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Attualità | 07 settembre 2026, 08:11

Sanremo, Mario Robaldo: "Il degrado è tornato al Pump Track di Pian di Poma. Perché non pensare a un'area per gli elicotteri?" (Foto)

L'ex consigliere comunale del Pd rilancia la discussione sull'area di Pian di Poma: "Potrebbe diventare una risorsa per le emergenze e per il turismo di lusso"

A Pian di Poma il futuro sembra procedere a velocità diverse. Da una parte ci sono i cantieri della nuova cittadella dello sport, con l'avanzamento dei lavori del palazzetto e l'arrivo dei primi camper nel nuovo Green Park, pensato anche per evitare la sosta indiscriminata dei mezzi in altre zone della città. Dall'altra, procedendo verso levante, resta una situazione che stride con l'immagine di una grande area sportiva in fase di trasformazione: l'ex area del Pump Track appare nuovamente in stato di abbandono. È da qui che parte la riflessione dell'ex consigliere comunale del Pd Mario Robaldo, che chiede di ragionare sul futuro di quello spazio e, soprattutto, sulla possibilità di trasformarlo in una nuova infrastruttura al servizio della città.

La zona prima della costruzione del Pump Track:

"Passando oggi nella zona di Pian di Poma ho visto l'avanzamento dei lavori del palazzetto dello sport e soprattutto i primi camper dislocati nel nuovo Green Park, che avrà la funzione di impedire che i camper vadano a sostare in ogni zona della città – spiega Robaldo –, ma andando in direzione levante ho purtroppo notato l'ex area Pump Track, che è un vero disastro". Una fotografia che, secondo l'ex amministratore, riporta indietro le lancette di qualche anno. Eppure quella stessa porzione di Pian di Poma era stata oggetto di un intervento di riqualificazione proprio per cancellare una situazione di degrado che sembrava ormai consolidata.

La storia della pista parte nel 2016, quando il Comune annunciò la realizzazione a Pian di Poma di un Pump Track destinato agli appassionati di mountain bike e downhill. Sanremonews, all'epoca, parlava di un intervento capace di trasformare una zona degradata con un investimento contenuto. La pista venne poi inaugurata nell'ottobre dello stesso anno: il tracciato era lungo complessivamente circa 800 metri, con un circuito caratterizzato da gobbe e paraboliche per le mountain bike e una parte pianeggiante pensata anche per le handbike. Un piccolo intervento, ma inserito nella più ampia idea di fare di Pian di Poma un vero polo sportivo cittadino.

"Quell'area, qualche anno fa, era una vera e propria discarica, con montagne di terra provenienti dagli scavi per fare la pista di atletica – ricorda Robaldo –, ed era stata risanata dalla vecchia amministrazione costruendovi una pista di Pump Track, la prima in provincia, anche se solo in terra battuta. Con 20 mila euro era già stato ottenuto un ottimo risultato". Negli anni successivi la struttura non è rimasta immutata. Nel 2017 venne annunciata una nuova illuminazione con sei lampioni, cinque dei quali rivolti verso la pista, destinata a illuminare anche la strada adiacente al campo di calcio. Nel 2018, inoltre, il tracciato fu sottoposto a manutenzione e restyling, con la sistemazione dei punti più deteriorati e un nuovo disegno per salti e sentieri.

La stessa zona durante l'utilizzo dei bikers:

Quell'intervento, come raccontato allora da Sanremonews, aveva restituito alla pista le sue caratteristiche originarie e ne aveva rafforzato l'attrattività anche oltre i confini locali. Il sito sottolineava infatti come il Pump Track fosse frequentato da biker provenienti anche da diversi Paesi europei e come l'area stesse diventando parte integrante del polo sportivo di Pian di Poma. Un'esperienza che, almeno nelle intenzioni iniziali, sembrava dimostrare come anche con risorse relativamente limitate fosse possibile recuperare una porzione degradata del territorio e trasformarla in uno spazio sportivo e turistico.

Ora, però, secondo Robaldo, quella stessa area sarebbe tornata a essere un punto critico. "Prima quest'area era una delle poche messe in ordine, assieme ai campi di atletica, calcio e baseball – sottolinea –, mentre adesso è rimasta l'ultima ad essere abbandonata a se stessa". Una situazione che si inserisce in un quadro più ampio di trasformazione di Pian di Poma. Nel 2023, proprio sulla zona, Sanremonews aveva raccolto la denuncia di un forte degrado nell'area compresa tra la pista ciclabile e il campo di calcio, segnalando anche il deterioramento della zona del Pump Track e della strada a lato del campo di atletica. Nello stesso periodo il Comune aveva organizzato una pulizia straordinaria di Pian di Poma con i Deplasticati e Amaie Energia, con appuntamento proprio davanti alla pista.

