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Politica | 13 ottobre 2026, 18:07

DCA, nell’Imperiese fino a 40 giorni per una prima visita. Ioculano (PD): "Servono fondi strutturali e tempi uniformi"

Il consigliere regionale dopo la risposta della Giunta all’interrogazione sul Fondo nazionale per i disturbi del comportamento alimentare: "Nello Spezzino si attende da 7 a 15 giorni, le differenze territoriali vanno ridotte"

DCA, nell’Imperiese fino a 40 giorni per una prima visita. Ioculano (PD): "Servono fondi strutturali e tempi uniformi"

Fino a 40 giorni di attesa per una prima visita per un disturbo del comportamento alimentare (DCA) nell’Imperiese, contro i 7-15 giorni registrati nello Spezzino. È la differenza evidenziata da Enrico Ioculano, vicepresidente della commissione Sanità e consigliere regionale del Partito Democratico, dopo la risposta della Giunta alla sua interrogazione sul taglio al Fondo nazionale destinato ai disturbi del comportamento alimentare. Un divario significativo nei tempi di accesso alle cure che, secondo l’esponente dem, richiede interventi concreti per garantire maggiore uniformità tra i territori liguri. La questione riguarda un ambito sanitario particolarmente delicato, anche alla luce dell’aumento dei casi registrato negli ultimi anni e dell’abbassamento dell’età di esordio dei disturbi.

Nel dettaglio, l’assessore regionale ha indicato tempi medi di attesa differenti nelle quattro aree sanitarie liguri: circa 40 giorni nell’Imperiese, 15 giorni nell’area 2, 25 giorni nell’area 3, tra 20 e 30 giorni nell’area 4 e tra 7 e 15 giorni nello Spezzino. La Giunta ha inoltre chiarito che la prima visita coincide con la presa in carico del paziente, assicurando che la Regione si attiverà in Conferenza per chiedere risorse strutturali. "Poiché prima visita e presa in carico coincidono, quei giorni sono il tempo di accesso alle cure", sottolinea Ioculano, evidenziando come le differenze tra le diverse aree della Liguria incidano direttamente sulla possibilità di ottenere una risposta sanitaria.

Il consigliere regionale richiama anche l'evoluzione del fenomeno negli ultimi anni. "I casi sono aumentati in modo molto consistente dopo il Covid e l'età di esordio si abbassa: servono tempi più omogenei tra i territori", dichiara, chiedendo che l’organizzazione dei servizi sia accompagnata da risorse adeguate e da una programmazione capace di rispondere ai bisogni dei pazienti. Ioculano condivide la richiesta della Regione di ottenere finanziamenti strutturali, ma ritiene necessario chiamare in causa anche il Governo, affinché vengano garantiti strumenti stabili per sostenere la rete pubblica dedicata ai disturbi alimentari.

Nel mirino c’è soprattutto la disponibilità dei fondi nazionali. Secondo quanto evidenziato dal consigliere, il Governo ha sospeso i 10 milioni di euro previsti dalla legge 18/2024, mentre per il triennio 2025-2027 sono stati lasciati soltanto 500 mila euro all’anno a livello nazionale, destinati a campagne di comunicazione. Risorse che, secondo Ioculano, non sarebbero sufficienti a rafforzare concretamente i servizi territoriali, attraverso l’assunzione di personale e il potenziamento delle strutture dedicate alla diagnosi e alla cura. "Le misure temporanee spesso non riescono a portare le risorse a terra, perché mancano tempi e strumenti per utilizzarle, e finiscono per essere una forma di disimpegno", afferma, sottolineando la necessità di finanziamenti continuativi e di interventi in grado di produrre risultati concreti.

Un altro punto sollevato riguarda l’ampliamento delle prestazioni in esenzione previste dai Livelli essenziali di assistenza (LEA). L’estensione da 16 a 32 prestazioni, annunciata dal ministro della Salute Orazio Schillaci nel gennaio 2024, non è stata realizzata. Per Ioculano, le iniziative di sensibilizzazione rappresentano uno strumento utile, ma non possono sostituire una rete sanitaria in grado di intervenire tempestivamente e accompagnare i pazienti lungo il percorso di cura. Personale, servizi e diagnosi precoce sono, secondo il consigliere, gli elementi indispensabili per affrontare un problema che coinvolge sempre più persone e fasce d’età giovani.

Ioculano annuncia infine l’intenzione di riportare il tema all’attenzione della commissione Sanità regionale, con l’obiettivo di approfondire l’andamento dei disturbi del comportamento alimentare in Liguria e individuare le aree che necessitano di interventi prioritari. "Le campagne di comunicazione non bastano: servono servizi, personale e diagnosi precoce", conclude. "Chiederò di riprendere il tema in commissione, per misurare l'evoluzione del fenomeno in Liguria e capire dove intervenire per primi, a partire dai territori con le attese più lunghe". L’Imperiese, con una media indicata di circa 40 giorni per la prima visita, è tra le aree sulle quali concentrare l’attenzione per ridurre i tempi e rendere più omogeneo l’accesso alle cure.

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