tumore la guarigione o la possibilità di convivervi a lungo: per alcuni, ma purtroppo non (ancora) per tutti.

Per arrivare un giorno a sconfiggere il cancro, l’Associazione finanzia i migliori ricercatori oncologici italiani, selezionando i loro progetti secondo un severo processo di valutazione, attuato con il metodo internazionale del peer review: una squadra di circa 600 revisori, prevalentemente internazionali, garantisce in modo rigoroso, imparziale e trasparente che i progetti scelti per il finanziamento siano di altissimo livello scientifico.

 

- Secondo lei, ed in tutta franchezza, la ricerca deve continuare ad essere fatta su cavie animali o si può superare questo, effettuando test alternativi?

Seguiamo con grande attenzione le evoluzioni della ricerca sui metodi alternativi, poiché siamo a favore dell’uso di qualsiasi metodo alternativo che sia accettato e validato dagli organismi di controllo della ricerca biomedica. Il problema è che i metodi alternativi attendibili e sicuri oggi disponibili sono pochissimi e non sostituiscono del tutto la necessità di ricorrere agli animali. Ci sono piuttosto metodi “complementari”, in grado di limitare l’uso di animali in alcuni specifici casi, in alcune fasi della ricerca e nell’ambito dei limiti imposti dalla loro attendibilità scientifica e dalle normative vigenti. I metodi complementari, quando sono validati, sono già preferiti agli animali.

In Europa sono attualmente in corso investimenti per circa mezzo miliardo di euro per la ricerca di metodi complementari all’uso degli animali nella ricerca. Tuttavia, i risultati non dipendono solo dagli investimenti, ma anche dai limiti tecnologici e delle conoscenze attuali, che non permettono, a oggi, di riprodurre con dei modelli parziali o predittivi la complessità di un essere vivente, data per esempio dall’interazione tra i diversi tessuti, organi e apparati.

Per conoscere nel dettaglio la posizione di AIRC su questo tema: http://www.airc.it/ricerca-oncologica/sperimentazione/animale/

 

 

*fonte dei dati: I numeri del cancro in Italia, 2016 a cura di AIRTUM e AIOM

 

 

Ringraziamo il Dottor Caligaris per il prezioso tempo dato al nostro giornale ed ai nostri lettori, e a tutti coloro che sostengono AIRC, che mettono il loro tempo a disposizione per la ricerca e la cura delle malattie oncologiche, ed un abbraccio sincero da parte mia a tutti i pazienti, grandi e piccoli che in questo momento stanno lottando per avere la meglio su questa malattia sempre più guaribile : Cancro 0, Genere Umano 1.

 

Scrivete a: 

salute@sanremonews.it

 

 

Disclaimer:

Tutti gli articoli redatti dal sottoscritto, si avvalgono dei maggiori siti e documenti basati sulle evidenze, ove necessario sarà menzionata la fonte della notizia: essi NON sostituiscono la catena sanitaria di controllo e diagnosi di tutte le figure preposte, come ad esempio i medici. Solo un medico può effettuare la diagnosi ed approntare un piano di cura.

Le fonti possono non essere aggiornate e allo stato dell’arte possono esservi cure, diagnosi e percorsi migliorati rispetto all’articolo.

Immagini, loghi o contenuti sono proprietarie di chi li ha creati, chi è ritratto nelle foto ha dato il suo consenso implicito alla pubblicazione.

Le persone intervistate, parlano a titolo personale, per cui assumono la completa responsabilità dell’enunciato, e dei contenuti.

Il sottoscritto e Sanremonews in questo caso non ne rispondono.

Compito dell’infermiere è la somministrazione della cura, il controllo dei sintomi e la cultura all’ Educazione Sanitaria.

Roberto Pioppo

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