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In Breve

CONTROMANO DI GIAREVEL | 15 luglio 2010, 08:50

Spegniamo le cosche: stasera la fiaccolata a Sanremo

Spegniamo le cosche: stasera la fiaccolata a Sanremo

Attentati incendiari, rapporti sempre più stretti tra politica e malavita organizzata, discariche abusive che continuano ad operare nonostante palesi violazioni della legge. Aggressione sospetta dell'edilizia sul territorio. Sembra la cronaca di un'area lontana e irrimediabilmente compromessa, un ipotetico lontano 'Sud', dove le cose si sa, vanno così e lo stato, debole, si limita a contenere i danni. Invece è ciò che leggiamo tutti i giorni sui giornali. Locali e non, visto che la cosa sta assumendo dimensioni nazionali. Il Ponente ligure si trova di fronte a un momento delicato della sua storia: o si cede al brigantaggio legalizzato, alla legge del più forte e del più furbo, ai soprusi di chi può su chi non può, oppure è ora di risollevarsi in qualche modo, di tirarsi su, di riscoprire l'onestà dei suoi abitanti.

 

Qualcuno lo fa, qualcosa si muove. Finalmente. Stasera a Sanremo, con partenza da piazza Colombo, ci sarà la Fiaccolata delle legalità. Organizzata da Libera Liguria, con la partecipazione di Anpi, Arci Legambiente e molte altre sigle riunite contro le mafie, ma anche semplici cittadini che sono stanchi del clima creatosi da Diano Marina a Ventimiglia. E' la prima vera reazione della società civile alla situazione in corso che qualcuno aspettava da tempo, almeno fino dalla proposta dei carabinieri di sciogliere il consiglio comunale di Bordighera per le infiltrazioni della camorra. Almeno da quando s'è scoperto che alcuni politici sono stati appoggiati nella loro campagna elettorale da esponenti di cosche o 'ndrine: meglio abituarsi a questa parola, è entrata di ufficio nel dialetto ligure.

 

E' una protesta contro un modo di fare, chi sfrutta i sotterranei delle istituzioni per ottenere favori a danno di tutti, chi mantiene il potere accordandosi direttamente coi politici, senza partecipare alle strutture della democrazia ma minandole dall'interno. Ma anche contro una mentalità diffusa, anche contro chi tutto questo sa e non dice nulla, chi trae più vantaggi dal silenzio. Continuando, di fatto, a manterere lo stato di cose. Perchè lottare contro le mafie non vuol dire soltanto fare il conto, la statistica, degli arresti e dei sequestri: bisogna cambiare il sostrato che favorisce la loco comparsa, come per una vera e propria epidemia della società.

 

E la protesta può avvenire in vari modi, con una fiaccolata, con la satira, con lo sberleffo: come i giovani della Talpa e l'orologio che con Legambiente organizzeranno per giovedì il 'Funerale del territorio'. Dopo la cementificazione, l'inquinamento, le discariche abusive (come il caso di Rocca Croaire a Castellaro), anche il territorio della riviera è morto, tuttalpiù moribondo. Ne danno il triste annuncio i giovani, quelli a cui esso verrà lasciato in eredità, condannati a vivere tra scempi in terra e in mare, costretti ad andarsene per l'assenza di posti di lavoro, appena solleticati da progetti megniloquenti di porticciuoli, campi da golf e resort, fraintendimento di uno sviluppo senza progresso. La provocazione è da sempre un modo per risvegliare le coscenze sopite da anni di compromessi e troppi bocconi amari ingoiati. Da cittadini, non possiamo limitarci ad andare a fare la spesa e guardare attorno a noi il territorio che muore.

Giacomo Revelli

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