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Eventi | 16 ottobre 2026, 07:05

Pippo Baudo, il padre dietro il volto della televisione: all'Ariston il racconto del figlio Alex tra ricordi e segreti di famiglia

Ieri pomeriggio, nella Sala Roof del teatro sanremese, la presentazione del libro “Papà, un amico di famiglia”. Un memoir che ripercorre la scoperta della paternità a trent'anni e restituisce un ritratto intimo del celebre conduttore, lontano dai riflettori

Non il Pippo Baudo che ha attraversato oltre mezzo secolo di televisione italiana, ma quello che, lontano dalle telecamere, era semplicemente un padre. È questa la prospettiva scelta da Alex Baudo nel libro Papà, un amico di famiglia, presentato ieri pomeriggio, giovedì 15 ottobre, nella Sala Roof 3 del Teatro Ariston di Sanremo. Un appuntamento che ha riportato il nome dello storico conduttore in uno dei luoghi più significativi della sua carriera, questa volta attraverso una storia personale fatta di affetti, legami familiari e verità rimaste a lungo nascoste.

L'incontro, organizzato da Nadia Schiavini, Mondadori Bookstore Imperia e Libreria Garibaldi Sanremo, insieme a Giunti Editore e in collaborazione con il Teatro Ariston, si è inserito nel calendario degli Aperitivi all'Ariston, il ciclo di appuntamenti che affianca alla programmazione teatrale e cinematografica incontri dedicati alla letteratura e alla cultura.

Al centro della presentazione, una vicenda familiare che per trent'anni ha avuto due identità differenti. Alex Baudo è infatti cresciuto credendo che suo padre fosse Tullio Formosa, marito della madre Marinella Adinolfi. Pippo Baudo, invece, era per lui una figura familiare, una presenza conosciuta fin dall'infanzia, con la quale aveva instaurato un rapporto di affetto e confidenza senza sapere quale fosse il legame che realmente li univa.

Soltanto all'età di trent'anni Alex ha scoperto che quell'uomo, fino ad allora considerato un amico di famiglia, era in realtà il suo padre biologico. Una rivelazione destinata a modificare la lettura di molti ricordi e a dare un significato nuovo a un rapporto già esistente.

Da quella scoperta è iniziato un percorso che ha portato al riconoscimento ufficiale della paternità e alla costruzione di un legame sempre più consapevole. È proprio questa dimensione a costituire il nucleo del memoir pubblicato da Giunti: non soltanto il racconto di un segreto familiare, ma la ricostruzione di un rapporto che ha attraversato gli anni prima ancora di essere riconosciuto per ciò che era.

Il libro sceglie così di allontanarsi dalla biografia pubblica del conduttore per concentrarsi sull'uomo. Alex Baudo restituisce l'immagine di un padre affettuoso e ironico, capace di creare rapporti spontanei con le persone e di mettere a proprio agio chi gli stava accanto. Una figura distante, almeno nella prospettiva narrativa, dall'autorevolezza del presentatore che ha segnato la storia dello spettacolo italiano.

La scelta di presentare il volume proprio a Sanremo assume un significato particolare. Pippo Baudo ha infatti legato indissolubilmente il proprio nome al Festival della Canzone Italiana, conducendone tredici edizioni, un primato che ne testimonia il ruolo centrale nella storia della manifestazione. L'Ariston, per decenni teatro delle sue apparizioni più celebri, è diventato così lo scenario di un racconto che ne esplora un lato meno conosciuto.

Un cambio di prospettiva che rappresenta anche l'aspetto più significativo dell'opera: il personaggio pubblico lascia spazio a una vicenda nella quale la notorietà passa in secondo piano rispetto alle domande sull'identità, alla complessità dei rapporti familiari e alla possibilità di ricostruire nel tempo legami che sembravano avere una natura diversa.

La presentazione ha inoltre proseguito il percorso degli Aperitivi all'Ariston, che già a settembre avevano ospitato la scrittrice Laura Imai Messina per un incontro dedicato alla letteratura e al suo rapporto con il Giappone.

Con il libro di Alex Baudo, l'iniziativa ha riportato al centro una figura profondamente legata alla storia di Sanremo, scegliendo però di raccontarla attraverso una prospettiva differente da quella abituale. Non le grandi conduzioni, gli ascolti o i momenti entrati nella memoria televisiva del Paese, ma il rapporto tra un padre e un figlio, nato molto prima che entrambi potessero riconoscerlo apertamente.

Andrea Musacchio

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