"La problematica premi di preparazione non esiste se non nella convinzione delle persone in quanto si tratta esclusivamente di una regola stabilita dalla Federazione e non dai singoli soggetti".
La Carlin’s Boys, con il suo presidente Lucio Castagno, interviene al fine di fare chiarezza, nei confronti del mondo sportivo, e non, in relazione all’argomento. "La scelta del club matuziano è quella di confrontarsi esclusivamente con Società calcistiche e non riconosce interlocutori diversi quali procuratori e famiglie – dice il club nerazzurro -. Nel contempo la Carlin’s intende rapportarsi con sodalizio che mantengano un comportamento chiaro, onesto e cristallino. Da parte nostra - continua la dirigenza - c’è la disponibilità a trattare con qualsiasi Società professionistica, e non, nell’esclusivo interesse dei ragazzi. Al fine di stemperare le tensioni del momento, visto il grande impegno profuso in questi giorni nell’allestimento della 53a edizione del Torneo Internazionale di Calcio che decollerà a fine mese, qualsiasi trattativa a dopo il 23 agosto. Vogliamo fare chiarezza - conclude la dirigenza 'carlina' - sul concetto che non è la Carlin’s Boys a frapporsi alla volontà dei giocatori di prendere parte a campionati professionistici, concetto per il quale il club ha sempre lavorato come testimoniano le innumerevoli richieste ricevute per i nostri giovani, bensì un’azione di tutela nei confronti del lavoro svolto in questi anni dallo staff tecnico e dirigenziale, attraverso allenatori, collaboratori, dirigenti e proprietà, come specificato con precisione nelle norme federali".







