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Politica | 03 novembre 2026, 08:27

Fratelli d’Italia Imperia replica ai Giovani Comunisti: "Meno propaganda, più studio. Meno ideologia, più responsabilità"

Il Coordinamento provinciale del partito interviene sui temi del caro affitti, della spesa, dell’energia e del lavoro: "Non si può attribuire ogni responsabilità al Governo Meloni, dimenticando le scelte delle amministrazioni locali e dei precedenti governi"

Fratelli d’Italia Imperia replica ai Giovani Comunisti: "Meno propaganda, più studio. Meno ideologia, più responsabilità"

Il Coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia Imperia interviene nel dibattito politico dopo la replica dei Giovani Comunisti e di Rifondazione Comunista, contestando le loro posizioni sui principali problemi economici e sociali che interessano il Paese. Al centro dell'intervento ci sono il caro affitti, l'aumento del costo della vita, l'energia e il lavoro. Secondo il partito, la lettura proposta dalle forze di sinistra sarebbe troppo concentrata sulle responsabilità dell'attuale Governo, senza considerare adeguatamente quelle delle amministrazioni locali e dei precedenti esecutivi. "Ancora una volta, la loro ricetta per affrontare i problemi del Paese sembra essere quella di attribuire ogni responsabilità al Governo Meloni", osserva il coordinamento, definendo questa impostazione poco convincente.

Partendo dall'emergenza abitativa, Fratelli d'Italia riconosce che il costo degli affitti rappresenta un problema concreto per le nuove generazioni, ma invita a guardare anche alle responsabilità dei Comuni. Vengono citate Milano, Roma, Napoli, Bologna, Firenze e Genova, città amministrate da sindaci e maggioranze di centrosinistra, alle quali il partito chiede conto delle politiche urbanistiche, della gestione del patrimonio abitativo e della disponibilità di alloggi per studenti e residenti. Nel comunicato si sottolinea inoltre come una parte dei proprietari preferisca destinare gli immobili agli affitti brevi e alle attività ricettive, anche per ragioni di convenienza economica. Una scelta che, secondo Fratelli d'Italia, non può essere considerata di per sé illegittima, ma che contribuisce a ridurre l'offerta di abitazioni disponibili per lavoratori e studenti.

Il coordinamento richiama quindi le competenze delle amministrazioni comunali nella pianificazione urbanistica, nella regolamentazione degli usi del territorio e nei procedimenti amministrativi relativi alle attività ricettive, nei limiti delle normative nazionali e regionali. Sul fronte delle politiche abitative, viene inoltre rivendicato il Piano Casa del Governo Meloni, che, secondo quanto riportato nel comunicato, prevede oltre 10 miliardi di euro di risorse e l'obiettivo di rendere disponibili 100mila alloggi nell'arco di dieci anni, attraverso il recupero del patrimonio pubblico, l'edilizia sociale e la costruzione di nuove abitazioni a prezzi accessibili.

Altro capitolo è quello del caro spesa. Fratelli d'Italia contesta alle forze di sinistra una memoria selettiva sulle responsabilità delle politiche economiche degli anni passati, richiamando il modello di globalizzazione e delocalizzazione che avrebbe contribuito a indebolire alcuni comparti produttivi nazionali. "Si è guardato alla delocalizzazione come a un'opportunità, si è favorito un modello nel quale il prezzo più basso sembrava essere l'unico criterio di competitività e si è spesso trascurato il valore strategico delle produzioni italiane", sostiene il coordinamento. Nel ragionamento vengono richiamati anche i conflitti internazionali, dalla guerra in Ucraina alla crisi in Medio Oriente e al conflitto in Iran, come fattori che incidono sulle catene di approvvigionamento, sui costi delle materie prime e, di conseguenza, sui prezzi pagati dalle famiglie.

Per contrastare queste criticità, il partito rivendica l'azione dell'attuale esecutivo a sostegno della sovranità alimentare, delle imprese agricole e del Made in Italy. Viene citato in particolare il lavoro del ministro Francesco Lollobrigida sui tavoli europei, con l'obiettivo di ridurre gli oneri burocratici, tutelare le produzioni nazionali, garantire reciprocità nelle regole commerciali e condizioni di concorrenza più eque rispetto ai prodotti provenienti dai Paesi terzi. Nel comunicato viene ricordato anche il riconoscimento della cucina italiana, iscritta il 10 dicembre 2025 nella Lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO. Un risultato che, secondo Fratelli d'Italia, valorizza non soltanto le ricette, ma anche i produttori, le materie prime, le tradizioni e le comunità che custodiscono un patrimonio capace di generare opportunità economiche e occupazionali.

Sull'energia, il coordinamento provinciale riporta l'attenzione sulla scelta italiana di rinunciare al nucleare, mentre altri Paesi europei hanno continuato a investire in questa tecnologia. Una decisione che, secondo il partito, ha contribuito a determinare un sistema energetico meno equilibrato rispetto a quello di altre nazioni. Fratelli d'Italia precisa di non considerare il nucleare una soluzione sufficiente a risolvere da solo il problema delle bollette, ma ritiene legittimo interrogarsi sulle conseguenze di una rinuncia protratta per decenni. "Anche su questo, forse, sarebbe utile un confronto basato sui dati anziché sulle appartenenze ideologiche", è la posizione espressa nel documento.

Il tema del lavoro viene affrontato richiamando la necessità di leggere i dati occupazionali nella loro complessità. Per Fratelli d'Italia, liquidare ogni crescita dell'occupazione come un dato gonfiato o come una semplice conseguenza dell'innalzamento dell'età pensionabile sarebbe un'analisi superficiale. Il coordinamento ricorda inoltre che la precarietà non è nata nell'ottobre 2022 e che tra le riforme approvate dai precedenti governi figurano il Jobs Act e la riforma Fornero. Da qui una serie di interrogativi sulle condizioni necessarie per creare occupazione stabile, favorire le assunzioni, incentivare gli investimenti delle imprese e aumentare la produttività, considerata una delle condizioni fondamentali per una crescita duratura dei salari.

Nella parte conclusiva, Fratelli d'Italia rivolge un invito ai Giovani Comunisti ad approfondire maggiormente il funzionamento del mercato immobiliare, della fiscalità, del sistema energetico, della contrattazione e delle competenze dei diversi livelli istituzionali. Il messaggio politico è quello di spostare il confronto dalle contrapposizioni ideologiche alle proposte concrete. "I giovani hanno bisogno di imprese che investano, di agricoltori che possano continuare a produrre, di commercianti che possano tenere aperte le proprie attività, sperando di non trovarsi una vetrina rotta", si legge nel comunicato, che richiama anche il valore dell'identità nazionale e del Tricolore.

La presa di posizione si chiude con una rivendicazione delle priorità politiche del partito: lavoro, produzione, impresa, famiglia, identità e fiducia negli italiani. E con un messaggio diretto agli avversari politici: "Noi scegliamo il lavoro, la produzione, l'impresa, la famiglia, l'identità e la fiducia negli italiani. Meno propaganda, più studio. Meno ideologia, più responsabilità. Meno polemiche, più futuro". Per il Coordinamento provinciale di Fratelli d'Italia, l'Italia ha bisogno di giovani pronti a costruire il proprio futuro nel Paese, non soltanto a protestare contro chi lo governa.

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