Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Liguria: «Con l’impegno diretto dell’onorevole Frijia e il raccordo con Rosso e Berrino portiamo le esigenze dei porti liguri sui tavoli romani. Sicurezza, ricambio generazionale e tutela del lavoro sono le nostre priorità».
«Le preoccupazioni espresse da Alessio Negro della Filt-Cgil sul riconoscimento del lavoro portuale come attività usurante, sulla sicurezza e sul ricambio generazionale nei porti di Savona e Vado Ligure affrontano questioni reali, che meritano attenzione e risposte concrete. Sono temi sui quali Fratelli d’Italia sta già lavorando anche a livello parlamentare, attraverso specifici emendamenti alla riforma dei porti».
Lo dichiara Rocco Invernizzi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Liguria, intervenendo sul dibattito relativo alle condizioni di lavoro e alle prospettive previdenziali dei lavoratori portuali.
«Nell’ambito dell’esame parlamentare della riforma dei porti, Fratelli d’Italia ha presentato, così come altre forze politiche, emendamenti che intervengono su due questioni particolarmente importanti.
Il primo riguarda il riconoscimento di specifiche mansioni portuali tra i lavori usuranti. La proposta prevede l’inserimento nella normativa previdenziale dei conducenti di veicoli pesanti impiegati nella movimentazione e traslazione dei carichi in ambito portuale, degli addetti al rizzaggio e derizzaggio e degli operatori polivalenti.
Si tratta di attività caratterizzate da un significativo impegno fisico e operativo, spesso svolte in condizioni ambientali difficili, per le quali riteniamo necessario prevedere un riconoscimento previdenziale specifico. La sicurezza nei porti passa anche dalla capacità di tenere conto dell’età e delle condizioni di chi svolge quotidianamente queste mansioni.
Il secondo intervento riguarda l’attivazione concreta del fondo di accompagnamento al pensionamento anticipato dei lavoratori portuali. Con gli emendamenti presentati si propone di costituire presso l’INPS uno strumento che consenta di utilizzare le risorse previste dagli accordi tra le parti sociali e i contributi delle Autorità di sistema portuale per finanziare misure di incentivazione all’uscita anticipata dal lavoro.
Una delle proposte prevede, in particolare, che le Autorità di sistema portuale destinino al fondo, compatibilmente con le disponibilità di bilancio, una quota pari all’1% delle entrate proprie derivanti dalle tasse sulle merci sbarcate e imbarcate.
Un’altra formulazione interviene sulla disciplina del fondo, prevedendo criteri di priorità per i lavoratori ai quali sia stata riconosciuta un’inidoneità totale o parziale alle attività operative e per coloro che abbiano svolto tali attività per un maggior numero di anni.
L’obiettivo è superare le difficoltà che finora hanno impedito la piena operatività di questo strumento e offrire ai lavoratori interessati, nel rispetto dei requisiti e delle risorse disponibili, una possibilità concreta di accompagnamento alla pensione.
Su questi temi è particolarmente importante il lavoro che sta portando avanti l’onorevole Maria Grazia Frijia, direttamente impegnata nel percorso parlamentare della riforma dei porti e nel confronto sulle proposte emendative. Con lei manteniamo un dialogo costante, insieme all’onorevole Matteo Rosso e al senatore Gianni Berrino, per assicurare un collegamento diretto tra le esigenze del territorio ligure e i tavoli parlamentari e ministeriali di Roma. Un lavoro di squadra che ci permette di seguire da vicino le questioni che interessano i nostri scali e le migliaia di lavoratori che vi operano.
È altrettanto importante chiarire che la riforma dei porti non interviene sull’attuale organizzazione del lavoro portuale e non modifica l’impianto normativo che disciplina le attività delle imprese e dei lavoratori, compreso il sistema degli articoli 16 e 17 della legge 84 del 1994.
Accanto al tema previdenziale, abbiamo posto attenzione anche alla formazione professionale, con un ulteriore emendamento volto a salvaguardare e, ove possibile, rafforzare le risorse dedicate alla formazione del personale. Investire sulle competenze significa intervenire anche sulla sicurezza e sulla qualità del lavoro.
Queste iniziative si inseriscono in una visione più ampia dell’economia del mare, fortemente sostenuta da Fratelli d’Italia e dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci. La legge sulla valorizzazione della risorsa mare rappresenta un riferimento importante di questo percorso, riconoscendo la centralità strategica del mare per l’economia nazionale, le infrastrutture, le attività produttive e l’occupazione.
Per una regione come la Liguria, dove la portualità rappresenta una componente essenziale del sistema economico e occupazionale, valorizzare la risorsa mare significa non soltanto investire nelle infrastrutture e nella competitività degli scali, ma anche tutelare le professionalità e le persone che ogni giorno contribuiscono al loro funzionamento.
Per quanto riguarda, infine, il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei porti, il confronto resta affidato alle parti sociali, ai rappresentanti dei lavoratori e agli operatori del settore. Da quanto ci risulta, è in corso un lavoro per trovare una soluzione condivisa, nel rispetto delle rispettive responsabilità.
Continueremo a seguire con attenzione questi temi, insieme ai nostri rappresentanti in Parlamento, mantenendo un collegamento diretto tra le esigenze dei porti liguri e i tavoli nazionali. La sicurezza dei lavoratori, il riconoscimento delle attività usuranti, la possibilità di accompagnamento alla pensione e il ricambio generazionale sono questioni sulle quali intendiamo proseguire il nostro impegno, nella convinzione che la competitività del sistema portuale e la tutela del lavoro debbano procedere insieme», conclude Rocco Invernizzi.
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