Gli episodi che durante l'estate hanno interessato il mare di Arma entrano ufficialmente nel Consiglio comunale di Taggia. Progetto Comune, attraverso la consigliera Fulvia Alberti, ha presentato un'interrogazione che sarà discussa nella seduta del prossimo 16 settembre, chiedendo all'amministrazione di passare dalla gestione delle singole emergenze a una strategia di prevenzione che coinvolga l'intero Ponente.
Il punto di partenza sono i due episodi di inquinamento con conseguenti divieti di balneazione registrati sul territorio comunale tra giugno e agosto. Per Progetto Comune, tuttavia, limitare l'analisi ai confini di Taggia rischierebbe di fornire una fotografia incompleta del problema.
Nel corso della stessa estate, infatti, provvedimenti temporanei legati alla qualità delle acque hanno interessato anche altri punti della costa. Il gruppo di opposizione richiama i casi verificatisi a Imperia, tra giugno e agosto, e quello di Sanremo, dove a fine agosto era stato temporaneamente vietato un tratto di litorale tra Foce Ponente e Mandala Beach.
Da qui la richiesta di cambiare prospettiva: il mare non segue i confini amministrativi e, secondo Progetto Comune, neppure gli interventi per tutelarlo possono essere pensati Comune per Comune.
"La recente rottura del collettore fognario alla foce del torrente Argentina rappresenta una causa specifica e importante dell'emergenza verificatasi sul nostro territorio – sostiene il gruppo – ma non possiamo limitarci a intervenire sulla singola criticità quando questa si manifesta. Dobbiamo verificare l'intero sistema, compresi i collegamenti, i collettori, gli scarichi e le infrastrutture presenti nei Comuni limitrofi".
La proposta di un tavolo per tutto il Ponente. È soprattutto su questo punto che si concentra l'interrogazione. Progetto Comune chiede la costituzione di un tavolo tecnico interistituzionale al quale partecipino Regione Liguria, Provincia di Imperia, Comuni costieri interessati, Arpal, gestore del servizio idrico, università ed esperti.
L'obiettivo indicato è duplice: ricostruire le possibili cause e le fonti di pressione o contaminazione e, contemporaneamente, arrivare a un programma di interventi infrastrutturali che non si fermi al territorio di Taggia, ma comprenda le opere eventualmente necessarie nei Comuni vicini.
"Se vogliamo davvero tutelare il nostro mare – afferma Alberti – dobbiamo ragionare come territorio e non come singoli Comuni. Non avrebbe senso realizzare un intervento importante da una parte e lasciare irrisolte eventuali criticità pochi chilometri più avanti. Servono una visione complessiva e un piano di interventi che coinvolga anche i Comuni limitrofi".
La richiesta di allargare i controlli. Non ci sono soltanto tubazioni e infrastrutture. Nell'interrogazione viene chiesto anche di valutare un monitoraggio più ampio e continuativo della qualità del mare, affiancando ai normali controlli microbiologici eventuali ulteriori analisi, da definire sulla base delle indicazioni degli esperti.
Tra gli elementi citati dal gruppo figurano contaminanti chimici, metalli, microplastiche e altri possibili fattori di rischio ambientale.
"Non vogliamo occuparci del mare soltanto quando arriva un divieto di balneazione – sottolinea Alberti –. Vogliamo capire perché questi episodi continuano a verificarsi, quali siano le criticità del sistema e soprattutto cosa possiamo fare per prevenirli".
La discussione arriverà quindi nell'aula consiliare dopo un'estate nella quale mare, depurazione e condizioni delle infrastrutture sono diventati uno dei principali temi del dibattito a Taggia. La posizione di Progetto Comune è quella di trasformare quanto accaduto nei mesi estivi in un confronto più ampio sulla prevenzione.
"Tutelare il mare significa anche avere il coraggio di guardare oltre i confini del nostro Comune – conclude Alberti –. Se il mare è uno solo, anche la responsabilità della sua tutela deve essere condivisa. Servono lavori, investimenti e programmazione: e devono riguardare non soltanto casa nostra, ma tutto il territorio che può incidere sulla qualità delle nostre acque".














