La luminosità naturale incide sulla percezione degli spazi, sul benessere quotidiano e sui consumi legati all'illuminazione artificiale e proprio durante i lavori diventa possibile intervenire su elementi che in condizioni normali resterebbero immutati, dalle dimensioni delle aperture al tipo di serramento, fino ai sistemi che regolano l'ingresso del sole nelle diverse ore e stagioni. Le decisioni prese in questa fase contribuiranno al modo di vivere la casa per diversi anni e meritano di essere valutate con la stessa cura dedicata a impianti e finiture.
Per capire come orientarsi al meglio, ci siamo confrontati con DAKO, realtà a gestione familiare che da oltre 30 anni realizza serramenti e finestre per la casa in grado di soddisfare al meglio le necessità di ogni genere di contesto abitativo.
Cosa si può fare concretamente per avere più luce naturale in casa?
L'intervento più incisivo riguarda le aperture. Una ristrutturazione consente di valutare l'ampliamento dei fori esistenti, la trasformazione di una finestra in portafinestra o la creazione di nuove aperture su pareti che ne sono prive, scelte che modificano in modo stabile la quantità di luce che raggiunge gli ambienti. Il guadagno maggiore si ottiene lavorando sull'altezza: un'apertura che si sviluppa verso l'alto porta la luce più in profondità nella stanza ed è la ragione per cui le portefinestre a tutta altezza e le vetrate estese fino al soffitto caratterizzano gran parte dei progetti contemporanei.
Il serramento scelto per chiudere l'apertura determina poi quanta di quella luce entra davvero. I telai attuali, in tutti i materiali, hanno sezioni più contenute rispetto ai prodotti di qualche decennio fa e, a parità di foro, lasciano al vetro una superficie maggiore. Nelle zone giorno, la sostituzione di vecchie chiusure con sistemi dal profilo snello produce un incremento di luminosità percepibile anche senza toccare la muratura, mentre dove il progetto lo consente le grandi vetrate scorrevoli verso terrazzi e giardini rappresentano l'intervento che più di ogni altro trasforma il carattere di un ambiente. Programmare questi interventi insieme al resto dei lavori permette di gestire in un'unica fase opere murarie, posa e finiture.
E dal punto di vista delle prestazioni, quali risultati si ottengono?
Si raggiungono valori di trasmittanza termica pienamente in linea con i requisiti previsti per le diverse zone climatiche, anche su configurazioni con superfici vetrate estese. La trasmittanza è il parametro che misura quanto calore attraversa il serramento: più il valore è basso, meno l'ambiente disperde verso l'esterno e i prodotti attuali la contengono al punto da rendere la finestra un elemento efficiente dell'involucro al pari della parete. Un secondo risultato riguarda la temperatura della superficie interna del vetro, che resta vicina a quella dell'ambiente: è un aspetto meno noto ma decisivo per il comfort, perché quando il vetro è freddo l'aria che lo lambisce si raffredda e scende, generando quelle correnti che si percepivano stando seduti accanto a una finestra. Con un serramento ben isolato questo fenomeno viene meno e la zona vicino alle vetrate torna pienamente vivibile in ogni stagione. Sul piano acustico, l'impiego di vetri di spessore differenziato tra le lastre e di più livelli di guarnizione consente di attenuare in modo consistente i rumori esterni: le lastre di spessore diverso smorzano frequenze diverse e l'insieme raggiunge un isolamento adeguato anche ai contesti urbani più rumorosi.
Quali caratteristiche rendono possibili queste prestazioni?
Questi risultati nascono dall'evoluzione parallela di vetro e telaio. Le vetrocamere combinano due o tre lastre separate da intercapedini riempite di gas a bassa conducibilità, come l'argon, che rallenta il passaggio del calore più di quanto farebbe la semplice aria; i trattamenti basso-emissivi applicati alle lastre trattengono il calore interno durante l'inverno e filtrano parte dell'apporto solare nei mesi caldi. Il telaio contribuisce con la propria struttura: i profili a più camere nel PVC racchiudono volumi d'aria che ostacolano la trasmissione del calore, il taglio termico nell'alluminio interrompe la continuità del metallo con una barriera isolante, il legno offre per natura una bassa conducibilità. Un peso rilevante spetta infine alla posa in opera: il collegamento tra serramento e muratura, se eseguito con materiali e tecniche corrette, sigilla il giunto ed evita infiltrazioni d'aria che comprometterebbero le prestazioni dell'insieme. Nelle ristrutturazioni che intervengono anche sul cassonetto e sul vano finestra, il trattamento coordinato di questi elementi consente di considerare l'apertura come un sistema continuo, in cui la generosità delle superfici vetrate convive con un involucro efficiente.
Le agevolazioni fiscali possono accompagnare questo tipo di intervento?
Il quadro attuale offre un sostegno concreto. La sostituzione dei serramenti, per quest’anno, rientra in due strumenti di detrazione: il Bonus Ristrutturazione, legato agli interventi edilizi sull'immobile, e l'Ecobonus, dedicato alla riqualificazione energetica e subordinato al rispetto di requisiti di trasmittanza termica da parte dei nuovi serramenti. Entrambi riconoscono una detrazione del 50% sulla prima casa e del 36% sugli altri immobili, ripartita in dieci quote annuali, con massimali differenti tra i due percorsi.
La scelta dello strumento dipende dalla natura dell'intervento così come dalle caratteristiche dell'immobile e conviene definirla in fase di preventivo insieme agli adempimenti richiesti, dal bonifico parlante alla eventuale pratica ENEA. Le condizioni in vigore sono confermate fino al termine dell'anno, mentre per il futuro le aliquote potrebbero essere riviste: chi ha già in programma una ristrutturazione trova nel quadro attuale un contesto favorevole per includervi il rinnovo delle aperture e dei serramenti.
Qualche ultimo consiglio da tenere a mente se ci si appresta a ristrutturare?
Prima di tutto, di muoversi per tempo sulla scelta dei serramenti. Sono prodotti che si fanno su misura, in fabbrica, sulle specifiche di ogni singolo ordine, e tra la conferma e la consegna passano alcune settimane. Chi decide con anticipo ha il tempo di valutare bene le configurazioni, esaminare le finiture, passare in showroom a vedere i prodotti dal vivo e riesce a far arrivare i serramenti in cantiere proprio quando servono, nella fase giusta dei lavori.
Poi suggeriamo sempre di partire dalle proprie abitudini, prima ancora che dai prodotti. Ogni casa si vive in modo diverso: c'è chi passa le giornate in cucina e chi nello studio, c'è la camera che deve restare buia fino a tardi e il soggiorno dove la luce non basta mai, ci sono finestre che si aprono dieci volte al giorno e altre quasi mai. Chi ha chiaro tutto questo sceglie meglio, perché configura ogni apertura su come la userà davvero, e a lavori finiti si ritrova una casa fatta sulla sua vita quotidiana.
Vale la pena ragionare anche sulle predisposizioni. Un serramento resta in opera per decenni e le esigenze, nel frattempo, cambiano: prevedere già in cantiere i collegamenti per la motorizzazione e per la gestione domotica, anche senza attivarli subito, richiede un impegno minimo in quella fase e lascia margine per il futuro. In questo modo, se un domani si vorranno aggiungere queste funzioni, sarà possibile farlo senza interventi sulle murature o sui serramenti.
Informazioni fornite in modo indipendente da un nostro partner nell’ambito di un accordo commerciale tra le parti. Contenuti riservati a un pubblico maggiorenne.














