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Cronaca | 13 ottobre 2026, 07:00

Bordighera, 27 capre uccise in venti giorni a Borghetto San Nicolò: Russo (FdI) chiede più tutele per gli allevatori

La consigliera regionale ha presentato un ordine del giorno per rafforzare la prevenzione degli attacchi predatori, migliorare il monitoraggio e valutare nuovi strumenti di indennizzo per le aziende agricole colpite

Bordighera, 27 capre uccise in venti giorni a Borghetto San Nicolò: Russo (FdI) chiede più tutele per gli allevatori

Ventisette capre uccise in appena venti giorni, con un gregge dimezzato e un'azienda agricola duramente colpita. È il bilancio degli attacchi avvenuti a Borghetto San Nicolò, nel territorio di Bordighera, una situazione che riporta l'attenzione sulle difficoltà degli allevatori e sulla necessità di rafforzare le misure di prevenzione contro le predazioni. Sulla vicenda interviene Veronica Russo, consigliera regionale di Fratelli d'Italia, che ha presentato in Consiglio regionale un ordine del giorno finalizzato a potenziare la prevenzione degli attacchi e a garantire maggiori tutele agli allevamenti liguri. "Dietro questi numeri ci sono il lavoro, i sacrifici e il futuro di chi ogni giorno contribuisce a mantenere viva la nostra economia agricola", sottolinea Russo, chiedendo attenzione per un comparto importante per il territorio.

Le preoccupazioni non riguardano soltanto Borghetto San Nicolò. Secondo quanto evidenziato dalla consigliera regionale, le recenti segnalazioni di predazioni e avvistamenti di canidi interessano anche le zone di Bordighera, Vallebona, Vallecrosia al Mare e l'entroterra imperiese. Una situazione che, secondo Russo, richiede un monitoraggio più attento e una collaborazione più stretta tra le istituzioni e gli organismi competenti. "La sicurezza degli allevamenti e la salvaguardia delle attività zootecniche sono temi fondamentali per il nostro territorio, soprattutto per quelle piccole realtà che rappresentano una risorsa preziosa per l'economia e la vita delle nostre vallate", dichiara l'esponente di Fratelli d'Italia, richiamando l'attenzione sulle conseguenze che episodi di questo tipo possono avere sulle aziende agricole, in particolare quelle di dimensioni ridotte.

L'ordine del giorno presentato in Regione punta innanzitutto a rafforzare il monitoraggio degli episodi di predazione, favorendo il coordinamento tra Regione Liguria, servizi veterinari, enti competenti e autorità preposte. Un lavoro che dovrebbe consentire anche di accertare con maggiore precisione la natura degli animali responsabili degli attacchi, così da disporre di elementi utili per individuare le misure più appropriate. L'obiettivo è migliorare la capacità di intervento e rendere più efficaci le azioni di prevenzione, attraverso una collaborazione istituzionale che permetta di affrontare il problema con strumenti adeguati alle esigenze degli allevatori e alle caratteristiche del territorio.

Un altro punto centrale riguarda il sostegno economico alle aziende danneggiate. Russo propone infatti di valutare un potenziamento degli strumenti di indennizzo, con particolare attenzione alle spese che gli allevatori devono sostenere in seguito agli attacchi, comprese quelle per lo smaltimento delle carcasse. L'attenzione è rivolta anche alle situazioni che, allo stato attuale, potrebbero non rientrare nelle fattispecie indennizzabili, lasciando le aziende a dover affrontare direttamente le conseguenze economiche delle perdite subite. "Ritengo importante lavorare per individuare strumenti sempre più efficaci di prevenzione e sostegno. Il nostro obiettivo è offrire risposte concrete agli allevatori, accompagnandoli nelle difficoltà e tutelando un settore strategico per la Liguria", afferma la consigliera regionale.

Russo richiama infine il valore delle attività agricole per la salvaguardia delle vallate e delle aree rurali, sottolineando come il lavoro degli allevatori rappresenti molto più di una semplice attività economica. Le aziende agricole contribuiscono infatti alla cura del territorio, alla conservazione delle tradizioni locali e al contrasto dello spopolamento dell'entroterra. "Difendere i nostri allevatori significa difendere il territorio, le tradizioni e il futuro del nostro entroterra", conclude la consigliera, auspicando che l'ordine del giorno possa contribuire a rafforzare il percorso di tutela attraverso il confronto e la collaborazione tra le istituzioni. "Sostenere chi lavora e investe nelle nostre vallate significa investire nel futuro della Liguria", è il messaggio finale di Russo, che chiede risposte concrete per un settore chiamato a confrontarsi con difficoltà sempre più pesanti.

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