La crisi geopolitica legata alla guerra in Iran presenta un conto energetico pesantissimo all'Italia, stimato dalla CNA in quasi 12 miliardi di euro per il semestre compreso tra il 1° marzo e il 31 agosto. L'incremento dei prezzi di carburanti, elettricità e gas si traduce in una vera e propria tassa straordinaria che rischia di penalizzare fortemente il tessuto economico del Ponente ligure, caratterizzato prevalentemente da piccole e micro imprese.
Oltre la metà del maggior esborso complessivo è causato dai rincari della mobilità, che raggiungono quota 5,8 miliardi di euro. Nel solo mese di luglio, la spesa per la benzina ha toccato il picco degli ultimi sedici anni, con i prezzi medi che si sono attestati a 1,908 euro al litro per la benzina e a 2,027 euro per il gasolio. Il segretario di CNA Imperia, Luciano Vazzano, ha evidenziato come il caro carburanti rappresenti un moltiplicatore di costi per una provincia geograficamente allungata e complessa, colpendo direttamente autotrasportatori, artigiani, edilizia e servizi, con ripercussioni a catena sugli approvvigionamenti di negozi e strutture ricettive.
Altrettanto gravoso è l'impatto della bolletta elettrica, che registra un extracosto stimato tra i 3,7 e i 3,8 miliardi di euro a livello nazionale, a fronte di un fabbisogno che a luglio ha toccato il record storico di 32,5 TWh. I rincari colpiscono le attività in cui il consumo d'energia è imprescindibile, come laboratori artigiani, panifici, gelaterie, lavanderie e officine. A completare il quadro è la spesa per il gas, con un maggiore costo compreso tra 2 e 2,2 miliardi di euro. Sebbene gli interventi pubblici abbiano mobilitato oltre 2,3 miliardi di euro tramite riduzioni di accise e crediti d'imposta, le risorse non bastano a neutralizzare l'impatto dei rincari.
Di fronte a questa situazione, CNA Imperia chiede alle istituzioni interventi rapidi, crediti d'imposta realmente accessibili anche alle micro e piccole imprese, un severo monitoraggio contro le speculazioni e misure strutturali destinate all'autoproduzione energetica. Come ribadito da Vazzano, le piccole aziende non possono farsi carico dell'intero peso delle crisi internazionali, e difendere la loro sostenibilità economica risulta fondamentale per tutelare l'occupazione e i servizi dell'intero territorio.