Nel frattempo, il volto dell'area sportiva è cambiato ulteriormente. I lavori finanziati dal PNRR hanno interessato i campi da calcio, i nuovi spogliatoi e le altre strutture, con un investimento indicato in circa 2,5 milioni di euro. A gennaio 2024 Sanremonews raccontava la conclusione dei lavori sul secondo campo sintetico e la prosecuzione di quelli per gli spogliatoi, inserendo gli interventi nel progetto di trasformazione di Pian di Poma in una vera e propria cittadella dello sport. Robaldo, però, richiama l'attenzione anche sugli spazi rimasti incompleti: "Se si tralascia la zona tra i nuovi spogliatoi e la pista ciclabile, dove non si è riusciti ad asfaltare nonostante un finanziamento del campetto a 9, degli spogliatoi e del campetto polifunzionale, per altro già contornato da erbacce, pari a 2 milioni e 750 mila euro".

Da qui nasce la proposta che guarda oltre la semplice manutenzione del Pump Track. "Mi chiedo se nella zona abbandonata del Pump Track, piuttosto che lasciarla così, non fosse possibile fare un investimento, che magari comprenda anche il completamento dei parcheggi del campo da calcio, per realizzare una piazzola o anche due per l'atterraggio di elicotteri". La prima ipotesi avanzata dall'ex consigliere è quella di una struttura destinata alle emergenze, che potrebbe affiancare gli altri servizi presenti sul territorio. Robaldo cita come esempio la piazzola di Capo Verde, ritenendola però non sufficiente per coprire efficacemente tutta la fascia occidentale della città: "Se l'emergenza fosse in zona Foce, Caponero o anche Ospedaletti, bisognerebbe attraversare tutta Sanremo".

Il degrado attuale:

La seconda ipotesi guarda invece al turismo e ha un'impronta decisamente più ambiziosa. "L'altra si potrebbe pensare di adibirla all'atterraggio di elicotteri civili, tipo a Fontvieille di Montecarlo, per incentivare un turismo di lusso a cui tanto aspira la nuova amministrazione". Un'idea che, al di là della sua concreta fattibilità tecnica e urbanistica, apre una discussione sul possibile utilizzo futuro di uno spazio che oggi rischia di rappresentare un elemento stonato proprio nel cuore della nuova cittadella dello sport. La proposta, evidentemente, dovrebbe essere valutata alla luce delle necessarie autorizzazioni, delle caratteristiche tecniche delle aree di atterraggio e delle esigenze di sicurezza, ma secondo Robaldo potrebbe essere l'occasione per trasformare una zona oggi degradata in un'infrastruttura con una funzione precisa.

Il tema si inserisce in una Pian di Poma che continua dunque a cambiare pelle. Il palazzetto dello sport rappresenta uno dei tasselli più importanti di questa trasformazione e già nel 2017 veniva indicato come la possibile "ciliegina sulla torta" della cittadella sportiva, allora composta da campi di calcio, baseball, pista di atletica e Pump Track. Anche oggi il Comune continua a lavorare sulla gestione e sul completamento del polo sportivo: proprio nei giorni scorsi è stata disposta una proroga fino al 2 settembre 2027 per la gestione della pista di atletica, del campo rugby e delle strutture collegate. In questo scenario, la domanda posta da Robaldo è quindi soprattutto politica e amministrativa: quale destinazione dare alle aree che rischiano di rimanere ai margini della grande riqualificazione di Pian di Poma?

"Non credo abbia senso investire milioni di euro per trasformare Pian di Poma nella cittadella dello sport e lasciare proprio accanto una zona in queste condizioni – conclude Robaldo –, sarebbe più utile ragionare per tempo su un progetto complessivo, che comprenda anche le aree oggi dimenticate". Il futuro dell'ex Pump Track, dunque, potrebbe tornare al centro del dibattito. Da spazio nato per recuperare una discarica e diventato per alcuni anni un punto di riferimento per gli appassionati delle due ruote, oggi rischia di essere nuovamente associato al degrado. La sfida, per l'amministrazione, sarà capire se limitarne il recupero a una semplice sistemazione oppure cogliere l'occasione per immaginare una nuova funzione all'interno della Pian di Poma del futuro.

Carlo Alessi

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